Guardo con mia moglie la registrazione del concerto alla Casa Bianca in occasione delle celebrazioni per le lotte dei diritti civili negli Stati Uniti. In particolare si celebra la grande manifestazione di quarant’anni fa e il celebre discorso di Martin Luther King. I momenti di commozione sono numerosi, come quello in cui Morgan Freeman racconta la prima volta che prese coscienza di essere un bambino nero, quindi diverso dagli altri. Ma due in particolare ci commuovono: Joan Baez che canta We shall overcome e Bob Dylan che intona la sua The times they are a changin’, i tempi stanno cambiando. Mentre la Baez intona l’inno di una generazione, la telecamera indugia sui volti commossi di Obama e dei vecchi liberal bianchi. Quando è Dylan a cantare, basta la forza profetica dei suoi versi, intonata con la sua voce di cartavetrata, a toccare corde insospettate nell’anima. Io e mia moglie ci guardiamo, gli occhi un pò lucidi, la stessa tristezza dentro. Loro ce l’hanno fatta, comunque vada la presidenza di Obama, gli americani hanno cambiato la storia, hanno riacceso la speranza in un mondo migliore. Le immagini   ci scorrono davanti alla memoria come un film: le olimpiadi di Berlino,  l’omicidio di Luther King, Bob Kennedy che accompagna il primo studente nero all’università, scortato dall’esercito, gli atleti neri che alzano il pugno ancora alle olimpiadi,  Cassius Clay arrestato, Cassius Clay che si riprende il titolo, Malcolm X, Ragazzo negro e L’uomo invisibile, Indovina chi viene a cena e Sidney Poitier, il film con Denzel Washington, ecc. Tutte cose che noi abbiamo visto di riflesso, ma che gli americani hanno vissuto sulla propria pelle, arrivando finalmente a una conciliazione almeno simbolica. Finalmente i neri sono americani come gli altri.  Ed è significativo che siano due cantanti bianchi a toccare le corde della commozione, una pasionaria sempre in prima linea nella difesa dei diritti civili e della libertà di tutti i popoli e il vecchio poeta anarchico e imprevedibile, capace solo di andare sempre in direzione opposta a quello che gli hanno chiesto fans e discografici, che adesso canta il blues esattamente come quei vecchi neri che tanto ama e che sempre lo hanno rispettato.

La tristezza arriva al pensiero del nostro paese. Intanto manca e continuerà a mancarci l’unico artista italiano che si possa paragonare, senza apparire ridicoli, a Dylan: il grande Fabrizio De Andrè, che ha cantato le puttane dei vicoli di Genova, i drogati, i diseredati restituendo loro dignità e grandezza, e beffeggiato, disprezzandolo, il potere. In secondo luogo il pensiero va ai vecchi partigiani, che incontro ogni anno con le mie classi il 25 Aprile, sempre più stanchi, sempre più disillusi, eppure ancora con una scintilla di speranza nello sguardo. Loro, noi, che siamo tutti figli della loro lotta, non ce l’abbiamo ancora fatta. Immagino il nostro premier al fianco di Obama: probabilmente, vedendo la Baez, avrebbe sussurrato all’orecchio del presidente che gallina vecchia fa buon brodo e poi avrebbe consigliato un buon collutorio per la voce a Dylan. Si ride per non piangere, quando ci sarebbe da disperarsi. Eppure, nonostante questo potere puttaniere e corrotto, nonostante l’ipocrisia che tutto corrode come un acido, nonostante le bugie, le revisioni della storia e le libertà negate a chi cerca solo di sopravvivere, nonostante i vuoti a perdere mentali di chi dovrebbe alzare la voce e stigmatizzare certi comportamenti, nonostante chi alza troppo la voce per ogni cosa rischiando di non essere ascoltato esattamente come se restasse in silenzio, nonostante la realtà quotidiana che viviamo…ascoltando il vecchio Bob e vedendo quei volti lucidi di commozione, penso che dobbiamo continuare a credere che i tempi stanno cambiando…se non altro, per rispetto a quel lampo di speranza sul volto dei partigiani il 25 aprile…

Ricordo, come annunciato nel post precedente, l’incontro con il giudice Caselli, il 23 Febbraio alle 21 a Chiusa di Pesio, in provincia di Cuneo, presso la Sala Vignolo organizzato da una locale organizzazione di partigiani per preparare il 25 Aprile.

1 commento

  1. Tu ami Dylan, la beat generation, Kennedy e Joan Baez, siamo cresciuti con questo mito. Ma stai attento a non fare come Veltroni che continua a coltivare il suo sogno americano senza rendersi conto che la lontananza è un po’ come la nostalgia, rende tutto più dolce.
    Mi duole informarti che anche la presidenza Obama ha i suoi lati oscuri, al nostro caro Dylan è stato impedito di cantare la sua seconda canzone (Per chi volesse verificare andate all’indirizzo http://www.sial.it/maggiesfarm/zzzzlenews.html)
    E potrai vedere che nel momento in cui Bob imbraccia la chitarra qualcuno lo interrompe, lui fa spallucce e se ne va. Quale il motivo dell’interruzione? Me lo domando, ovviamente, con morbosa curiosità. Forse era riservato solo ai cantanti neri di presentarsi due volte sul palco? Forse temevano che dicesse qualche storica frase contro la guerra? Non si sa mai che nasca l’esigenza di invadere l’Iran?
    Sarò troppo pessimista, ma vorrei ricordarti che nel giorno dell’attacco alle Torri Gemelle , quando il fantomatico aereo ha colpito il Pentagono, di 86 telecamere puntate abbiamo solo un breve filmato nel quale gli esperti della White House sostengono che l’aereo non si veda perché è “passato tra un fotogramma e l’altro!”.
    Ora nel filmato del concerto alla Casa Bianca non si vede l’interruzione imposta a Dylan (del resto è poca cosa rispetto ai tanti morti delle Torri Gemelle) ma l’immagine sfuma semplicemente al cantante successivo.
    Confrontate i due filmati e vedrete….
    Claudia

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...