A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

L’uomo senza qualità


Leggo da vari organi di stampa, (La Stampa, La Repubblica, l’Unità), il resoconto della visita del nostro premier a Israele. Gli organi di stampa sono tutti riconducibili all’area di centro sinistra, lo so, purtroppo non riesco a leggere i giornali di destra, anzi, ultimamente, faccio fatica a definirli giornali, specie dopo il caso Boffo. Il nostro premier dunque, ha complimentato Israele per i bombardamenti su Gaza e poi ha detto ai palestinesi che le vittime di Gaza erano paragonabili a quelle della Shoah. I commenti sui giornali erano improntati a ironia, sarcasmo, ma mancava qualcosa che in Italia latita ormai da anni: mancava indignazione.

A Gaza sono morti dei civili, uomini, donne e bambini, i morti, da qualunque parte vengano, meritano rispetto. Il premier, facendo quello che ha fatto, ha commesso un’azione di sciacallaggio politico sulla pelle di quei morti. Possibile che nessuno sappia più usare la parola “vergogna” in questo paese? E’ vergognoso che il capo del governo del nostro paese mostri una tale insensibilità, un tale cinismo, verso delle vittime civili, è vergognoso che vada in uno dei luoghi più sacri della cristianità, la chiesa di Gerusalemme, e racconti barzellette sulla Madonna, è vergognoso che non perda occasione di insultare i giornalisti in un paese in cui i giornalisti fanno il loro lavoro e provocano cambi di governo e dimissioni con i loro articoli. Ormai neppure i nostri editorialisti più intelligenti sono in grado di afferrare il vuoto ideale, etico, morale che sta dietro all’uomo che guida il paese. Talmente tante sono le sue pubbliche esternazioni di volgarità, grossolanità, pressapochismo, mancanza del senso della misura, mancanza di rispetto per chi gli sta di fronte, che ci siamo come assuefatti. Attendiamo ogni visita ufficiale all’estero consapevoli che dirà o farà qualcosa di cui dovremo vergognarci, leggiamo quotidianamente le sue irresponsabili dichiarazioni come si leggono le vignette dei disegnatori satirici, cambiamo canale se compare in tv per non sentirci nauseati. Ma non ci indignamo più. Ieri sera ascoltavo Bertinotti, politicamente non ho mai condiviso la sua linea ma dal punto di vista umano lo rispetto profondamente. Ieri sera mostrava tutto il suo sdegno per la mancanza di una levata di scudi della società civile dopo i fatti di Rosarno. Condivido pienamente: se non ci indignamo per un pogrom, se non ci indignamo per tre giorni di guerriglia scatenata da motivi razziali, per cosa ci indigneremo? Quando gli intellettuali di sinistra riusciranno a capire che non basta più ironizzare su un uomo che ormai è una parodia di sè stesso, che la deriva in cui il paese ormai si ritrova, non si risolverà con la sua uscita dalla scena poltica perchè i semi che ha gettato sono malati e infestanti? E’ necessaria una chiamata alle armi della società civile, alle armi dell’informazione costante, capillare, ossessiva,alle armi della ragione. La sinistra deve radicarsi sul territorio, ascoltare la gente, far capire alle persone che il re è nudo, balza alzare la testa e aprire gli occhi. Una vecchia canzone contadina siciliana recita: “Tu ti lamenti, picchì ti lamenti? Pigghia lu bastuni e tira fora li denti”. Forse è venuto il momento di rialzare la testa e dire basta a questa nauseabonda marea di ipocrisia e falsità che ci circonda, è venuto il momento di smetterla di lamentarsi e scuotere la testa. Io penso che si possa riuscire a farlo usando il bastone giusto, quello delle idee e dell’onestà. Da cattolico e da uomo di sinistra, credo ancora che, nonostante tutto, l’onestà paghi. Anche se al momento, la nuttata ha ancora da passare. Nel frattempo, però, da nessuna parte è scritto che si debba sopportare le uscite da avanspettacolo del premier. Negli articoli che ho letto mi è parso di cogliere tra le righe, oltre al sarcasmo, una malcelata ammirazione verso quest’uomo capace di dire tutto e il contrario di tutto a seconda di chi si trova davanti.

A determinare questa sorta di ammirazione inconsapevole e’ lo stato attuale di questo paese, senza più identità, senza più etica, senza altro indirizzo che non sia quello del fraudolento arricchimento personale possibilmente a spese della comunità e della distruzione dell’avversario con ogni mezzo. E’ l’inevitabile evoluzione di un paese guidato da un uomo senza qualità.

Categorie:Attualità, Cronaca

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