A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

Shakespeare, Arbasino e Muccino


Ho assistito venerdì sera a “Molto rumore per nulla”, una delle grandi commedie del bardo inglese. Portavo la mia classe e ai ragazzi è piaciuta molto, un pò meno al sottoscritto che, afflitto dalla sindrome da liceo classico, ho poco amato l’andamento rappeggiante con cui venivano declamati i versi e le movenze degli attori che, a tratti, sembravano prese da Zelig piuttosto che dall’accademia di arte drammatico. Gabriele Lavia ha ben diretto suo figlio, che promette bene, ma nel complesso, lo spettacolo mi è sembrato soffrire di un “giovanilismo” che la senilità all’orizzonte non mi ha fatto apprezzare. Ma ben vengano rap e Zelig per far apprezzare Shakespeare ai giovani…oppure no?

Domenica sera, guardando lo spettacolo di Fazio, uno dei pochi programmi tv vedibili senza provocarsi un travaso di bile, assisto all’intervista ad Arbasino, uomo raffinato ed elegante, assolutamente “fuori” dal panorama intellettuale italiano, con la sua ironia anglosassone e il suo humour tagliente. Non lo apprezzo molto come scrittore ma il personaggio è unico e inimitabile. Segue alla sua itnervista quella a Gabriele Muccino e qui una domanda è d’obbligo: perchè il più popolare regista italiano del momento è uno che parla come se lo stesse inseguendo la polizia, utilizzando la lingua italiana per massacrarla senza pietà? Le cose che dice a proposito del suo nuovo capolavoro sono sconcertanti: l’uomo si propone di raccontare la vita nel suo evolvere, in tutte le sue sfaccettature. Senza saperlo, abbiamo in casa un nuovo Proust. Ma la rivelazione più sconvolgente deve ancora arrivare: nel film si racconta di un uomo che ha lasciato la moglie e solo quando la perde si accorge di quanto contasse per lui, di un altro che viene tradito e non sa come reagire, e via discorrendo. Io non so se il cinema italiano è pronto ad argomenti così innovativi, profondi, inediti…speriamo di no.

Domanda: Lavia ha forse concepito la regia di Molto rumore per nulla in quel modo per far capire Shakespeare a Muccino? In quel caso il mio giudizio cambierebbe radicalmente e apprezzerei l’impresa titanica ma vana.

Consiglio musicale: dopo aver ascoltato Muccino è necessario un momento di relax. Consiglio a tal fine i Gov’t mule, sublime jam band americana orientata al blues. Ovviamente se li chiedete in un negozio di dischi italiano il negoziante farà la faccia di Muccino quando gli chiedono se conosce Kant, ma su internet si trovano i loro concerti. Scaricare è illegale e rappresenta una violazione dei diritti d’autore, bla, bla, bla….

Alla prossima

Categorie:Arte e spettacolo

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