A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

La memoria corta


Cristicchi è uno dei cantautori meno banali della nuova generazione. Le sue canzoni hanno un tocco a volte poetico, a volte ironico, che le rende gradevoli anche a chi, come il sottoscritto, è cresciuto e continua ad amare Bob Dylan e i Rolling Stones.

Al concerto del primo maggio, con un atto che definisco estremamente coraggioso per un artista che non ha ancora un fama tale da poter fare quello che vuole, ha presentato una canzone dal titolo “Genova brucia” che ha riaperto una ferita aperta, quella dei fatti del G8 del 2001.

Ci sono state sentite proteste dei sindacati di polizia, in particolare nei riguardi di un verso e della mancata censura dello stesso «visto che nel testo della canzone si offende il decoro e la rispettabilità della Costituzione e si fa riferimento a mandanti del massacro tutt’ora in Parlamento>> citazione testuale dal Secolo XIX di oggi.

E’ evidente che anche i sindacati di polizia soffrono di quella sindrome della memoria corta che attanaglia i nostri politici di ogni colore. Premetto: il 99,99% dei poliziotti sono persone che meritano il più alto rispetto per il mestiere pericoloso e malpagato che svolgono a tutela della nostra sicurezza. Purtroppo, a Genova nel 2001, è venuto fuori lo 0,1% di carogne che meritano solo disprezzo e che sono rimaste impunite. Quanto cantato da Cristicchi, per altro preso parola per parola da comunicazioni tra poliziotti intercettate e dai verbali dei processi sulla Diaz e su  Bolzaneto, è stato accertato dall’ultima sentenza proprio sui fatti di Bolzaneto che ha parlato di tortura, di apologia del fascismo, di violazioni dei diritti umani.

O il sindacato di polizia, che anche allora difese in modo meschino i picchiatori fascisti in divisa, comprende che cacciare le mele marce va a vantaggio prima di tutto della polizia, oppure non si capisce quale sia la sua funzione, visto che il governo Berlusconi ha generosamente ricompensato tutti i responsabili di quel massacro ignobile. Quanto al fatto che siano ancora in parlamento, cari signori, forse non ricordate che il ministro degli interni era un certo Scajola, oggi agli albori della cronaca per altre prodezze. Tutti gli ufficiali che guidarono le cariche e i funzionari preposti all’ordine pubblico sono stati promossi. Se c’è un atto di questo governo che possa essere considerato assolutamente fascista è stata la difesa a oltranza dei picchiatori di Genova. I sindacati di polizia queste cose le sanno benissimo e non capisco perché si ostinino a difendere chi ha gettato una macchia sull’onore loro e dei loro colleghi. La polizia ha pagato un alto tributo di sangue per la difesa dei diritti democratici del paese, non si capisce come una parte di essa possa oggi difendere chi sta dall’altra parte della barricata.

La memoria corta è un vezzo tutto italiano. Le imminenti celebrazioni per i 150 anni dell’unità d’Italia con il codazzo di polemiche ridicole che si portano dietro, sono un esempio lampante. Alla destra, fortunatamente, manca una base culturale che sappia supportarla adeguatamente fornendole gli strumenti adatti alla bisogna. Per cambiare la storia, per provarci, bisogna conoscerla e non è sicuramente il caso dei leghisti. L’astio con cui è stata accolta l’iniziativa di Fini, che una cultura, seppure biasimevole, dietro le spalle ce l’ha, dimostra una volta di più quanto questa destra sia reazionaria e lontana dalla modernità.

Che a dieci anni di distanza Genova susciti ancora polemiche è un buon segno: qualche tempo fa, il capo della polizia Manganelli se ne uscì con una sparata assurda su quello che era successo durante il G8 del 2001 per essere poi allegramente sputtanato dalla sentenza del tribunale. Senza nessuna conseguenza ovviamente. Io sto con Cristicchi, con la sua rabbia, con la sua sdegnata presa di posizione, col suo j’accuse senza risposta e confido che, presto o tardi, chi ha sbagliato paghi. Sono convinto che con Cristicchi stanno anche i poliziotti onesti, quelli veri, quelli che hanno fatto del loro lavoro una missione, che collaborano con noi a scuola, che fanno sì che la nostra vita possa essere più tranquilla e sicura. Sono la stragrande maggioranza ed è per loro che è necessario fare pulizia dei picchiatori, degli sniffatori di coca, degli stupratori e di tutte le altre mele marce che rischiano di incrinare un rapporto di fiducia necessario e di vitale importanza. Ai sindacalisti della polizia, da sindacalista, voglio dire che fare sindacato non significa difendere sempre e comunque gli appartenenti alla categoria ma pretendere il rispetto dei diritti e questo si può fare solo se nessuno abdica dai propri doveri.

Purtroppo in questo paese diritti e doveri troppo spesso sono solo parole.

Categorie:Cronaca

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