A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

Il peccato e il perdono


La religione cattolica è fondata sul perdono. Il messaggio evangelico a questo proposito è inequivocabile e, dunque, non è epistemologicamente corretto pretendere che la gerarchia vaticana applichi sanzioni come se si trattasse di giustizia secolare. Il piano su cui ci si muove è diverso. Non è corretto neanche richiedere che agisca in fretta, perdono e pentimento sono atti che richiedono un travaglio interiore lungo e spesso doloroso. Una prima obiezione che si potrebbe muovere è che, spesso, nel corso della storia, la Chiesa ha agito stimolando e suggerendo alla giustizia secolare di agire: le streghe non furono bruciate dagli  inquisitori, come comunemente si crede, ma l’Inquisizione suggeriva ai tribunali civili quali persone condannare, spesso portandogli confessioni estorte con la tortura. Non siamo più nel 500, siamo nel 2010, per fortuna i tempi sono cambiati e allora restiamo fermi all’hic et nunc. Se il perdono è la grande novità introdotta dal cristianesimo sulla scena del mondo, l’ipocrisia è la sua ombra distorta, la coda maleodorante di una stella altrimenti splendente. Se è vero che il perdono, richiesto dopo sincero pentimento, deve essere somministrato, tuttavia, e questa è la seconda obiezione. questo non include l’omissione, l’occultamento della colpa, il silenzio. Nascondere un problema non significa risolverlo, solo procrastinare il momento in cui si presenterà di nuovo, solo accumulare sporco su sporco fino a rendere l’aria irrespirabile. I casi di pedofilia che ormai ogni giorno vengono alla ribalta della cronaca sono un problema che è stato nascosto. I casi di violenze su minori da parte di sacerdoti, sono un problema che è stato nascosto. L’occultamento di questi fatti da parte gerarchia vaticana, è un problema a sua volta. Problemi spinosi e scabrosi che coinvolgono tutti i credenti. Ecclesia significa assemblea, congregazione, unità nella molteplicità. Nessuno può restare indifferente a quello che sta succedendo. Chi crede, non può che restare scosso, turbato e confuso da quello che sta succedendo.Non può che farsi domande e trovare risposte che poco hanno a che fare con la fede e con la dottrina. La Chiesa è fatta da uomini e, oggi come secoli fa, i Don Abbondio sono più dei Frate Cristoforo, ma tra Don Abbondio e l’Orco c’è una bella differenza! A un sacerdote non si richiede di essere santo o di schierarsi come un paladino per i deboli, molti lo fanno, grazie a Dio, ma non si chiede questo: si chiede di potersi fidare di lui, di poter ricevere una parola buona nei momenti tristi, di trovare un rifugio spirituale. Di un sacerdote i nostri figli devono potersi fidare perchè se il suo ministero non implica la santità sicuramente non implica neanche la perversione. Non vale neppure il principio che si tratti di una minoranza di casi. Intanto bisogna verificare se questo risponde a verità in secondo luogo chi svolge certi lavori, medici, insegnanti, sacerdoti, non deve fare sbagli di quel genere,non è comprensibile, non è nella natura umana, non è accettabile. La gente si fida di queste persone, abusare del loro abito, del loro ruolo di potere, per assecondare le proprie perversioni è un atto di viltà che non può essere nascosto o messo a tacere, neppure nella logica del perdono cristiano.

“Date a Dio quel che è di Dio a Cesare quel che è di Cesare”, ha detto Qualcuno che ha scelto di pagare con la vita la propria coerenza, che ha fatto la scelta di predicare il bene e vivere di conseguenza.

Quella frase sancisce la differenza tra lo spirito e il soma, tra Dio e l’uomo ma definisce anche la necessità di attenersi alle norme religiose rispettando e seguendo anche le norme e le leggi della società in cui si vive.

Se dunque alti prelati, venuti a conoscenza di fatti di rilevanza penale a carico di loro sottoposti, li hanno taciuti alle autorità competenti, in nome di un perdono che  viene confuso con l’occultamento della colpa ma che è, se si leggono bene le scritture e il messaggio evangelico, spirituale, interiore, ebbene questi alti prelati sono venuti meno al loro ministero, sono venuti meno a quello che è il messaggio evangelico. Sarebbe opportuno da parte loro quanto meno una pubblica ammissione di colpa. Se per l’Ecclesia e in buona fede sono caduti in fallo, solo l’Ecclesia può cancellare il loro errore.

La Chiesa si trova a mio parere ad un bivio e la scelta di Ratzinger come papa è la testimonianza più evidente di come si sia  preferito non scegliere, procrastinare, nascondere il problema. O si attua pienamente il Concilio vaticano II , tradito in molti dei suoi principi, o si torna indietro lungo la strada aperta da papa Woytila, grande pontefice ma con una visione della Chiesa ferma al medioevo, oppure si convoca un nuovo Concilio e si ridefinisce il ruolo della Chiesa nella società e il ruolo del sacerdozio, mettendo in discussione norme obsolete e prive di fondamento dottrinario come il celibato dei sacerdoti.  O la prima o la terza ipotesi a mio parere sono percorribili e doverose, la seconda, gradita a molti, gradita forse ai più, condurrebbe la Chiesa alla sua rovina.

Non credo, per limiti anche anagrafici, che possa essere Ratzinger colui che condurrà la Chiesa fuori dal tunnel, ma potrebbe preparare la strada. Da cattolico, spero che lo faccia e confido nella sua indubbia intelligenza e nella sua indubbia dottrina perchè lo faccia. Potrebbe cominciare rinnovando la gerarchia, portando una ventata di aria fresca nelle stanze del Vaticano, dove ultimamente si respira male. Potrebbe cominciare spiegando in prima persona quello che sta succedendo.

Se la Chiesa aspira ancora ad essere la voce di Dio in terra, è necessario che si liberi dalle numerosi travi che disturbano la sua vista.

Categorie:Attualità

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