A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

Il grande fratellino


Una maestra che ha maturato una anzianità di carriera di 28 anni, a causa del blocco degli scatti di anzianità, previsto dalla finanziaria, perderà 2614 euro l’anno. Un dirigente pubblico, con una retribuzione di 130.000 euro, perderebbe solo 2000 euro.

Potrei fermarmi qua. Bastano questo cifre a dimostrare quanto questa finanziaria sia iniqua. Ma procediamo. Si parla dell’assunzione, assolutamente necessaria nella scuola, di 20.000 precari in due anni. Nessuno però si ricorda di dare le cifre di quante cattedre si siano perse nella scuola negli ultimi tre anni, nessuno, neppure i sindacati, parlano di scuole che ormai sono nella impossibilità materiale di assicurare una adeguata formazione ai ragazzi, adeguata formazione per altro garantita dalla costituzione. Ieri ho incontrato uno dei miei maestri, una delle pochissime persone che stimo veramente. Abbiamo discusso di capitalismo e comunismo, abbiamo parlato anche di questo blog. Lui mi ha detto:”Ti diverti a scrivere?” Io ho risposto che risponde a un mio bisogno compulsivo e onanistico di sfogare la rabbia che provo di fronte a quello che accade nel nostro paese. “Bene”, mi ha risposto, “se ti diverte continua a scrivere, ma non pensare di smuovere neanche una virgola, perché la gente non ci sente”. In realtà si è espresso in modo più colorito, parlando della gente, ma il senso era chiaro.

Ha detto la pura verità. E’ stata appena approvata una finanziaria che è una porcheria, talmente iniqua da non  sembrare vera, e sui giornali si dibatte sulla possibilità o meno di pubblicare le intercettazioni. Torneremo anche su questo. Voglio dire che la capacità del grande fratellino è tale da saper distogliere immediatamente l’attenzione dal vero bersaglio, la sua capacità di mentire è così connaturata da autoconvincersi e convincere anche le masse di essere nel giusto. Un insegnante senza rinnovo contrattuale, secondo la media degli ultimi anni, perde una settantina di euro nette al mese, 840 euro l’anno,  2520 euro in tre anni su uno stipendio medio di 1200 euro al mese, le maestre guadagnano ancora meno. Se aggiungiamo gli scatti di anzianità si arriva a cifre ben più alte. Non sono abbastanza bravo da calcolare quanto si perda in termini di costo della vita ma penso che sia abbastanza intuibile. Come è abbastanza intuibile che perdere  più o meno la stessa cifra con uno stipendio che è cento volte più alto non è un esempio di eguaglianza ma una presa in giro. Mi sarei aspettato levate di scudi dei sindacati e la gente inferocita in piazza: il nulla. Perfino Santoro ieri parlava di intercettazioni e bavaglio alla stampa. I sindacati, che non hanno il senso del comico ma quello del ridicolo sì, hanno pensato bene a Genova di organizzare una assemblea unitaria un lunedì di ponte, quando tutti tiriamo un attimo il fiato visto che, con i tempi ristretti, Giugno sarà un mese frenetico per chi ha esami. Sulle pagine dei giornali oggi campeggiava l’accoglienza gelida di Confindustria allo show del nano, la sua falsa citazione dai falsi diari di Mussolini, il bavaglio sulle intercettazioni, ecc. Nulla sul fatto che si toglie il denaro di tasca a chi non ce l’ha per rimediare agli errori di chi ne ha da buttare. Sono diventati tutti responsabili, tutti concordi nel definire la gravità del momento, tutti più o meno concordi che è necessario rubare ai poveri perché i ricchi possano continuare a rubare (sempre ai poveri) da un’altra parte. Il mio amico, comunista vero, mi ha chiesto se credo che questa società, mondata dalla corruzione, possa funzionare, o se credo in una terza via, diversa dal socialismo reale e dal comunismo. In realtà io vado più indietro e arrivo a Bakunin. Sono anarchico, non di quelli che mettono le bombe, io detesto qualsiasi forma di violenza e sono un pacifista a oltranza, ma di quelli che vorrebbero una società più equa, più giusta, più naturale. La società occidentale, così com’è, è inevitabilmente basata sullo sfruttamento. E’ ovvio che tutte le manovre finanziarie europee siano inique: è la società capitalista che lo chiede. Questo non è il miglior mondo possibile, anzi è piuttosto schifoso e prima la gente ne prenderà coscienza meglio sarà.  Ma si può prendere coscienza solo istruendosi e documentandosi, se la scuola non funziona e l’unica voce che si sente è quella del padrone, abbiamo un  mostruoso gatto che si morde la coda. Un gatto straordinariamente intelligente, tanto che pochissimi hanno capito che il bavaglio alla stampa è l’esca ma non l’obiettivo del re nano. L’obiettivo è mettere i bastoni tra le ruote ai magistrati, impedire determinate inchieste e il sospetto, alla luce di quello che sta venendo fuori in questi giorni, è che le inchieste che vuole impedire non siano esattamente quelle che abbiamo creduto finora. Qual è la tattica? Spariamo grosso, ritrattiamo sulla sparata e, quatti quatti, facciamo quello che ci serve. Traduco: facciamo una legge che blocca la libertà di stampa. Poi la ritrattiamo, ma solo un po’, così intanto qualche giornalista lo mettiamo a tacere ma, in realtà, ci interessa impedire le intercettazioni, rallentare le indagini, fare un favore a certi amici. Se regaliamo l’obolo ai giornalisti pensano di avere vinto, di essere grandi, nel frattempo freghiamo la magistratura. Ci cadono sempre tutti: giornalisti, opinionisti, popolo. Ci sta fottendo in questo modo da quindici anni e continuano a caderci tutti.

