A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

Le ombre del passato


Mentre le prime pagine dei giornali sono occupate dalle trattative per il divorzio tra Veronica Lario e Berlusconi, mentre a quella che era probabilmente la seduta del parlamento più importante degli ultimi vent’anni, in cui Tremonti riferiva sui provvedimenti presi per fronteggiare la gravissima crisi economica che sta investendo l’Europa, erano presenti sessanta deputati, mentre Rumentaso mette le mani avanti e usa una sala istituzionale per fare battute di dubbio gusto e informarci sui lavori di ristrutturazione della propria abitazione, tralasciando altri fatti appena appena più seri, mentre Linguolini sul tg1 (mi dicono, perchè io non lo guardo da anni) continua a fare quello che gli riesce meglio cioè tirare fuori la lingua,mentre Bondi, ministro della cultura, si rifiuta di partecipare a un evento culturale di primaria importanza, il recente passato italiano torna prepotentemente alla ribalta grazie a un paio di giornalisti che hanno il brutto vizio di fare il proprio mestiere.

I fatti sono questi. L’attentato all’Addaura del 1989, la bomba messa nella villa al mare di Falcone che non scoppiò per puro caso, non è mai stato chiarito. Dai rapporti emerge la presenza di due sommozzatori che,per anni, si è ritenuto fossero gli attentatori. Ma esistono altri rapporti, altre testimonianze che raccontano una storia ben diversa. Un giornalista di La Repubblica li ha scoperti. I due sommozzatori sarebbero stati Antonio Agostino ed Emanuele Piazza, un poliziotto ed un ex poliziotto che collaboravano con i servizi segreti per la cattura di latitanti. Antonio Agostino venne ucciso con la moglie Ida davanti a casa sua, poche settimane dopo l’attentato all’Addaura ed Emanuele Piazza venne strangolato da killer mafiosi poco dopo. La polizia, come sempre accade in Sicilia, quando si vuole insabbiare qualcosa, indagò per entrambi i delitti sulla pista passionale. I due agenti, in realtà, avevano scoperto un collegamenti pericolosi tra le istituzioni e la mafia.Il quadro che emerge oggi è molto più inquietante: appare uno scontro tra due settori opposti dei servizi segreti, uno disposto a scendere a patti con la mafia, probabilmente colluso, che collaborò, forse ordinò gli omicidi di Falcone e Borsellino, l’altro che operava al servizio della stato combattendo la mafia e i colleghi collusi. Lascio a voi la conclusione su chi ha vinto la partita. Alla luce delle recenti rivelazioni del figlio di Ciancimino, l’ex sindaco di Palermo uomo di Cosa Nostra, ne esce fuori un quadro inquietante che getta ombre scure sul passato e sul presente. Perchè Ciancimino figlio ha detto nel modo più chiaro possibile che Forza Italia avrebbe rappresentato il braccio politico della mafia.

Ovviamente siamo, come sempre, nel campo dei rumors, delle voci, delle ipotesi. Certo che le nuove norme che impediscono la pubblicazione degli atti delle inchieste in corso e delle intercettazioni giungono proprio a proposito, in questo momento, per chi vuole che la verità su certi fatti non venga mai a galla. Naturalmente, si tratta solo di coincidenze. Non c’è alcuna volontà del governo di non fare luce sul passato, ne siamo tutti certi.

Ha ancora un senso un libro su Piazza Fontana quarant’anni dopo la strage? Se ne emerge una verità per anni sussurrata ma mai accettata dalle fonti ufficiali, penso proprio di sì. La giustizia non conosce età e i morti hanno il diritto alla giustizia anche dopo quarant’anni.

