A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

La politica da bar


“Meno immigrati uguale meno delinquenti” ha detto oggi il presidente del consiglio a Reggio Calabria, in occasione del consiglio dei ministri. Siamo dunque arrivati alla politica da bar, alla filosofia da autobus, al luogo comune più vacuo e trito della retorica leghista. Qualcuno dovrebbe spiegare al presidente che parlare come l’uomo della strada non implica necessariamente pensare come un uomo della strada, che i politici dovrebbero contribuire ad educare il popolo non a riproporre il suo lato peggiore confermando i suoi falsi sillogismi. Perchè l’assunto che una diminuizione del numero di stranieri in Italia equivarrebbe a una proporzionale diminuizione dei tassi di criminalità, è molto più che falso: se non fosse pura malafede si potrebbe tranquillamente affermare che si tratta di pura stupidità.

Per altro, un’affermazione simile fatta a Reggio Calabria, capoluogo della regione dove comanda la ‘ndrangheta, un posto dove i giudici girano con la scorta da anni e dove sono caduti, vittime delle ferocia mafiosa, decine di uomini, donne, bambini, assume connotati che sarebbero umoristici se, trattandosi di argomenti di così tragica attualità, non risultassero semplicemente irritanti. Perchè, egregio signor presidente, lei forse non lo sa, ma i problemi della Calabria non sono quei poveri africani che i carabinieri hanno caricato su un autobus a Rosarno e scaricato in un centro di accoglienza come pacchi restituiti al mittente, i problemi della Calabria sono una corruzione diffusa ad ogni livello, una politica connivente con la mafia, un’omertà diffusa che nasce sia dalla natura stessa della ‘Ndrangheta, che non ha un’organizzazione gerarchica come quella della mafia siciliana, sia dalla paura delle gente, l’assenza totale e cronica di uno Stato che troppo spesso è stato complice invece che giudice. Era forse opportuno scegliere un’altro luogo e un’altro momento per toccare i cuori dei padani, se non altro in segno di rispetto per quei magistrati come Nicola Gratteri che fanno una vita da prigionieri e per le troppe vittime innocenti di una guerra ben lontana dall’essere vinta.

Ma la campagna elettorale sta entrando nel vivo e Lei, da bravo imprenditore, guarda ai suoi affari e blandisce i suoi alleati. Solo così si può giustificare un’affermazione così irresponsabile e assurda. Non starò a citare le statistiche che provano che si tratta di un’affermazione priva di fondamento: chiunque è in grado di trovarle in rete.

Cosa riesce a spingere il popolo italiano all’indignazione? Cosa può far scattare la molla che porti alla civile presa di coscienza, alla consapevolezza che un governo che ha nella menzogna sistematica, nella orwelliana alterazione della realtà, nel razzismo e nell’intolleranza le basi della propria azione non è un buon governo, non fa gli interessi del popolo italiano, non porta da nessuno parte?

Qualunque sia la risposta, sono convinto che il presidente del consiglio la conosce e la tiene gelosamente nascosta.

Categorie:Attualità

4 risposte

  1. …o forse ne ha discusso a colazione con l’insigne cardinale Ruini che lo ha invitato una settimana fa, presente anche Letta, mi vengono i brividi..
    Bello questo blog, bravo collega!
    Antonella

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  2. …davvero ha detto quella frase? “Non ci posso credere” (citazione nazional-popolare)

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