A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

Mala tempora currunt


Io non amo i ristoranti. Non mi piace essere servito da un cameriere che resta impalato alle tue spalle e ti serve il vino o , peggio, ti spazzola via le briciole dal tavolo, ancora meno mi piace la gente che frequenta i ristoranti e i discorsi che capto. Le mie origini proletarie si fanno sentire. Sono figlio d’operai e nipote di carbonaio e resto orgoglioso di esserlo. Sono anche terrone, sampdoriano e di sinistra, peggio di così. <<Può andare peggio>> dice Igor a Frankenstein in quel capolavoro che è Frankenstein Junior: infatti c’è di peggio, faccio anche l’insegnante. Tornando al cibo:  preferisco le trattorie, le sento più vicine e più vicina sento la gente che è solita frequentarle; questo fino a sabato a mezzogiorno.Mi trovavo con mia moglie in una trattoria frequentata, in genere, da camionisti e operai. Si mangia del buon pesce a prezzi modici, ci si sta bene. A servire ai tavoli c’era una ragazza dall’inconfondibile accento russo, alta,di aspetto gradevole, con l’espressione un pò patita che spesso hanno le donne dell’est. Due clienti al tavolo alle mie spalle parlavano con due signore, parlavano di stranieri. La ragazza aveva un accento spiccato e faticava un pò con l’italiano, forse involontariamente ha acceso lei la discussione. Il sabato è il mio giorno di festa, cerco di staccare con la testa e disinteressarmi di tutto ma quando uno dei due avventori ha detto rivolto alle signore:<<Avete visto cosa è successo a Rosarno? Gli abbiamo fatto capire chi comanda qui da noi, li abbiamo rimessi al loro posto>> ho sussultato e mia moglie l’ha fulminato con una occhiataccia. Quando siamo andati a pagare il conto abbiamo detto al padrone del locale cosa avevamo ascoltato. Lui ha risposto che prossimamente avrebbe assunto una ragazza di colore. Ce ne siamo rallegrati. Quanto alla ragazza russa, ha risposto che quello che pensavano quelle persone era un problema loro, non suo. Una bella, dignitosa risposta.

Oggi, sui giornali, naturalmente non in prima pagina, appare una notizia confortante: arrestati trenta caporali a Rosarno, schiavizzavano gli immigrati e sono i veri responsabili della rivolta. Bene, bravi i giudici e le forze dell’ordine che grazie a Dio, finchè li faranno funzionare, a volte funzionano. Ma allora come la mettiamo con l’invereconda campagna stampa di quei giorni? I servizi dei telegiornali? Il pogrom ordinato dal Ministro degli interni? La verità si sapeva da tempo, ora che ne abbiamo la conferma, qualcuno non dovrebbe recitare un mea culpa? Qualcuno non dovrebbe dimettersi? Dimenticavo. Siamo nel paese dove un ministro può ordinare alla polizia di caricare i dimostranti, dire in parlamento che tutto è andato bene quando una città è ancora fumante per le devastazioni e c’è un ragazzo morto, insultare la memoria di uno studioso di diritto del  lavoro il giorno dopo il suo omicidio da parte di terroristi, accettare in regalo da un imprenditore corrotto due case e non essere chiamato a rispondere di nessuna di queste cose restando saldamente ancorato alla sua poltrona.

Sabato ero indignato, anzi, ero profondamente incazzato, per altro stavo mangiando le acciughe, uno dei miei piatti preferiti e quel bifolco me le ha fatto andare di traverso, ma cosa ci si può aspettare da questo paese? Cosa ci si può aspettare da una politica governata con la logica del baratto? Io ti dò il federalismo fiscale, tu però mi regali l’impunità, tanto quelli di sinistra stanno a guardare, come le stelle ma senza luce. Cosa ci si può aspettare da un governo che attacca un medico, un infermiere e un addetto alla logistica che fanno parte di un’organizzazione umanitaria che rappresenta da molti anni a questa parte l’unico motivo che ci fa sentire un pò fieri di essere italiani? Cosa ci si può aspettare se non madri snaturate e accecate dai pregiudizi, sottoproletari razzisti e una marea montante di odio?

Che poi quell’insignificante episodio di cui sono stato testimone sia accaduto alla vigilia del 25 aprile proprio a Genova, rende il tutto solo un pò più nauseante.

Credo che Bersani, Scalfari, lo stesso Napolitano, persone che perseguono, ne sono convinto, con grande onestà e dedizione nei rispettivi ruoli il fine di dare un’alternativa a questa Italia, non abbiano compreso una cosa: siamo in vista della linea di non ritorno, o si inverte in fretta la rotta o non ci sarà più la possibilità di farlo. Oltre le colonne d’Ercole della democrazia c’è il vortice dantesco, poi il silenzio. Questa Italia non è in grado di reggere qualcosa di simile alla rivolta delle banlieues parigine di qualche anno fa senza che degeneri in tragedia. Se la scintilla si accende sarà quasi impossibile impedire l’incendio. La lega e il re nano, con la amichevole partecipazione della gerarchia ecclesiastica, stanno facendo strame della coscienza degli italiani, stanno devastando l’etica e la morale di un paese che  non ne ha mai abbondato.Non  serviranno appelli al buon senso o alle virtù cristiane a fermare i manganelli della polizia o le doppiette dei padani se la bomba dovesse deflagrare. La stupidità e l’ignoranza sono madri molto più pericolose e sinistre di quelle di Adro, non culliamoci sul fatto che da noi certe cose non potrebbero mai accadere. Lo dicevano anche in Jugoslavia e gli Jugoslavi non sono barbari, erano un popolo civile e pacifico. Il fatto che in Austria il partito di Haider abbia raggiunto alle elezioni il 16% mentre la sinistra ha vinto, è un bruttissimo segno. da quel paese, storicamente, non è mai venuto nulla di buono e quel paese confina con il nostro. Non culliamoci sul fatto che la democrazia non è in pericolo e bla bla bla. La democrazia, continuando di questo passo, non solo è in pericolo, ma gode di pessima salute.

Ho sentito ieri Fini parlare di senso di responsabilità del re nano e di Bossi. Evidentemente, quando ha attaccato il premier con veemenza, si era fumato qualcosa di forte i cui effetti continuano, oppure la paura di perdere il posto l’ha portato a straparlare. Se c’è una cosa che caratterizza questo esecutivo, è la totale assenza di senso di responsabilità. In qualunque campo. Non c’è un ministro che non abbia preso provvedimenti che vanno contro l’interesse comune giustificandoli con una selva di idiozie.

Mi auguro davvero, per noi e per lei, che la ragazza russa dall’aria patita avesse ragione, e che i problemi fossero solo di quel bifolco, non nostri. Se giurassi di crederci, farei come il re nano quando giura sui suoi figli.

Categorie:Cronaca

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