Ci sono persone, poche, che rischiano la vita ogni giorno in nome di un’idea di stato che sembra allontanarsi ogni giorno di più, soffocata dai miasmi di quella palude oscura che è diventata l’Italia. Sono persone che meritano almeno una stretta di mano e un grazie, quando si ha il privilegio di incontrarle, sono loro che ancora  tengono viva la speranza che questo paese possa cambiare. E’ per questo che pubblico con grande piacere la notizia che a Chiusa di Pesio. un bel paese in provincia di Cuneo, il 23 Febbraio alle 21 ci sarà un incontro aperto al pubblico con il giudice Gian Carlo Caselli, in occasione della presentazione del suo ultimo libro che illustra la lotta dello stato contro il terrorismo e la mafia. In calce a questo articolo inserisco la locandina di questo incontro e lo farò anche nei post che seguiranno, perchè penso che ascoltare il giudice Caselli valga l’ora e mezza di strada per arrivare a Chiusa di Pesio da Genova.

L’uomo non ha bisogno di presentazioni: in prima linea contro il terrorismo a Torino e poi contro la mafia a Palermo, osteggiato da una certa destra che gli impedì, inserendo un cavillo all’ultimo momento, di assumere la guida della Dia, sempre misurato e chiaro nei suoi interventi pubblici senza per questo essere meno incisivo e duro. Ricordo una sua recente apparizione al programma di Fazio, in cui con tono pacato pronunciò parole pesanti come macigni, esattamente come ha fatto Nicola Gratteri, magistrato in prima linea nella lotta alla Ndrangheta calabrese qualche giorno fa. Uomini onesti, che vivono sotto scorta, pagando la colpa di aver cercato la giustizia in una paese dove il potere ha spesso flirtato con l’illegalità. Paradossalmente, in questo paese, a remare “in senso opposto e contrario”, come direbbe De Andrè, ad essere autenticamente anarchici e “diversi” sono proprio le persone oneste, i magistrati come Caselli e Gratteri, che hanno sacrificato una parte importante della loro vita per noi tutti, per la nostra libertà, per assicurare al paese sicurezza e stabilità. La loro voce pacata e lo sguardo appena velato da un’ombra di amarezza induce al rispetto in un paese in cui la norma è diventata lo strepito e l’insulto. E’ la stessa voce e lo stesso sguardo di Falcone e Borsellino, non due eroi, come molti ipocritamente e retoricamente oggi affermano nelle occasioni ufficiali, magari gli stessi che li lasciarono soli ad affrontare la loro sorte, non due eroi, ma due persone che hanno onestamente creduto nel loro lavoro e nei valori che hanno guidato la nascita della repubblica.

Si prova, di fronte a queste persone, tante purtroppo cadute sul campo, altre ancora in prima linea a combattere, qualcosa di molto raro e prezioso: l’orgoglio di essere italiani e la speranza ancora viva di poter cambiare le cose. Mi sono forse lasciato trascinare dalla retorica ma, per una volta, mi sento sollevato a non parlare di guitti, nani e ballerine ma semplicemente di uomini onesti.

Questa è la locandina dell’incontro:

VERSO IL 25 APRILE 2010 “RESISTENZE”

Nel 65° anniversario della Liberazione l’Associazione Partigiana “Ignazio Vian”
l’associazione “Resistenza sempre nel rinnovamento” con il patrocinio del Comune di Chiusa Pesio si propongono di arrivare al 25 aprile
attraverso un percorso che sappia declinare i valori della Resistenza e della Costituzione con i linguaggi ed i problemi di oggi attraverso incontri incentrati sui temi fondamentali del nostro vivere insieme.
Un percorso fatto di incontri con personaggi significativi che, partendo
dalla nostra storia, riesca ad avviare una riflessione sulle ragioni che
portarono allora i giovani a combattere per la libertà, la legalità
democratica e la giustizia sociale contro le discriminazioni ed il
razzismo. Se ne parlerà, nel primo di questi appuntamenti  con
Gian Carlo Caselli il 23 febbraio alle 21 presso la sala del Parco Naturale Alta Valle Pesio.
Verrà presentato il suo ultimo libro ed attraverso quelle pagine
proveremo a riconoscere il filo rosso della legalità che lega il passato
con il presente.

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