Andrea Sceresini e Maria Elelena Scandaliato hanno scritto un libro che porta come titolo “Piazza Fontana- Noi sapevamo”. Titolo quanto mai azzeccato. Perchè in Italia, chi si è occupato di politica, certe cose le ha sempre sapute. Ad esempio, negli ambienti comunisti, si è sempre sospettato che dietro Piazza Fontana, dietro gli attentati la cui matrice non è mai stata chiarita, dietro la “strategia della tensione” ci fosse la Cia che tentava di fare quello che gli era riuscito così bene in Grecia con i colonnelli e in Cile con quell’infame bastardo del colonnello Pinochet. Oggi a confermarlo agli autori del libri, è il colonnello Maletti, ex ufficiale dei servizi segreti italiani, che vive in Sud Africa. Ancora i servizi deviati che ritornano, l’eterna anima nera dello scenario politico italiano. Un’altra cosa che si è sempre saputa. Lotta comunista e le organizzazioni della sinistra radicale hanno sempre considerato gli stupefacenti un veleno propinato dai capitalisti alle masse per ridurle all’impotenza. Guarda casa, viene fuori oggi l’operazione Blue Moon, finanziata dai servizi segreti americani per portare la droga tra le fila del movimento studentesco e limitare i danni della protesta.

Anche la storia della longa manus degli Stati Uniti d’America, il paese della libertà (propria), sulla politica italiana è tutta da riscrivere, a partire dalla Rosa dei venti  e da Gladio, passando poi per la Loggia massonica P2 dell’ineffabile Licio Gelli a cui aderì anche l’attuale presidente del consiglio. Ombre, dubbi, sospetti, depistaggi, un mare magnum di menzogne, una cloaca massima in cui immergersi per riuscire a trovare brandelli di verità diventa sempre più difficile. Questa è la storia del nostro paese, una storia che ha tradito e annientato i valori della Resistenza, una storia che ha umiliato i caduti per la libertà molto prima di quanto si creda, una storia che ha concesso agli italiani una libertà controllata e limitata sotto l’ipocrita ma ferreo controllo della democrazia cristiana e dei suoi esponenti di spicco, primo tra tutti il grande pipistrello, che ancora calca il palcoscenico di terza categoria della nostra scena politica. La storia di un paese completamente asservito agli Stati Uniti e a quel capitalismo assassino che gli Stati Uniti hanno portato avanti per decenni e continuano oggi a portare avanti in Medio oriente. L’inevitabile evoluzione di quel processo cominciato nell’immediato dopoguerra non poteva che essere un governo autoritario, prono ai voleri della bandiera a stelle e strisce, votato all’esclusivo profitto personale di chi guida il paese e dei propri sodali, profitto guadagnato a qualsiasi prezzo a spese di chi non ha strumenti per difendersi. Il filo nero che arriva dal 1946 a oggi non è così difficile da riannodare, basta avere occhi per vedere e buona memoria.

Fa piacere sentire che in questo momento, gravido di problemi con una storia recente che alita folate mefitiche, Veltroni attacchi l’attuale direzione del Pd. Quest’uomo pacifico, pacioso, buonista, che tace da mesi, che come Cincinnato dopo essere stato rimosso inopinatamente si è ritirato in un esilio silenzioso, viene fuori adesso per creare scompiglio in una sinistra già devastata da liti continue e da una linea politica inesistente. La storia sta dando ragione a quello che i comunisti italiani hanno sempre sostenuto venendo tacciati come folli, la storia sta dando ragione perfino a Marx e alle sue teorie sul collasso del capitalismo e i post comunisti che fanno? Litigano tra loro. L’ultima volta che è successo abbiamo avuto la Marcia su Roma. Scusate il gesto poco elegante, ma io mi tocco le palle.

Categorie:Cronaca

1 risposta

  1. E’ stata scoperta una targa in memoria di Peppino Impastato sulla casa dei Cento passi,a Cinisi ospiterà il centro a lui intitolato. Il fratello la visita per la prima volta e chiede di riaprire le indagini.
    E’ il caso forse di ricordare una frase di Peppino Impastato:”noi comunisti perdiamo perché ci piace perdere” La cronaca gli continua a dare ragione.

    Mi piace

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