“L’Italia è una espressione geografica” Metternich

“L’Italia è fatta, adesso bisogna fare gli italiani” Cavour

“Gli italiani sono irrimediabilmente predisposti alla dittatura” Flaiano

“Cu nasci tunnu non pò moriri quatru” trad. Chi nasce tondo non può morire quadrato Detto popolare siciliano

I fascisti possono essere incolpati di essere fascisti specie se più volte hanno chiaramente dimostrato di esserlo? Traduzione: ci dobbiamo stupire e scandalizzare se un premier che da 19 anni non partecipa alle celebrazioni della Resistenza, che ha sdoganato l’ex MSI facendolo diventare un partito di governo, che si è alleato con Forza Nuova, con la Santanchè, con la destra più ottusa e reazionaria, che fa dell’alleanza con la Lega nord, razzista e xenofoba, il suo fiore all’occhiello fa un colpo di mano fascista e cambia le regole mentre la partita è in corso?

A che serve gridare al Golpe, chiamare le folle alla piazza, adesso? La politica della sinistra negli ultimi vent’anni può essere riassunta da un altro detto popolare: “Chiudiamo la stalla quando i buoi sono scappati”.

I buoi della democrazia, in Italia, sono scappati nel momento esatto in cui Prodi, D’Alema, Bertinotti, e co. in un momento di amnesia generale hanno scordato di fare una legge seria sul conflitto d’interessi, permettendo al premier diversamente alto di tornare in auge con una maggioranza plebiscitaria ( che non fa onore agli italiani, ma il concetto di “onore” degli italiani è noto).

Quanti e quante volte hanno detto che la situazione era compromessa, che si sarebbe arrivati a un punto di non ritorno, che la democrazia era in pericolo? D’Alema, Veltroni, e compagnia, hanno sempre risposto, sorridendo bonariamente, che no, la democrazia non era in discussione. E adesso?

Adesso mancano quindici giorni alle elezioni, una enormità per un affabulatore da luna park in grado di tirare fuori il coniglio dal cappello in ogni momento. Non c’è da illudersi che lo sdegno tardivo ed ipocrita di molti possa portare all’unico risultato che cambierebbe davvero le carte in tavola: una sonora, chiara e decisa sconfitta del PDL (partito dei ladri? dei leccaculo? O forse, alla luce dei recenti sviluppi, dei lupanari?) che mandi a casa questa accozzaglia di nostalgici, di cortigiani, di ladri e di nanetti col complesso di superiorità.

Per fare questo sarebbe necessario, oltre allo sdegno e alla condanna, per prima cosa che non si difendesse un presidente della repubblica indifendibile. L’art. 72 della costituzione proibisce espressamente di fare decreti sulle leggi elettorali (perchè i padri costituenti i fascisti li conoscevano bene, molto bene), il presidente ha avallato un decreto che rappresenta  una chiara violazione della costituzione, il presidente è indifendibile e non è più degno di rappresentare gli italiani. Punto. Senza distinguo, senza dire che l’unico cattivo è chi cattivo lo è sempre stato. Cosa volevate che facesse uno che da anni si fa le leggi per non essere processato, che controlla le televisioni e le fa guidare da lacchè impresentabili, che si compra i tre quarti dei giornali per limitare la libertà d’opinione, che impedisce il dibattito elettorale in campagna elettorale, che fa uno scudo fiscale per cui i mafiosi hanno smesso solo  adesso di brindare, che si porta prostitute a vagonate in una sede istituzionale? Che dicesse:”Abbiamo sbagliato, mi dispiace”?

Cosa deve fare di più questo pover’uomo per essere considerato fascista, antidemocratico, peronista, autocratico, amorale, opportunista, narcisista, incapace di rinunciare al potere? Vogliamo continuare con la barzelletta dello statista? Quante corna nelle foto ufficiali, quante barzellette sconce, quante stupidaggini nelle trasferte all’estero deve dire ancora per farci capire che no, non è proprio capace?

Sarebbe poi necessaria una proposta politica realmente alternativa, propositiva, innovativa, che parta, per esempio, dal salario minimo garantito per chi perde il lavoro e per i disoccupati. Esiste in tutta Europa, nessuno ne parla. Sarebbe l’unico vero ammortizzatore sociale veramente efficace, nessuno ne parla. Basterebbe destinarvi l’otto per mille, basterebbe, in realtà, che si rubasse meno, basterebbe non dare fondi a pioggia a puttanieri e ladri, basterebbe governare seriamente.  Nessuno ne parla. Si potrebbe poi pensare a una riforma seria della scuola, che premi i meriti e cerchi di recuperare chi resta indietro, che dia l’opportunità a chiunque di potersi creare il proprio futuro, che faccia diventare le aule fucine di cittadini responsabili con teste pensanti, che restituisca dignità e prestigio agli insegnanti, che stabilizzi i precari. Nessuno ne parla. Si potrebbe addirittura pensare a far pagare le tasse a tutti, così da pagarne meno tutti e rilanciare quella piccola e media impresa che è il motore trainante del paese. Nessuno ne parla.  S’ode a destra qualcuno che tromba, a sinistra nessuno risponde. Silenzio.

Di cose da proporre ce ne sarebbero a centinaia. Purtroppo, in questa campagna elettorale, non ho sentito nulla di tutto questo, solo politichese vecchio e stucchevole, brutte facce sui muri delle città (raccogliamo le firme per dire basta ai manifesti elettorali), slogan degni di un demente, spot televisivi in cui i candidati dovrebbero essere doppiati. Il vuoto totale, mentale e ideale, l’insostenibile insensatezza dell’essere politico. L’essere è, il non essere non è, il politico è meno.

Sarebbe opportuno che in questo momento, dove si sta consumando un golpe all’italiana, gravissimo ma ridicolo, come tutto quello che si consuma in Italia, a parte la criminalità organizzata, quella non fa ridere nessuno, gli intellettuali, quelli che ci invidiano in tutto il mondo, Eco, Sanguineti, ecc., scendessero dalle torri eburnee dei loro movimenti radical chic, tanto civili e carini e puliti e ordinati, e alzassero la voce, facendo pesare il loro prestigio, sensibilizzando anche l’opinione pubblica europea oltre che quella nostrana. Sporcatevi le mani, scendete nelle piazze, la gente vi conosce, vi rispetta, qualcuno addirittura legge i vostri testi, fate vedere che esistono anche italiani famosi che sono fuori dalle categorie di Lombroso, combattete questa battaglia per i diritti non solo con le vostre menti eccelse ( detto senza nessuna ironia) ma anche con la vostra presenza fisica.

Altrimenti, se a fine Marzo gli italiani dovessero votare di nuovo in massa il pokemon della Brianza, in questo paese le uniche ad avere qualcosa da festeggiare saranno le bionde tornite e disponibili.

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