A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

Il prezzo da pagare


Non stupisce più di tanto l’uscita del sindaco Moratti a proposito degli immigrati irregolari che, a suo dire, “normalmente delinquono”.

Il Pdl ha tenuto grazie e soprattutto all’affermazione della Lega nel nord e questo comporta un inevitabile dazio da pagare. Il federalismo è materia scabrosa, inapplicabile come lo vorrebbero i leghisti, è difficile definirne i contorni, i limiti, la struttura. Meglio sparare a zero sugli extracomunitari, meglio prendersela con chi non ha voce per difendersi, meglio cavalcare l’onda razzista che il partito di Bossi e figlio hanno saputo così fruttuosamente sfruttare. Forse è meglio precisare, anche se è ovvio, che non tutti gli immigrati irregolari normalmente delinquono. Molti vanno a lavorare nei campi al sud, per finire poi per essere presi a fucilate e deportati in un campo profughi come a Rosarno, oppure vanno a infoltire le fila dei lavoratori in nero delle aziende edili del nord, proprio nelle terre della lega ma anche nella città dell’ineffabile sindaco di Milano, come dimostrò qualche tempo fa Fabrizio Gatti in uno dei suoi imperdibili e drammatici reportage sull’Espresso. Ci sono poi i bambini irregolari e verrebbe da chiedere al sindaco se anche un bambino in età da scuola elementare rientra nella categoria dei delinquenti abituali. E le badanti, le colf, anche loro abituali delinquenti?

Qual è la soluzione ventilata dal sindaco? Quella di ogni governo di destra quando vuole dare un giro di vite alle libertà costituzionali: leggi speciali, procedure veloci per scacciare i reprobi.

Nessuno si sognerebbe di negare che un extracomunitario che delinque possa e debba essere legittimamente rimandato al suo paese, sarebbe però anche opportuno mandare in galera anche gli italiani che delinquono, quelli che rubano, corrompono, intrallazzano, quelli che non pagano le tasse, quelli che violano la costituzione, ecc. Prima di dare lezioni di civiltà, forse, sarebbe il caso la giustizia di applicarla da noi, sui tribunali non hanno ancora cancellato la scritta che recita: “la legge è uguale per tutti”, anche se molti degli appartenenti al partito del sindaco di Milano stanno operando da tempo per eliminarla.

Le leggi speciali sono sempre pericolose. Si comincia da una categoria invisa alla maggior parte della popolazione, quantomeno della popolazione che ha votato centro destra, si fa presto a passare a un’altra categoria, poi a un’altra, fino ad abolire le libertà democratiche. Sempre meglio evitarle,  meglio un extracomunitario che delinque libero oggi che un dissidente politico in carcere domani. Questa è la base del garantismo e quello di centrodestra è un governo garantista. O no?

La caccia allo straniero, l’incitazione xenofoba, le frasi lapidarie che emettono sentenze smentite dalle statistiche, sono diventate una avvilente abitudine del nostro panorama politico. Ormai, per un pugno di voti, per rinsaldare un’alleanza politica, si è disposti a tutto. Che un’affermazione di questa portata arrivi da un esponente politico solitamente pacato nei toni e più capace della media, non può che preoccupare ancora di più chi ancora coltiva l’illusione di vivere in una democrazia.

Non preoccupa invece, è solo leggermente irritante, la sparata di Emilio Fede su Saviano. A me Saviano non è simpatico, da professore, per deformazione professionale, trovo il suo modo di esprimersi un pò rozzo, un pò demagogico, lontano dalla mia cultura classica. Tuttavia non posso che inchinarmi di fronte al suo coraggio, alla sua coscienza civile, alla ostinata rabbia con cui si esprime contro la criminalità organizzata. Di fronte a tanti intellettuali eloquenti e facondi quando si tratta di fare discorsi sui massimi sistemi ma guardinghi e taciturni se si tratta di fare attacchi precisi, il discorso umanistico di Saviano, la sua pietas, la sua costante attenzione al cuore pulsante della civiltà di un paese e alle sue ferite, sono una ventata d’aria fresca, una speranza per il futuro.

Tra gli intellettuali non va annoverato Emilio Fede, che un tempo è stato un giornalista abile e capace, poi, folgorato sulla via di Arcore, la metamorfosi. Che faccia un tifo smaccato e sguaiato per Berlusconi, passi, che il suo telegiornale ormai sia diventato una sorta di blog autoprodotto, passi, che comunque vadano le cose per lui esista solo una luce e una via, passi, ma che si permetta di dare del rompiscatole a un ragazzo che vive recluso, che rinuncia ai piaceri che la vita gli potrebbe riservare, che rischia la pelle  perchè crede che un paese civile debba essere diverso dal nostro, lo trovo davvero indecoroso. D’altronde, Fede ironizzò, in piena malafede perchè sapeva benissimo come erano andate le cose, sul ritorno dei sequestrati di Emergency, un altro atto che la dice lunga su un uomo che non capisce che, a volte, bisogna fermarsi.

Purtroppo io penso che il Fede-pensiero sia diffuso nel paese. Penso che esista un gran numero di persone che ritengano che l’onestà, l’impegno, la fedeltà ai valori di civiltà, non possano essere perseguiti tenacemente perchè non portano nessun tornaconto, e chi non si adegua al mercato, chi non sa o non vuole vendersi, diventa per loro un fastidioso specchio da mandare in mille pezzi, l’immagine che gli ricorda quello che forse un giorno, molto molto tempo prima, avrebbero potuto essere e non sono stati perchè, per comodità, tornaconto o avidità, hanno scelto un’altra strada.

Sono questi, poi, a sparare a zero su Emergency, su Saviano, su chiunque abbia ancora degli ideali, una visione del mondo diversa, su chiunque creda ancora che un mondo diverso è possibile.

Spero che la rete si mobiliti per sostenere Saviano perchè ho l’impressione che questo sarà solo il primo di un fuoco di fila di attacchi. La libertà di pensiero, le idee, sono l’incubo peggiore per il potere.

Categorie:Cronaca

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