La vicenda di Adro non va sottovalutata, come stanno facendo molte testate importanti e gli altri mezzi d’informazione. Non è un unicum, non siamo davanti a una piccolo, spaventoso esempio di egoismo e inciviltà, bensì è l’emblema di quello che è diventato il nostro paese, di quello che è diventata la sua gente.

Riassumo brevemente i fatti: il sindaco leghista non dà da mangiare a scuola ad alcuni bambini, in massima parte extracomunitari, perchè non hanno pagato la retta della mensa. Fatto abominevole, la scuola italiana ha sempre dato da mangiare a tutti, un vero schifo. Un imprenditore locale, che desidera rimanere anonimo, copre le spese della mensa e manda una magnifica lettera ai giornali per scuotere le coscienze dei suoi concittadini. Risultato: duecento mamme degli altri alunni chiedono che quelli che non hanno pagato non vengano in ogni caso ammessi alla mensa altrimenti non pagheranno neppure loro. Faccio un’enorme fatica a definire con il termine più nobile che esista, “madre”, queste donne, faccio un’enorme fatica a cercare di analizzare con la freddezza necessaria questa storia senza esplodere. Faccio una enorme fatica, ultimamente, a non insultare certe mamme che vengono a scuola dicendo:”Io non sono razzista, la tale bambina straniera è venuta perfino a mangiare in casa mia senza nessun problema…”senza accorgersi che stanno già facendo un discorso razzista, stanno già marcando una differenza  nel momento stesso in cui, con qualunque argomento, giustificano il loro non essere razziste.

Io non sono razzista, senza ma e senza perchè, non ho bisogno di giustificare questa affermazione come non ho bisogno di giustificare il mio antifascismo. Gli insegnamenti della mia famiglia, la scuola,i libri che ho letto, la cultura che ho respirato hanno fatto di me quello che sono. Lo stesso sta accadendo oggi: è la cultura che respirano a fare delle madri di Adro delle spietate razziste, è l’aria che respiriamo in questo paese, è l’ignoranza acquisita sui banchi di una scuola sempre più umiliata e offesa e poi perfezionata ingurgitando dosi letali di televisione. Piantamola di dire che gli italiani non sono razzisti: leggetevi le statistiche della Caritas, leggetevi le dichiarazioni in sedi governative anche europee di Boso, Calderoli, Borghezio. Gente amica dei naziskin e dei neonazisti tedeschi, cialtroni che parlano di purezza della razza, bugiardi matricolati e infami che mettono in dubbio la tragedia dell’Olocausto, cattolici a convenienza e baciapile ipocriti accolti con il sorriso da una Chiesa che ha perso la sua strada, dimenticato il Vangelo, smarrito la sua identità.

Adro non è un paese di mostri, è l’Italia a essere diventato un paese di mostri. La Protezione civile ristruttura un ospedale a Roma dove sono conservati virus letali e si scopre che non è antisismico. Chi l’ha costruito? Il puttaniere che non ha ricevuto favori sessuali e i due bastardi che ridevano la notte del terremoto. Il premier fa presentare ai suoi lacchè una interpellanza per evitare che il governo  debba sottostare alla politica ambientale europea  e si scopre che in Italia la temperatura si  alzata con effetti disastrosi per le foreste, un neo eletto presidente di regione promette raccomandazioni una settimana dopo essere stato eletto, nel disinteresse più totale tre medici italiani vengono rapiti dalle forze alleate, un ospedale in zona di guerra viene chiuso perchè mostrava lo schifo di quella guerra e due autorevoli esponenti del governo attaccano un uomo che ha fatto del salvare la vita a chi soffre la propria ragione di vita. In questo mare di merda vi stupite, ci stupiamo, se duecento madri snaturate chiedono di affamare i figli degli altri? Il sonno della ragione genera mostri, diceva Unamuno. Beh, in questo paese la ragione è andata a dormire quindici anni fa e non accenna a svegliarsi.

Dimenticavo: la sinistra. La sinistra tace. Adesso non si occupa più nè di lavoratori nè di stranieri, nè di lavoro nè di razzismo, troppo impegnata a capire perchè ha perso e come si può fare a perdere un pò di più la prossima volta, possibilmente fino a scomparire.

In altri tempi, un’altra Italia, un’Italia che non c’è più e non tornerà, quelle duecento madri si sarebbero autotassate per dare da mangiare a quei bambini, la solidarietà sarebbe scattata all’istante. Vergogna a quelle madri, mi auguro che i loro figli siano migliori, che crescano solidali e cooperativi, nonostante il loro cattivo esempio. Vergogna a quel sindaco, tronfio e gongolante nella sua spietata efficienza, degno erede dei podestà, meschino e ipocrita come loro, leone con gli agnelli come sempre lo sono i vigliacchi. Vergogna a questo paese senza più vergogna, a questa vecchia bagascia stanca che si concede a chiunque prometta mari e monti, a questo popolo che oltre a chinare la testa ha deciso di calare le brache. Vergogna a questa sinistra, senza più neanche parole per condannare, senza più un’idea che sia una, indegna di sventolare quelle bandiere rosse che hanno contribuito a fondare questo Stato. Vergogna alla Chiesa che avrebbe dovuto stigmatizzare con forza quanto successo ad Adro ma che si occupa di scuola  solo quando deve ricevere i finanziamenti per le sue scuole per ricchi e idioti figli di papà. C’erano anche le brigate cattoliche a combattere in montagna, probabilmente oggi verrebbero scomunicate.

Mi chiedo quando arriveremo a toccare il fondo. Mi chiedo quante porcherie di questo genere dovremo ancora sopportare inerti, senza reagire, scuotendo la testa e riprendendo a condurre la nostra vita come se niente fosse. Aspettiamo la stella di David sulla giacca? O serviranno i ghetti?

Quante strade deve percorrere un uomo prima di dire che è un uomo?”

Cantava e continua a cantare con una voce roca, stanca ma sempre viva, un poeta che ha marciato al fianco di Martin Luther King e ha visto cambiare molte cose per poi veder tornare tutto come prima. La risposta diceva, è nel vento. Speriamo  prima o poi di riuscire a sentirla.

Consigli di lettura

L’orda di Gian Antonio Stella. Per ricordare chi eravamo e non fare agli altri quello che altri hanno fatto a noi.

Negri, Froci, Giudei e co. di Gian Antonio Stella. Per vedere cosa stiamo facendo agli altri.

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