A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

Negare la realtà


<<Quanto accadde all’interno della  scuola Diaz Pertini fu al di fuori di ogni principio di umanità, oltre che di ogni regola ed ogni previsione normativa, anche se fu disposta in presenza dei presupposti di legge>>.

Non sono parole mie, sono tratte dalla sentenza con cui, ieri sera, il tribunale d’appello di Genova ha condannato i poliziotti e i funzionari di polizia coinvolti nell’episodio dell’assalto alla scuola Diaz. Sentenza d’appello, naturalmente, c’è ancora un terzo grado di giudizio prima di arrivare ad ottenere una risposta definitiva. Lasciate comunque che quelli che credono nella giustizia, le vittime di quella notte da incubo, chi crede in un mondo migliore e i poliziotti onesti possano provare la giusta soddisfazione per quanto la legge ha stabilito ieri sera.

Perchè a esigere che chi ha sbagliato paghi, devono essere proprio quelle forze dell’ordine, non mi stancherò mai di ripeterlo, composte in larghissima maggioranza di persone oneste e dedite al loro lavoro che hanno visto la fiducia della gente venire meno dopo quanto accaduto in quei giorni. Questa sentenza non condanna solo chi ha agito scorrettamente ma rende giustizia alla gran parte delle forze dell’ordine, perchè se viene sanzionato come scorretto un determinato comportamento significa che, di norma, tali scorrettezze non vengono commesse. In caso contrario, si autorizza altri a commetterle, sicuri dell’impunità E’ per questo che la sentenza di ieri sera è fondamentale. Sancisce che Genova non era il Far west e che esisteva ed esiste ancora uno stato di diritto.

La sentenza sui fatti di Bolzaneto e quella di ieri sera stabiliscono inoltre che le affermazioni del Dott. Manganelli che hanno inteso liquidare quanto avvenuto a Genova come un episodio di lotta alla guerriglia urbana erano fuori luogo . Cito ancora le parole della sentenza:"In  uno stato di diritto non è accettabile che proprio coloro che  dovrebbero essere i tutori dell’ordine e della legalità pongano  in essere azioni lesive di tali entità, anche se in situazioni  di particolare stress”. Dunque, appare chiaro che quanto è accaduto a Genova è stato inammissibile e ingiustificabile, un comportamento totalmente inaccettabile da parte di chi è tenuto a far rispettare l’ordine e la legge. Inaccettabile anche in una situazione oggettivamente difficile come quella di Genova in quei giorni.

Altrettanto infondate appaiono le accuse e le intimidazioni velate (ma queste sono in realtà passate senza far danno, consideriamole uno scatto di nervosismo) di alcuni esponenti del sindacato di polizia al cantautore Cristicchi, reo di aver inserito nella canzone “Genova brucia” brani di testimonianze sul G8, reo di aver cantato la verità su quei fatti. A parte le minacce alla libertà d’espressione, gravissime, è proprio il contenuto e il tono di quelle accuse a essere profondamente sbagliato. Per chi scrive e per molti altri, le forze dell’ordine non si identificano con i picchiatori di Genova, si identificano con il maresciallo Maritano, con i carabinieri Battaglini e Tosa, freddati dai terroristi, gli ultimi due a due passi da casa mia, con la scorta di Aldo Moro, con la scorta di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, se andiamo indietro nel tempo con Salvo D’Acquisto, con centinaia di altri nomi di pubblici ufficiali che si sono sacrificati in nome della libertà. Non basta certo un gruppo ristretto di violenti a cancellare una memoria fatta di gesti eroici, di dedizione al servizio, di difesa dei valori democratici. Ma è proprio questa tradizione nobile che reclama che al più presto si faccia pulizia, che richiede agli appartenenti delle forze dell’ordine un’etica e una morale commisurate al livello di responsabilità che il loro lavoro implica. Ha sbagliato il Dott. Manganelli, certamente un professionista serio e responsabile, a venire a Genova a dire che bisogna mettersi il passato alle spalle e che quello che è successo rientrava nella normalità: la sentenza dice l’esatto contrario, quello che è successo non è stato normale. Hanno sbagliato i sindacati di polizia a prendersela con Cristicchi e la sentenza di ieri sera ribadisce quanto quella presa di posizione sia stata sbagliata e fuori luogo.

