Il premio Pulitzer 2009 è stato assegnato a Propublica, una associazione no profit di giornalisti che lavora esclusivamente on line cedendo poi, a titolo gratuito, i propri servizi ad altri giornali o ai grandi network a patto che non vengano editati a scopo di lucro. Un forma di diritto d’autore, molto in voga sul web, che si chiama Creative Commons. L’associazione è finanziata da due filantropi americani e i giornalisti che ne fanno parte sono in grado di arrivare sulla notizia prima dei loro colleghi perchè in contatto con una rete di blogger in tutto il paese. Dunque siamo di fronte a una interessantissima interconnessione tra stampa classica e private journalism, il giornalismo privato dei blog.

Si tratta di un riconoscimento ufficiale importante per il ruolo che ormai Internet ha assunto nel campo dell’informazione. La rete ha totalmente cambiato le carte in tavola e i grandi giornali, che scrivono seguendo dettami dei consigli di amministrazione e inseguendo le inserzioni pubblicitarie,, segnano tutti il passo. Molta gente è ormai stanca di informazione drogata, faziosa o volutamente menzognera e sono sempre di più le persone che si rivolgono a internet per cercare notizie o approfondire quelle che vengono pubblicate in modo incompleto. Ovviamente questa, che è una notizia da prima pagina perchè segna una vera e propria rivoluzione copernicana nel campo del giornalismo, ha ricevuto sulle pagine dei nostri giornali scarsa e incompleta attenzione. Eppure dovrebbe essere una lezione importante per i giornalisti che nel nostro paese troppe volte affrontano in modo volutamente disonesto il loro lavoro. Articoli scritti in un italiano discutibile, scarsa preparazione, incompetenza totale, sono ormai la norma in tutti i giornali, e lasciamo perdere i cronisti politici perchè allora non ci resta che piangere. Ieri sera da Fazio un grande professionista, Gianni Minà, ha denunciato con grande forza la disonestà intellettuale di molti suoi colleghi, l’incapacità di entrare nel cuore di un mestiere nobile che è diventato invece uno degli strumenti di controllo da parte del potere. Propublica è formata da giornalisti investigativi, una categoria che da noi è scomparsa. Andare a scavare nel fango è un lavoro sporco e difficile, è molto più comodo stare tranquilli dietro la propria scrivania e obbedire agli ordini di scuderia, invece di stuzzicare i cani dormienti del potere.

Addirittura è di ieri la proposta del presidente della società degli editori di tassare internet per finanziare la carta stampata, ovvero, invece di cercare di far funzionare quello che non va,invocando maggiore professionalità, creando regole severe che scaccino le mele marce e promuovano i migliori, proviamo a mandare alla malora quello che funziona. Non è una proposta delirante come può sembrare: Internet sta uccidendo la carta stampata, perchè la rete è libera, veloce, accessibile a tutti in qualsiasi momento e dà spazio a tutte le voci, dalle più deliranti alle più autorevoli. Internet è quello spazio di libertà che i giornali dovrebbero garantire e da troppo tempo non garantiscono più.

Graham Greene diceva che un intellettuale, per funzione che ricopre nella società, debba sempre essere contro: comunista se governano i fascisti e viceversa. Si tratta di un paradosso ma, nella sostanza, il discorso è corretto ed è perfettamente sovrapponibile a quella che è la funzione del giornalista. Non è un caso se in Afghanistan e in Iraq l’esercito americano non vuole reporter: sanno benissimo che non avrebbero potuto imbavagliarli, sanno benissimo che avrebbero denunciato quello che stanno facendo laggiù.

Per capire a quale infimo livello è giunta la stampa nel nostro paese basta leggere i titoli dei giorni scorsi a proposito di Emergency sui giornali di destra. Negli States o in qualunque altro paese europeo, la stampa avrebbe prima di tutto tuonato a gran voce contro il rapimento dei tre connazionali e richiesto la loro liberazione, da noi si è scelto di gettare fango o restare prudenti, per essere poi allegramente smentiti dai fatti.

Una buona notizia, quindi, il Pulitzer a Propublica, un segnale importante che speriamo qualcuno capti anche da noi. Ricordo che mezza Italia non ha la possibilità di accedere alla banda larga, che abbiamo meno computer di tutti in Europa e che il governo ha pensato bene, come rimedio, di alzare i prezzi del materiale informatico. Una miopia che rischiamo di pagare molto caro ma che potrebbe rivelarsi un’arma a doppio taglio:Beppe Grillo ha ottenuto un risultato straordinario alle elezioni amministrative praticamente utilizzando solo Internet, Obama ha conquistato il voto dei giovani negli Stati Uniti allo stesso modo. Il programma di Santoro trasmesso via web ha avuto un picco di ascolti inaspettato. Il Fatto quotidiano,ilk giornale di Marco Travaglio, sta ottenendo risultati insperati anche grazie alla visibilità che Travaglio si è creato in rete sul suo blog e su quello di Grillo  E’ il futuro, un futuro che è già presente, un futuro a portata di mano di chi ha intelligenza, coraggio e capacità per usarlo. Internet è un presidio insormontabile per quella fondamentale libertà democratica che è la libertà di stampa. I vari tentativi di ingabbiare la rete sono vani e resteranno vani:  Internet è diventata la grande mente globale del mondo e per quanti sforzi faccia, il potere non riuscirà mai a incatenare i pensieri.

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