Esternalizzazione è una brutta parola usata per indicare una operazione di attribuzione di funzioni di competenza dello stato ad enti esterni, privati, per avere mano libera ed evitare i controlli a cui dovrebbe essere sottoposta ogni operazione del governo. Gli Stati Uniti con Bush hanno effettuato una massiccia esternalizzazione delle funzioni di competenza della difesa e i risultati li abbiamo visti in Afghanistan e in Iraq: mercenari che spadroneggiano come i gangster dei tempi andati utilizzando la tortura sistematicamente, gli appalti per la ricostruzione trasformati in una enorme torta da spartire tra gli amici e gli amici degli amici, il sostanziale fallimento delle due missioni con un prezzo altissimo in vite umane.

Questa settimana, senza che un giornale vi dedicasse un titolo almeno in terza pagina, è stata esternalizzata la difesa. Questo significa che un consiglio d’amministrazione deciderà le spese per la difesa senza alcun limite e senza alcun controllo da parte del governo. La ciliegina sulla torta è la norma che stabilisce che il presidente del consiglio d’amministrazione non potrà essere in alcun modo ritenuto penalmente responsabile per brogli, appropriazioni indebite, ecc.ecc.

Qualche settimana fa lo stesso procedimento era stato attuato con la protezione civile. nessun limite di spesa, competenze enormemente ampliate al di là del ragionevole (cosa c’entra la protezione civile con i grandi eventi?), stessa immunità per il presidente del consiglio d’amministrazione. In entrambi i casi, la spesa sarà autorizzata dal ministro delle finanze per decreto, senza passare dal parlamento. Due uomini quindi, i presidenti dei rispettivi consigli d’amministrazione, avranno il potere di mobilitare enormi risorse accumulati con le tasse pagati da tutti noi, senza che nessuno possa controllare come queste risorse vengano spese. Diventa quindi comprensibile, in quest’ottica, la frase di Berlusconi a proposito di Bertolaso:<<Con tutto quello ha fatto, come posso non farlo ministro?>>

Siamo al ministero come regalia, non più il voto di scambio ma la poltrona di scambio,. Un ministero vale l’altro, naturalmente, la competenza specifica e la consultazione degli alleati di governo non è affatto un problema quando il nostro ineffabile premier deve disobbligarsi con un amico. Bertolaso è l’uomo dei rifiuti in Campania (ricordate quella vecchia canzone che diceva:<<Questa macchina qua devi metterla là!>>? Ecco, appunto…), l’uomo del miracolo della ricostruzione a l’Aquila (miracolo annunciato),l’uomo che non accetta la minima critica sull’operato della protezione civile divenuta con lui una casta di intoccabili, è anche l’uomo dei festini a base di coca e ragazze ma questo conta meno. Indubbiamente, il premier gli deve molto, ma non poteva bastare un orologio del milan come quelli che ha regalato generosamente ai terremotati?

In molti hanno detto in passato che la democrazia era in pericolo nel nostro paese e hanno ricevuto sorrisi di sufficienza da parte degli esponenti del centro destra e del centro sinistra.

Adesso che la svolta autoritaria è un dato di fatto, che il clientelismo è diventato legge dello stato e l’impunità logica conditio sine qua non per avere le mani libere, adesso che la libertà di stampa viene attaccata quotidianamente, la magistratura insultata e delegittimata, che funzioni essenziali come quelle della difesa e della protezione del territorio vengono di fatto tolte al controllo degli organi competenti e affidate ai consigli di amministrazione, mi chiedo: avete ancora voglia di sorridere?

“I politici hanno una loro etica molto rigorosa. Giusto un gradino sotto quella dei maniaci sessuali” (Woody Allen).

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