A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

L’Europa che non c’è


Le congratulazioni di Barroso al nostro governo per una finanziaria sotto il segno dell’iniquità e  della disuguaglianza, testimonia quello che è il gap storico dell’Europa: l’incapacità di guardare oltre il proprio naso. Mentre nel ‘600 le nazioni europee accumulavano e sprecavano dissennatamente oro e spezie, quando non si scannavano allegramente tra loro, l’America del nord cresceva e prosperava fino ad acquisire la propria indipendenza e cominciare la corsa che l’ha portata ad essere lo stato più potente del mondo. Altri paesi oggi, l’India, la Cina, il Brasile, il sud America in genere, stanno prendendo la stessa strada mentre l’Europa resta a guardare. Sotto l’ombra di una supremazia culturale che non esiste più da almeno mezzo secolo, arroccato nei propri campanilismi nazionalistici e afflitto da classi politiche incanutite e incapaci di guardare oltre il proprio naso, devastato dalla corruzione e dalla criminalità organizzata che ormai controlla tutti i paesi europei senza eccezioni, il vecchio continente segna il passo e, nel momento della crisi, vessa allegramente i propri impiegati statali e, indirettamente, le masse proletarie. Almeno Inghilterra, Francia e Spagna hanno avuto il coraggio di andare a sfiorare gli interessi forti, di tassare i veri responsabili di questa crisi, la grande finanza, quella intellighenzia economica che sempre più somiglia al Sim, lo stato internazionale delle multinazionali che ritornava nei deliranti comunicati delle Brigate rosse. Finanziarie che nascono dalla paura e cercano di mascherare l’incapacità congenita dei paesi europei di guardare al futuro, di cercare nuove strade, di seguire la via di un governo sovrannazionale veramente efficace che sostituisca l’inutile governo europeo di adesso, privo di qualunque potere e buono solo per regalare poltrone a qualche politico rampante o troppo scomodo per sedere sui seggi dei parlamenti nazionali.

L’inettitudine europea non giustifica in nessun modo l’inettitudine italiana. Siamo di fronte a una manovra vergognosa, che avrà come risultato il completamento della  devastazione della scuola italiana, di cominciare la macellazione della sanità, di cancellare i servizi sociali dai comuni italiani, di permettere a chi ha frodato il fisco costruendo case abusive di condonarle. Il prelievo del 10% sui redditi dei politici al di sopra degli ottantamila euro aggiunge presa in giro a presa in giro, un contentino voluto dal re nano, per una captatio benevolentiae tanto ipocrita quanto falsa.

Bloccare per tre anni gli stipendi dei dipendenti statali che hanno contratti già scaduti da tempo, significa creare nuovi poveri, significa creare le condizioni per una instabilità sociale che sarà inevitabile nei mesi a venire. Non c’è un provvedimento della manovra che guardi al futuro, anzi, la scure si scaglia violenta anche contro il precariato, riducendo del 50% la possibilità di assumere precari negli enti pubblici. Tradotto nel linguaggio scolastico,per esempio, significa niente più fondi per le supplenze e disservizi legalizzati nella scuola pubblica.

Una finanziaria all’insegna dell’irresponsabilità che non tocca minimamente l’elettorato del re nano e che chiude le porte a qualsiasi riforma federalista. La Lega nord ha avuto un bel berciare e vociare, allineata e in silenzio dovrà obbedire, magari ottenendo qualche altro provvedimento razzista come contentino, a Tremonti, che con la consueta arroganza ha parlato di “tornante storico”. In realtà di storico non c’è proprio nulla: non potendo rivalersi sulle tasche degli operai, visto che li stanno licenziando tutti, la finanziaria pesca dalle tasche degli statali, dimenticando che in Italia se si vuole uscire dalla crisi urge una politica del lavoro, un piano industriale, urgono provvedimenti a favore della piccola e media imprenditoria e un piano per il sud organico e blindato contro le intromissioni mafiose. Di tutto questo, non una parola.

Il re nano, spaventato dal crollo dei sondaggi, si tiene bene in disparte e almeno ci risparmia il suo sorriso a trentadue denti (finti).

La sinistra? Qualche polemica di circostanza, tanto per far vedere che c’è, gettata lì senza neppure troppa convinzione, un accenno al senso di responsabilità che li spingerà a non fare troppo chiasso contro questo abominio di legge, probabilmente anche una certa soddisfazione per molti parlamentari di aver scampato la riduzione dello stipendio. A proposito: manca nella legge anche un tetto agli stipendi dei manager, quindi quelli che hanno ridotto in braghe di tela ferrovie dello stato, telecom, ecc. continueranno ad arricchirsi allegramente alle nostre spalle.

La moglie di Briatore, per citare un campione di quella razza, si lamentava che suo figlio non dorme tranquillo dopo  il sequestro dello yacht del marito. Ne  siamo costernati .

Questa gente, grazie alla legge finanziaria, passerà impunemente la crisi, si comprerà altri yacht per far dormire i propri figli e continuerà la propria vita mondana tra ricevimenti e serate di gala. Questa gente non pagherà un soldo.  Mi verrebbe da suggerire alla signora Briatore di aprire un giornale: scoprirà che molti figli di operai non hanno più un padre, suicidatosi perchè ha perso il lavoro, che molti bambini non nasceranno, perchè i precari non sapranno dove andare a sbattere la testa e l’idea di mettere su famiglia per tre anni è accantonata, che altri piccoli imprenditori saranno costretti a chiudere, a licenziare, a ridursi a vivere nella propria automobile.

La verità è che questa gente è la stessa che ci governa e non ci si poteva aspettare altro.

Ma gli operai disoccupati e i precari hanno almeno un motivo per consolarsi: potranno godersi le vacanze a Settembre con i propri bambini visto che la scuola comincerà il primo Ottobre.

Trovare dove finisce la stupidità e comincia l’indecenza, tra questa gente, è un’impresa ardua.

Categorie:Cronaca

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