A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

Il paese della commedia dell’arte


Il presidente della repubblica, con un atto discutibile, ha sancito l’impunità del premier per diciotto mesi, violando di fatto la costituzione e stabilendo che un cittadino, una volta divenuto presidente del consiglio, può fottersene di eventuali procedimenti penali a suo carico e continuare ad andare avanti come se niente fosse. La sinistra non ha commentato. Era auspicabile almeno una manifestazione di protesta da parte dei ladri di polli, ma nulla. Il paese tace. Solo quei pochi giornali che cercano di ottemperare seriamente alla propria funzione (L’Unità, il Manifesto, il Fatto quotidiano) gridano a gran voce allo scandalo. Bisogna prendere atto che la maggioranza degli italiani, chiamata alle urne in questo tormentatissimo momento della storia della repubblica, invece di mandare a fare in culo ladri, corrotti, puttanieri e lacchè di quella specie di compagnia da commedia dell’arte che è l’attuale coalizione di governo, l’ha confermata, votando in massa il partito più becero, razzista e privo di spessore politico che mai abbia preso posto sugli scranni del parlamento. Lo ricordo ancora: la Lega è il partito di Borghezio, che ha pubblicamente ribadito la sua nostalgia per l’apartheid, e di Calderoli, che circolava con un maiale al guinzaglio (ma non ce n’era bisogno) dove avrebbe dovuto essere costruita una moschea per contaminare il sito. Lo ricordo a Bersani che vaneggia di riforme condivise. Cosa dovremmo condividere con questa gente? Cosa dovremmo condividere con una banda di ladroni comandata da un corruttore che non appena ricevuta la notizia che il presidente della Repubblica gli aveva fatto risparmiare il soldi degli avvocati si è comprata la trentesima villa?

Rassegniamoci. Questo è il paese di Pulcinella e Balanzone, di Colombine un pò troie e servi di un padrone sempre pronti a calare il capo e le braghe. Un paese di furbi e di fessi, di ladri e di onesti sempre più umiliati e offesi.

La osannata marcia dei sindaci bipartizan, che si è svolta ieri a Milano, è stata l’ennesima farsa mascherata da manifestazione democratica: bastava sentirli parlare, questi quaqquaraquà, per capire di trovarsi di fronte all’ennesima sfilata razzista, all’ennesima richiesta di privilegi feudali da parte di un nord che ormai non è diventato un lombardo-veneto ,come scrivono giornalisti che masticano poco la storia, ma una repubblica di Salò.

Ricordo ancora alla sinistra, sicuro  che non ascolterà ne me ne chi, molto più autorevole e molto più  seguito di me, queste cose le scrive ogni giorno, che quelli con cui vuole condividere le riforme non danno da mangiare ai bambini se i genitori disoccupati non pagano la retta della mensa.

L’unica fortuna di questo schifosissimo paese è che si trova in Europa e questo ci tutela, per ora, dalla prigione e dai militari. Avevo avvertito in questo spazio che una eventuale vittoria di Berlusconi alle elezioni avrebbe rappresentato il via libera per la corsa verso l’autoritarismo. Sta regolarmente avvenendo ma nessuno sembra accorgersene: nè Bersani, che sembra un personaggio di Philip K. Dick imprigionato in una realtà parallela, nè Casini, che le lezioni hanno incoronato re di coppe. Se ne accorge, eccome, Beppe Grillo. Chi, se non un comico, può sgamare i pagliacci? Chi, se non un comico, può capire quando la farsa rischia di trasformarsi in tragedia? Beppe ha mandato giustamente a fare in culo De Magistris che proponeva il dialogo con un partito come il Pd, ormai tenuto in vita artificialmente. Se ne accorge Fini, imprigionato nel Pdl, che solo adesso ha compreso la mossa abile del nano con l’autostima più alta del mondo quando ha creato il Pdl e, ormai in gabbia, ruggisce rabbioso ma sempre più indebolito. Se ne accorgono forse Bertinotti, Diliberto, i campioni della sinistra antagonista, sconfitti da sè stessi, incapaci di una proposta politica che non si porti addosso la polvere del passato, responsabili di avere affossato due volte un governo Prodi che non sarà stato il massimo ma almeno non era fascista.

Ma gli unici, veri, responsabili di questo sfacelo, sono gli ipocriti, il cialtroni, i pulcinella che hanno votato per l’ennesima volta questa destra. Fino a qualche tempo fa ritenevo che potessero esserci anche persone oneste e inconsapevoli tra le loro fila, probabilmente qualcuna c’è ancora ma ormai nessuno può dire di non sapere, nessuno può dire, di fronte all’evidenza che si tratta di calunnie, di invidia dei comunisti, di lasciarlo lavorare che i risultati verranno. Questo voto è stato il voto della malafede, dei furbi, dei ladri, dei razzisti. Il paese è questo, bisogna farsene una ragione ma non per questo bisogna smettere di lottare giorno dopo giorno, perchè possa cambiare. Ma lottare con le armi della chiarezza, dell’onestà, dell’integrità, delle proposte reali e attuabili, non scimmiottando gli avversari.

Prima o poi, gli italiani si accorgeranno di quello che hanno fatto, prima o poi forse se ne accorgerà perfino il presidente della repubblica,forse anche la Chiesa, se ne accorgeranno tutti, tranne Bersani, lui no. Quando questo accadrà, se non sarà troppo tardi, gli scenari possibili sono due: o una normale alternanza democratica, che sarebbe una novità in un paese dove di normale non c’è nulla, oppure un ritorno agli anni 70 e al terrorismo, alla violenza per le strade, a una generazione spazzata via dall’ideologia cieca e dall’illusione che la violenza potesse rappresentare una risposta. Penso che sia questo il baratro verso dove ci sta portando questa cricca di fanatici irresponsabili. Spero, per una volta, di sbagliarmi.

Categorie:Attualità

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...