Naturalmente ci sono state reazioni da parte delgoverno. Non le commento, perchè vorrei continuare a poter esprimere la mia opinione su queste pagine in piena libertà, mi limito a riportarle, giudicate voi:

Cicchitto: «La sentenza sul processo Diaz fa sua interamente la tesi più estrema dei no-global».

Mantovano: “questi uomini hanno e continueranno ad avere la piena fiducia del sistema sicurezza e del ministero dell’Interno”

Gasparri: «Esprimo sconcerto e amarezza per la sentenza contro le forze dell’ordine in riferimento ai fatti della Diaz. Mi auguro che nei successivi gradi di giudizio questo impianto ideologico possa essere cancellato. Si tratta di una decisione intrisa di ideologia e che ha prodotto una sentenza che sembra scritta dai no global. Ricordiamo tutti a Genova chi ha alterato le condizioni della democrazia e della legalità e chi ha difeso lo Stato»

Prendiamo atto che autorevoli esponenti del governo non esitano ad attaccare la magistratura per difendere le forze dell’ordine dimenticando, forse per il troppo lavoro legato alla decisione di quanto dovranno diminuirci lo stipendio, che si tratta di due istituzioni dello Stato che devono lavorare di comune accordo e che la fiducia nel reciproco operato è fondamentale per ottenere risultati duraturi nella lotta alla criminalità. Francamente è incomprensibile l’accanimento con cui alcuni esponenti politici di primo piano continuino da dieci anni a difendere l’indifendibile, a negare l’evidenza, a ignorare i fatti, a insultare l’intelligenza di chi in quei giorni c’era, ha visto, sentito, documentato quello che è successo. Tutti sappiamo benissimo, per dirla con Gasparri, chi ha alterato le condizioni della democrazia e della legalità in quei giorni a Genova, solo la destra italiana sembra voler continuare a fare finta di ignorarlo.

Quello che mi sarei aspettato dal governo, che mi aspetto quando ci sarà la sentenza di Cassazione, che tutti noi dovremmo aspettarci, è la formazione di una commissione d’inchiesta che accerti, una volta per tutte, le responsabilità politiche sui fatti di Genova. Non certo la difesa a spada tratta dei (presunti fino al terzo grado di giudizio) picchiatori. I cittadini hanno il diritto di avere delle forze dell’ordine pulite che tutelino la loro sicurezza. E’ profondamente ingiusto che questi atteggiamenti delle istituzioni preposte a fare giustizia ci inducano a dubitare, ci inducano ad avere paura se dobbiamo scendere in piazza a manifestare il nostro dissenso o il nostro schifo per un sistema globale sempre più folle e disumano.

Chiudo l’articolo con i versi di un poeta della mia città che sicuramente saranno stati amati da un altro poeta genovese che ieri ci ha lasciato. Mi piace pensarli insieme in un angolo di paradiso, Sanguineti e De Andrè, a parlare di comunismo e anarchia e a gettare di tanto in tanto uno sguardo sconsolato quaggiù.

“Anche se avete chiuso
le vostre porte sul nostro muso
la notte che le "pantere"
ci mordevano il sedere
lasciandoci in buonafede
massacrare sui marciapiedi
anche se ora ve ne fregate,
voi quella notte voi c’eravate.
E se nei vostri quartieri
tutto è rimasto come ieri,
senza le barricate
senza feriti, senza granate,
se avete preso per buone
le "verità" della televisione
anche se allora vi siete assolti
siete lo stesso coinvolti.
E se credete ora
che tutto sia come prima
perché avete votato ancora
la sicurezza, la disciplina,
convinti di allontanare
la paura di cambiare
verremo ancora alle vostre porte
e grideremo ancora più forte
per quanto voi vi crediate assolti
siete per sempre coinvolti,
per quanto voi vi crediate assolti
siete per sempre coinvolti.”

Categorie:Cronaca

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