A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

Piccole storie ignobili


Parliamo di Grecia? O parliamo dell’ineffabile ministro Scajola? Parliamo dei tagli agli enti lirici? Di un presidente della repubblica in evidente stato confusionale che lancia proclami su un’unità nazionale ormai in frantumi da tempo? Parliamo dell’amministratore leghista con la carta igienica tricolore? Oppure dei disoccupati? Dell’atto di razzismo all’aeroporto di Bergamo?

Quale schifosissima carta dal mazzo pescare? Quale j’accuse lanciare con la consapevolezza che resterà inascoltato? Comincio con una piccola storia ignobile tra tante storie ignobili.

Nella scuola dove lavoro, la dirigente che l’ha guidata fino adesso con notevole dispendio di energie è stata cacciata via per lasciare il posto a un’altra dirigente, che lavorava in provveditorato ed è stata silurata per motivi politici e non ha nessuna intenzione di accollarsi l’onere di guidare la nostra scuola. Lo so che sembra assurdo a leggerlo, ma chi lavora nella scuola vive quotidianamente l’assurdo. Risultato: la più grande scuola a rischio di Genova si trova, nel momento più delicato dell’anno, di fatto senza dirigenza, abbandonata a sè stessa, sostenuta da un pugno di maestre e insegnanti che si ostinano a fare il loro lavoro nonostante l’amministrazione e il ministero facciano il possibile per impedircelo. Una vergogna, uno schifo, una meschinità senza limiti. Questa è l’Italia governata dal re nano, l’Italia delle vendette sommarie, della totale assenza di responsabilità, del totale disinteresse verso le fasce più deboli. L’Italia dove a pagare sono sempre gli onesti.

Scajola è lo stesso che disse, il giorno dopo l’omicidio di Biagi, che si trattava di un rompicoglioni ed è sempre lui ad essersi preso il merito del disastro di Genova 2001. La patetica scusa con cui ha giustificato le sue dimissioni non fa ridere, fa incazzare ancora di più chi si illude che anche un ministro debba rendere conto, presto a tardi, dei suoi errori. Sappiamo tutti che si tratta di un’uscita di scena temporanea e che presto lo rivedremo sorridente sui nostri teleschermi. Ovviamente pensare che qualcuno gli abbia regalato una lussuosa dimora per poi incastrarlo è una puttanata talmente grossa che non merita nemmeno due righe su un giornale, per dirla con cantautore ex comunista che con i comunisti e le feste dell’Unità si è comprato le sue, di case.

Quanto alla legge sugli enti lirici, che la cultura non sia esattamente il primo pensiero del re nano è cosa nota. Che devastare un patrimonio nazionale invidiato universalmente non gli provochi nessun rimorso è naturale, che dei precari tutti, non gliene possa fregare di meno ormai è assodato. Complimenti a Napolitano, che rifiuta di firmare e poi cambia idea dopo poche ore. Un record da guinnes dei primati. Sulla pelle dei lavoratori. Complimenti a Napolitano che non si rende conto del paese in cui vive e lancia un esilarante proclama dove invita all’unità nazionale in un paese diviso in due, con un nord impregnato d’odio e un sud saldamente nelle mani della criminalità organizzata. Se a Caprera vedono un ufo è Garibaldi che a furia di rivoltarsi nella tomba è andato in orbita.

La Grecia non è una sorpresa, solo la prova che il sistema capitalista è alla frutta. Prima lo capiranno e cercheranno altre strade, meglio sarà. Altrimenti, arriverà la soluzione di tutti i mali, l’eterna panacea: una bella guerra in medio oriente, cominciando dall’Iraq, e il pranzo è servito. Una nota per i tedeschi: sessant’anni fa hanno messo a ferro e fuoco il mondo sterminando cinque milioni di ebrei, oggi vengono a fare la morale e rifiutano, sdegnati, di aiutare un paese di quella Europa che hanno contribuito, a suo tempo, a distruggere. Evidentemente la memoria corta non è un vezzo solo italiano.

