A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

De bello padano


Non vede chi non vuol vedere, non sente chi non vuol sentire. Ma è cominciata la guerra alla democrazia e ai diritti. La notizia è piccola, apparentemente di poco conto: la lega chiede che vengano fatte liste regionali per gli insegnanti, in poche parole, non può insegnare in una determinata regione chi non ha la residenza. E’ chiaramente in contrasto con qualunque legge europea sulla libera circolazione della manodopera, è chiaramente una sparata, ma quando una sparata segue a un’altra, poi a un’altra…a furia di gridare al lupo, al lupo, il lupo poi arriva davvero. Inserisco come frutto di  questo clima anche il comportamento dell’ineffabile Minzoverme che toglie dal video professioniste di sicura affidabilità ree di non averlo spalleggiato nei suoi blitz a favore del premier. La classica vendetta del vigliacco a giochi fatti. Penso che cose del genere non accadano neppure in Zambia ( e prima o poi quelli dello Zambia si incazzano di brutto a furia di tirarli in ballo).

E’ un clima forcaiolo, quello si respira in questi giorni, da resa dei conti, garantito da un’opinione pubblica che dorme sonni d’oro e da un’opposizione troppo presa a dare la colpa a chiunque della sua debacle piuttosto che a sè stessa. Avevo detto che in caso di vittoria del diversamente alto l’attacco alle regole democratiche avrebbe subito una brusca impennata: o porto sfiga, oppure, per leggere quello che ci circonda, non sono necessarie lenti particolari, basta un pò di sano buon senso. In ogni caso la tattica non è cambiata: si sparano due, tre, enormi minchiate con tanto di titoli in prima pagina e poi si riaggiusta il tiro, erodendo impercettibilmente il terreno dei nostri diritti e riducendolo, poco a poco, giorno dopo giorno, come la tortura cinese della goccia d’acqua. E’ ovvio che Cota, giovane promessa padana, non avrebbe potuto impedire la distribuzione della pillola del giorno dopo. Beh, intanto ha ottenuto, se non l’ha ottenuto, l’otterrà, che venga utilizzata  solo in ospedale. Piccolo aggiustamento, piccola riduzione di un diritto. Le donne svergognate, si sa, in Italia, paese maschilista per eccellenza, governato da un lungocrinito nano tombeur de femmes (a pagament), non hanno grande credito, quindi il provvedimento verrà accolto col plauso della Chiesa, delle bigotte, dei baciapile e del mare magnum degli ipocriti. Negare il patrocinio al gay pride di Torino, altra mossa dell’ineffabile Cota, non disturba nessuno: i gay sono una aberrazione della natura per quelli che ce l’hanno sempre duro e anche qui grandi applausi dalla folla descritta sopra. Salvo che poi, ipocriti e bigotti e anche qualche ce l’ho duro,  con i trans ci vanno di nascosto, ma forse quelli non li considerano gay e vanno bene.

La prossima mossa sarà contro gli extracomunitari. Chi ha avuto la disgrazia di assistere a un comizio leghista ed è riuscito a riprendersi, avrà notato come l’ottanta per cento delle invettive sgrammaticate lanciate dal palco fossero chiaramente xenofobe e razziste. I neri vanno benissimo se giocano bene al pallone, vanno benissimo se zappano la mia terra, perchè i miei sono bravi, ma tutti gli altri devono andare via, perchè rubano il lavoro, perchè questa è casa nostra, ecc.ecc. Questo è il sunto del pensiero dell’elettore leghista medio, quello più colto. Questo è l’elettorato a cui la sinistra dovrebbe mirare. Questa è la provincia italiana, che ci piaccia o no. 

Devo confessarlo, anche se faccio di tutto per nasconderlo: detesto i leghisti. Li considero il braccio armato di questa destra illiberale e fascista, fanno e dicono quello che il nano dai capelli sintetici non osa, gli spianano la strada, come bulldozer che distruggono tutto quello che incontrano sul loro cammino, sono le avanguardie ottuse di un’offensiva pericolosa, gli araldi del governo autoritario. Passano per duri e puri e sono ipocriti e opportunisti. Passano per un partito che sa parlare alla gente ma sanno solo tacitare la cattiva coscienza della gente. La mancanza di valori, la mancanza di etica, l’egoismo fatto programma di questo pseudo partito mi spaventa. Le chiacchiere della sinistra a proposito della lega, del loro radicamento, del loro essersi trasformati in un partito normale, mi spaventano ancora di più perchè sono la testimonianza che la sinistra, per l’ennesima volta, non ha capito un cazzo. Questi sono come i fascisti della prima ora, pittoreschi, un pò comici, irritanti ma cattivi e determinati. La lega non va capita nè interpretata, la lega è come il fascismo: si combatte e basta. Se non combattiamo le avanguardie ottuse, quando arriveranno quelli intelligenti saranno guai grossi.

Berlusconi su Facebook può essere patetico ma è il segnale che l’uomo ha capito che la rete è un mezzo importante. I leghisti non ci sono ancora,devono imparare ad accendere il computer. Bersani, invece, si guarda l’ombelico e vive in una realtà parallela, dove la sinistra ha guadagnato, il vento è cambiato ecc.ecc. Berlusconi sta già guardando avanti, usa il cervello, la sete di potere aguzza l’ingegno. Gli utili idioti stanno per terminare il loro compito. Ripeto: quando arriveranno quelli intelligenti saranno guai.

A chi pensa che ci voglia un Obama, come negli Stati Uniti, per cambiare radicalmente la situazione nel nostro paese, rispondo riportando un paragone di mia moglie: in Italia, tutto arriva in ritardo dall’America. Loro sono a Obama, noi abbiamo appena cominciato con i campi di cotone. Il problema è che, se continua così, a raccogliere cotone ci toccherà andarci tutti.

Categorie:Attualità

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