A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

La cortina di fumo


Sarà un caso, ma ogni volta che l’attuale esecutivo è in grave difficoltà, difficoltà che potrebbe comportare un significativo calo di consensi, accade qualcosa che distoglie l’attenzione dell’opinione pubblica, spargendo una sottile e mefitica cortina di fumo sui fatti.

Il decreto firmato dal premier che, de facto, regolarizza una palese irregolarità, è un fatto gravissimo, impensabile in una delle grandi democrazie europee o negli Stati Uniti, ma, agli occhi di un’opinione pubblica non proprio esperta in questioni giuridiche, anzi probabilmente propensa a cambiare canale se in tv compare Zagrebelski o un docente di diritto a spiegare con dovizia di particolari perchè l’atto compiuto dal premier è una gravissima prevaricazione, è sicuramente meno grave di una truffa che coinvolge senatori, uomini d’affari e la ‘ndrangheta calabrese o dello scandalo della protezione civile.Oltretutto non ci sono di mezzo neppure escort o trans…

Lentamente,ineffabilmente, inesorabilmente, le notizie sui grandi scandali scompaiono dalle prime pagine dei giornali per lasciare spazio alle diatribe giuridiche, agli sdegnati appelli, alle accuse e contro accuse su un fatto sicuramente di capitale importanza ma che dubito fortemente toglierà voti al premier. L’uomo è abilissimo nel gioco delle tre carte,sa come manipolare l’opinione pubblica, conosce i suoi polli: da qui al voto , riuscirà a scaricare le responsabilità del pasticciaccio delle schede sugli avversari politici, magari con la complicità di qualche dossier del fido Vittorio Feltri o con la compiacenza dei servizi segreti, sempre pronti a baciare la mano del padrone, in questo paese di servi. Già l’attentato (attentato? mah…) di Milano servì a stornare l’attenzione da un momento non esattamente glorioso per il presidente del consiglio. D’altronde la tattica è vecchia e collaudata, in tempi più cupi ma non così lontani come vorremmo, si chiamava strategia della tensione. La sua esistenza non è mai stata provata ma neanche smentita ufficialmente. E’ lo stesso principio in base al quale se si mettono in prima pagina i crimini degli stranieri e solo quelli, la gente comincia a pensare che a delinquere siano solo gli stranieri. La Lega e i giornali di destra conoscono bene il meccanismo. Al contrario, se parlo sempre meno degli scandali, dopo qualche giorno gli scandali non ci sono più. Detto in termini più triviali, stanno facendo sparire il coniglio nel cappello.

Così, il più grande scandalo della storia della repubblica e la vergognosa storia di corruzione e collusioni della protezione civile stanno già finendo nel dimenticatoio. Ancora una volta, la sinistra, con una abilità quasi diabolica, sceglie l’obiettivo sbagliato su cui concentrare il tiro, ancora una volta molti ignobili cialtroni riusciranno a farla franca. Già alcuni dei protagonisti di queste indecorose vicende sembrano aver ritrovato la propria sicumera, dopo un momento di sbandamento iniziale. A voler pensare proprio male, questa variazione sul tema, questo pasticciaccio all’italiana a base di panini e omissioni, viene bene anche al Vaticano, visto che sembra esserci in giro qualche gentiluomo del papa che non sembra proprio meritevole del titolo…

Ma questa è teoria del complotto, sono certamente in errore, non c’è nessun disegno, sicuramente è solo per caso che i fatti si sono svolti nella sequenza in cui si sono svolti, è più logico pensare che  il partito di maggioranza che governa da diciannove anni questo paese, con brevi interruzioni immediatamente risolte, partito in cui milita un numero impressionante di reduci della prima repubblica che respirano politica dalla culla, abbia commesso due errori clamorosi nella presentazione delle liste nelle due regioni più importanti…

D’altronde, viviamo nel paese in cui il Tg1 dice che Mills è stato assolto e Bruno Vespa si lamenta di essere stato chiuso  perchè Santoro ha svolto male il suo lavoro, Corrado Augias apre il suo programma facendo un appello per la tutela della libertà d’informazione che viene limitata dall’esecutivo e il premier non si presenta all’udienza del processo in cui è imputato perchè deve andare a Washington, non ci sarebbe da stupirsi di nulla.

“Ci deve essere una via d’uscita da qui” cantava Bob Dylan nella più profetica e tetra delle sue canzoni nel ‘68, mentre si alzavano i fumi del napalm in Vietnam e l’America esplodeva in un grido di rivolta.

Ci deve essere una via d’uscita da qui, da questo fumo che sale sempre più denso e velenoso, da questa cortina che diventa ogni giorno più spessa e insuperabile…dietro quel muro grigio ci sono i morti dell’Aquila, i disoccupati, le vittime della ‘ndrangheta, dietro quel muro grigio ci sono persone oneste che chiedono giustizia ma le loro parole rimbalzano e tornano indietro, respinte dal fumo…ci deve essere una via d’uscita da qui…

Categorie:Attualità

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