Sono anarchico (pacifista a oltranza, lo dico per quelli che setacciano la rete alla ricerca di pericolosi sobillatori. Ho dato l’8 per mille a Emergency) ma quella è la mia utopia, nel mondo reale sono di sinistra. Quantomeno ero di sinistra.  Con una sinistra come quella attuale che strizza l’occhio alla grande borghesia, si ricorda dei professori per usare il turpiloquio, e parla degli operai solo in tv, in tutta onestà, non sento nessuna comunanza, nè ideale nè politica. Mi sembra la fotocopia brutta della destra. Lì abbiamo il grande fratellino, qui il piccolo cugino. Una sinistra che ha paura di denunciare con forza una legge finanziaria iniqua che più iniqua non si può, che dovrebbe andare per le piazze ricordando le parole del re nano un mese fa, tre settimane fa, due settimane fa, sciorinando i miliardi spesi da Rumentaso e dai suoi amici per feste patronali e cotillons, ricordano le puttane, la corruzione, i numerosissimi piccoli scheletri nell’armadio del re nano e invece china la testa e dice che in fondo qualcosa si deve fare, si poteva fare meglio ma va bene così perché ha paura di perdere i voti (che non ha) di quella grande borghesia che passerà immune da questo periodo guadagnandoci e speculandoci sopra.

Anzi, in un momento in cui stanno zitti e non ci scassano le palle con i loro stupri alla lingua italiana e il loro razzismo da sturmtruppen, stuzzicano il can che dorme e invitano la lega a protestare per il federalismo, come se la sinistra lo volesse, il federalismo! Siamo a Jonesco, anzi siamo, come sempre in Italia, alla commedia dell’arte. E mi chiedo anche se abbia un qualche senso continuare a sproloquiare da queste pagine, se non si tratti di un esercizio intellettuale solipsistico e, al fondo, vuoto. Perchè tanto, come dice il mio carissimo amico, anche denunciando quello che è sotto gli occhi di tutti, anche usando la rete come une norme evidenziatore della realtà, non si smuove nessuno.

Categorie:Attualità

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