A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

L’Italia a due facce


Piazza S. Giovanni piena, magliette bianche, gente di ogni colore e di ogni età a manifestare solidarietà per i nostri tre connazionali rapiti dalle forze di occupazione inglesi. Niente politici, grazie a Dio. L’occasione non era indicata per passerelle , demagogia e altre varie amenità offerte dai nostri rappresentanti. Mancava lo stato, mancava uno stato, con la s minuscola, che si è comportato vigliaccamente in questa vicenda. Non ci sono altre definizioni possibili. Ho ancora davanti agli occhi la disgustosa esibizione dell’on. la Russa ad Annozero, le vergognose accuse a Gino Strada, la demagogia da ventennio (cosa ci si poteva aspettare?). Francamente il pensiero che questo individuo guidi il Ministero della Difesa mi disgusta e mi spaventa. Francamente la logica del “chi non è con noi è contro di noi” pensavo che fosse stata superata, negli anni del “pensiero liquido”. Francamente speravo che almeno da ministro La Russa potesse avere qualche pudore a mostrare il fascista che è in lui. Su Luttwak, anche lui ospite della serata. espressione della destra americana più ottusa, amico di quelli che bombardarono la Moneda e insediarono Pinochet alla guida del Cile, che ha affermato che praticamente è colpa delle organizzazioni umanitarie se la guerra in Afghanistan continua, che dire? Si dice sempre che gli americani non hanno conosciuto il fascismo, è vero, ma ci sono molti americani fascisti. La dignità di Gino Strada, la sua compostezza, la sua rivendicazione della pietas come substrato fondamentale della humanitas, il suo volto segnato dagli orrori che vede da anni, il suo ingenuo, puro, fortissimo rifiuto della violenza, qualunque colore abbia, valgono più di mille parole. Tanta gente oggi, che un pò ci riconcilia con l’Italia. Strada ha invitato ad appendere un drappo bianco alle finestre: fatelo, fatelo in tanti, diamo un segnale forte e chiaro, mostriamo qualcosa di pulito in questo paese sempre più sporco.

Nella stessa Italia che scende in piazza per solidarietà, il suo premier afferma che la mafia esiste solo perchè alcuni scrittori e registi ne parlano, riportandoci indietro di quarant’anni, alla peggiore Democrazia Cristiana, quella che non si è addolorata della scomparsa di Aldo Moro. Arrivando dopo la richiesta della condanna di undici anni di carcere a Dell’Utri per associazione mafiosa, l’affermazione delirante del premier è di una gravità assoluta. Meglio, sarebbe di una gravità assoluta in qualunque paese tranne l’Italia. Il premier, con  quelle parole, ha sputato sulle tombe dei caduti nella guerra contro la mafia, su Pio la Torre, Giovanni Chinnici, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, Carlo Alberto Dalla Chiesa, Ninni Cassarà, Boris Giuliano, Pier Santi Mattarella, e molti altri. Ha oltraggiato Saviano, il giudice Caselli, il giudice Gratteri e molti altri che vivono vite sotto scorta, vite che hanno deviato per sempre dalla normalità soltanto perchè questi uomini hanno reso onore fino in fondo al loro mestiere. Il premier non dice mai nulla per caso, il messaggio è chiaro e solo chi non vuole sentire non sente. Sicilianamente, da siciliano, non aggiungo altro.

Due facce, lo stesso paese, due anime incompatibili, due modi di pensare la giustizia e la società opposti che non possono assolutamente convivere, che non possono non scontrarsi. All’opposizione questo chiediamo: lo scontro, politico, incruento, ma scontro, le proposte contro il nulla, i valori contro il vuoto, la solidarietà contro la demagogia. Sento mormorare di un possibile accordo con Fini se dovesse lasciare il governo: passi la realpolitik ma cerchiamo di mantenere un residuo di dignità, almeno evitiamo di dire che rosso o nero, pari è. Evitiamo di dire che le differenze fanno parte del passato. Questo è un paese senza memoria.

Per chi volesse sapere come la penso, io sto con Emergency, con Gino Strada, con i tre ragazzi nelle carceri afghane, con quella Italia.

Categorie:Attualità

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