A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

Sono solo canzonette…?


Gli anni scorsi ho guardato il festival di S. Remo ascoltando la Gialappa’s band in sottofondo. Quest’anno, dopo nove anni, radio due ha deciso di non mandare in onda i tre divertentissimi e dissacranti contestatori e non ho trovato alcun motivo valido per vedere un programma orribile. La visione delle ultime due ore della finale mi ha confermato che ho fatto bene. Il clima da sagra strapaesana, le canzoni ripugnanti, la assoluta inutilità del tutto ha trovato il suo culmine nel momento in cui (attorno a mezzanotte!) sono saliti sul palco gli operai di Termini Imerese. Un incauto Maurizio Costanzo, nonostante la mole, ombra del grande intrattenitore che è stato, ha avuto la geniale idea di chiedere un commento sulla situazione a Bersani, che è stato fischiato dal pubblico di ricchi dell’Ariston, un’accozzaglia di personaggi degna del Proust della Recherche. Era ovvio: se aggiungi contenuto alla festa del nulla, il pubblico si ribella. Il fatto che al secondo posto, contestata perfino dagli orchestrali, si sia classificata una delle più immonde canzoni mai presentate su un palco che di cose immonde ne ha viste tante, è un segno dei tempi. Se un giuria popolare vota un testo reazionario, cantato dal nipote di quel sovrano che consegnò il paese a Mussolini e a vent’anni di dittatura, significa che questo paese è alla frutta. L’impressione è che qualcuno abbia spinto perchè una canzone che tratta (come ne tratterebbe un nostalgico del ventennio dopo aver fumato sostanze diverse) delle virtù patrie, della identità nazionale, della religione da preservare fosse ascoltata il più possibile. Non voglio credere che migliaia di italiani abbiano votato quella porcheria. Roba da rimpiangere il 14 Luglio 1792 e quel che ne è seguito. Soprattutto quel che ne è seguito.

Il fatto che a vincere sia stata una canzone bruttissima (con un ritornello da sganasciarsi) non è una novità. Lo è invece il fatto che per il secondo anno consecutivo vinca uno dei protagonisti di Amici, lo spettacolo di Mediaset, chiara testimonianza del potere del mezzo televisivo che ha resuscitato addirittura uno zombie come il festival di S. Remo riportando i giovani davanti al video. E’ qualcosa che negli Stati Uniti succede da anni, è qualcosa che dovrebbe farci riflettere. Mi chiedo quando nei programmi elettorali della sinistra rivedrò il problema del conflitto d’interesse.

Concludo ricordando che al Festival ha partecipato come ospite, cantando una canzone di Luigi Tenco, Edoardo Bennato. Bennato non riesce a fare un disco da anni perchè nessuno lo vuole produrre e solo recentemente è riuscito a trovare una casa discografica. Lui che è stato forse il più popolare tra i cantautori, quello più premiato dalle vendite. Le canzoni che ha scritto negli ultimi anni, cantate solo in concerto, sembrano uscite pari pari dalle canzoni di protesta degli anni 70. Sarà un caso questo ostracismo discografico? Sarà un caso che chiunque attacchi il potere oggi non abbia spazio? Per applicare la censura non è necessario fare gesti clamorosi, basta impedire a un artista di lavorare. E’ una censura subdola, nascosta, fascista. Non credo che Bennato sia l’unico ad averla subita, conoscendo la sua carriera artistica, forse è uno dei pochi che ha scelto di non fare compromessi. Una grave colpa, in questa Italia.

Se il festival di S. Remo è davvero uno specchio dell’Italia odierna, non ci resta che farci coprire dal mare, in ogni luogo, in ogni lago…

Categorie:Arte e spettacolo

2 risposte

  1. Mi permetto di aggiungere una citazione: “Lascia che i morti seppelliscano i loro morti” Lc.9,59-60.

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...