Sui leghisti cosa si può dire se non tutto il male possibile? L’irresponsabilità, il razzismo, l’ignoranza, la volgarità intellettuale (nel loro caso, con qualunque altro termine lo si accoppi, l’aggettivo “ intellettuale” diventa un ossimoro, è una regola grammaticale che prossimamente verrà inserita in tutti i testi specialistici) sono ormai a livelli tali da suscitare incredulità. Come può un paese civile permettere che persone di tal fatta lo governino è un mistero. Anzi no: la risposta è semplice, non siamo un paese civile.

Disoccupati e precari. Il problema del lavoro è sulla bocca di tutti ma nessuno prospetta soluzioni a lungo termine. In questo paese, ormai da decenni, non esiste una politica del lavoro seria. L’imprenditoria media e grande è costituita da bande di ladri che dilapidano fondi pubblici allegramente, quella piccola arranca faticosamente, drammaticamente. C’è poi l’esercito degli evasori fiscali. probabilmente un politica fiscale seria, permetterebbe di respirare e di trovare i fondi necessari a effettuare i provvedimenti necessari per affrontare la crisi. Ma è come chiedere al ladro di denunciarsi. Tanto per non dare l’impressione di essere solo un grillo parlante, avanzo alcune modeste proposte:

1) Salario minimo ai disoccupati e riforma degli uffici per l’impiego. Guardare l’Inghilterra per capire cosa voglio dire.

2) Obbligo a tutte le aziende di incrementare la ricerca mirata alle nuove tecnologie.

3) Informatizzazione vera e capillare di tutta l’amministrazione pubblica. Meno carte da imbrattare e più lavoro da svolgere al servizio della gente.

4) Messa a punto e sviluppo di fonti energetiche alternative: solare, eolico, ecc. non certo l’energia atomica.  Ci sarebbero milioni di posti di lavoro disponibili quasi nell’immediato, permetterebbe all’Italia di essere indipendente nella produzione di energia e a noi di pagare bollette meno salate.

5) Infrastrutture al sud. Non il ponte di Messina, che non serve a un cazzo, ma una nuova rete ferroviaria e autostradale. prima però va risolto il problema della criminalità organizzata.

6) Questione morale. Fa ridere solo parlarne. Non ne parlo.

7) Tassa sui redditi altissimi per finanziare il salario minimo ai disoccupati e i servizi essenziali quali la sanità, la scuola, ecc. Obama l’ha fatto negli Stati Uniti e non l’hanno ancora ammazzato.

8) Lotta dura e senza quartiere all’evasione fiscale e abbassamento dell’ Iva e di tutte le tasse per le fasce più deboli. Una cosa è direttamente dipendente dall’altra. Ci vorrebbe un lavaggio del cervello globale con l’iniezione del concetto di stato civile.

9) Cooperativizzazione dei beni espropriati alla mafia. Posti di lavoro per giovani e immigrati a costo zero. Si fa, si dovrebbe farlo molto di più.

10) Rilancio dell’agricoltura biologica, favorita dallo stato con sgravi fiscali e rilancio delle scuole agrarie. Va direttamente legato al punto precedente.

Poche proposte, semplici ed elementari, neanche troppo costose da attuare. Naturalmente non fanno parte del programma nè di destra nè di sinistra. Giusto un sasso nell’acqua fetida di un paese che non conosce più la vergogna.

Categorie:Attualità

1 risposta

  1. Pur condividendo l’insieme del tuo intervento ci sono alcune cose che vorrei discutere nei limiti di un piccolo commento.
    Mi pare che in questo momento in Europa solo in Germania e in Francia le forze populiste e di estrema destra non abbiano alcuna possibilità di andare al potere. Se guardiamo con uno sguardo più lungo, quello che è avvenuto in Italia mi pare un esperimento, dal loro punto di vista riuscito, che ora viene adottato anche in altri paesi, detto per inciso molto legati ad un’influenza americana.
    Il modello sociale europeo sbeffeggiato e dato ormai per morto da noi in realtà è ancora vivo, anche se bisogna dire non in grande forma. In alcuni paesi europei nei venti,venticinque anni passati non si è ceduto alla ideologia liberista trionfante e non si è smantellato lo stato sociale.
    Nel momento di crisi attuale è evidente che dovrebbe essere più facile riconsiderare le scelte sbagliate che sono state fatte, ma non è così. Le ideologie non rispettano l’evidenza e si muovono in un mondo tutto loro.

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