Nello squallore di questi ultimi giorni, finalmente una buona notizia: la notizia della condanna di tutti gli imputati per i fatti accaduti nel 2001 durante il G8 di Genova. 

Finalmente viene stabilito un fatto che da anni viene negato: a Bolzaneto, nel 2001, i fermati furono minacciati, percossi, torturati; a Bolzaneto, nel 2001, si sospesero i diritti civili di centinaia di persone.

Medici, secondini e poliziotti infangarono la loro divisa comportandosi in modo indegno e crudele, infierendo su ragazzi e ragazze provati, spesso già malmenati dai loro degni compari, non concedendo loro i più elementari diritti sanciti dal nostro codice di procedura penale.

Questa è una sentenza che, in primo luogo, dovrebbe essere accolta con sollievo dalla quasi totalità dei poliziotti, medici e funzionari della polizia penitenziaria onesti e coscienziosi, che quotidianamente svolgono il loro lavoro con onestà e umanità, che rendono un prezioso servizio allo stato e non meritano di essere accomunati a quel pugno di vigliacchi che in quei giorni scelsero di comportarsi come squadristi, sicuri dell’impunità.

Trattandosi dell’Italia, non mancano risvolti grotteschi. Reati di tale gravità, infatti, sono caduti in prescrizione e in Italia la discussione sul reato di tortura è in attesa da vent’anni. Questa potrebbe essere l’occasione buona per introdurlo, se ne sente la necessità, anche se è triste dirlo. Certo è che i risarcimenti in denaro non ripagheranno la paura, l’angoscia, il terrore di chi ha avuto la sfortuna di finire a Bolzaneto in quei giorni.

Sarebbe anche opportuno che sia l’ordine dei medici, sia  la polizia  , sospendessero i condannati dai loro incarichi e provvedessero a espellerli qualora la sentenza fosse confermata in terzo grado, nel caso di ricorsi in cassazione. Non è tollerabile che dei pazienti finiscano nelle mani di medici che hanno infierito su persone inermi o che dei detenuti debbano essere sorvegliati da picchiatori fascisti.

E veniamo a un’altra questione che si apre dopo quanto hanno deliberato i giudici di Genova, quella delle responsabilità politiche.

Questo è un paese dove spesso si fa giustizia sui pesci piccoli ma quando si arriva a toccare le connivenze politiche, ci si arresta. Questa l’occasione buona per invertire la rotta.

L’attuale maggioranza di governo, che era maggioranza anche nel 2001, si rifiuta da anni di istituire una commissione d’inchiesta sui fatti di Genova. Adesso che le torture sono state accertate, adesso che sappiamo cosa è successo a Bolzaneto, quella commissione è necessaria, per fare luce su tutto il resto.

Il ministro degli interni di allora si presentò in parlamento affermando, dopo l’uccisione di Carlo Giuliani, le cariche della polizia e i fatti di Bolzaneto e della Diaz, che il G8 si era svolto regolarmente. Adesso che le torture sono state accertate, adesso che sappiamo cosa è successo a Bolzaneto, deve spiegare pubblicamente le ragioni di quel suo intervento, perchè non si attivò subito per stabilire la verità, perchè tutti i funzionari di polizia coinvolti, anche quelli che avevano ordinato le cariche e la rappresaglia alla Diaz, furono promossi ad alti incarichi, perchè non vennero avviate inchieste interne.

Il capo della polizia, qualche giorno fa, ha detto che la polizia, nel 2001 a Genova venne aggredita da centinaia di facinorosi e reagì di conseguenza. Adesso che le torture sono state accertate, adesso che sappiamo cosa è successo a Bolzaneto, gli chiediamo la ragione di quell’intervento a pochi giorni dalla sentenza, se ritiene ancora che le cose siano andate come lui ha detto (visto che un tribunale della repubblica ha espresso una opinione radicalmente diversa), cosa intende fare riguardo ai poliziotti che sono stati condannati.

Il premier in quei giorni minimizzò quanto successo nelle piazze di Genova magnificando i risultati ottenuti durante il G8 (per altro inesistenti), non rispose alle richieste di Amnesty international e appoggiò in toto le tesi del suo ministro degli interni, tesi che, adesso lo sappiamo, negavano l’evidenza.

Adesso che le torture sono state accertate, adesso che sappiamo cosa è successo a Bolzaneto, deve spiegare i motivi del suo comportamento, ammettere gli errori e provvedere affinchè venga fatta una necessaria, seppur tardiva, giustizia.

La sinistra, dopo una prima veemente reazione, non ha più affrontato la questione, non ha più fatto interpellanze per chiarire i fatti, non ha più chiesto a gran voce la verità.

Adesso che le torture sono state accertate, adesso che sappiamo cosa è successo a Bolzaneto, vorrei che i leader di questa sinistra mi spiegassero perchè una lotta a tutela dei più elementari diritti civili è stata abbandonata e dimenticata.

 

A Genova, nel 2001, non si torturò solo a Bolzaneto. Ci sono centinaia di testimonianze di abusi subiti da parte della polizia, ci sono le immagini filmate di cariche assolutamente immotivate, di uomini, donne, anziani pestati selvaggiamente mentre stavano immobili con le braccia alzate, c’è la rappresaglia violentissima e immotivata alla scuola Diaz e le bugie raccontate per giustificarla, c’è l’omicidio di Carlo Giuliani, mai chiarito, per il quale in questi giorni si riaprirà il processo.

Deve essere chiaro a tutti che se non verrà fatta totale chiarezza sui quei giorni, se non verranno comminate altre condanne che vadano a colpire i veri responsabili di quello che è successo, se non si accerteranno i reali motivi per cui per tre giorni venne sospesa la democrazia, se non si introdurrà il reato di tortura nel codice penale, se le leggi sulla prescrizione non verranno riviste, quello che è successo potrebbe ripetersi perchè le mele marce non sono state estirpate ma continuano a proliferare e rischiano di intaccare col loro marciume l’albero sano.

E’ tempo che in questo paese si dica basta all’impunità, a tutti i livelli. E’ la società civile che deve chiederlo, è l’opposizione che deve  condurre una battaglia per i diritti civili, per l’equità della giustizia, per il rispetto della legge. Tutti temi che, in questa campagna elettorale, sono desolatamente assenti.

Consigli di lettura:

Inferno Bolzaneto di Mario Portanova, editore Melampo

L’atto d’accusa dei magistrati di Genova e le testimonianze agghiaccianti dei fermati a Bolzaneto.

Genova nome per nome di Carlo Gubitosa, editrice Berti

Tutto quello che è successo in quei tre giorni, il resoconto più dettagliato su quei fatti.

L’ombra del potere, di David Lane

Un giornalista dell’Economist ripercorre le tappe dell’ascesa al potere del premier e di questo governo.

Rapporto annuale di Amnesty International

Da anni quest’organizzazione chiede ragione delle violazioni dei diritti umani perpetrate a Genova nel 2001 e a Napoli l’anno precedente. Senza risposta.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...