A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

Senza neppure vergognarsi un pò


Leggo i commenti dei lettori all’exploit di Don Valentino e i risultati del referendum e provo uno scoramento profondo, un senso d’inutilità opprimente. Ne riporto uno, neanche dei peggiori ma indicativo:

La sig Pinotti come al solito vive (come la sig Marta)nel suo mondo di donna privilegiata dove tutto funziona :i nomadi sono “nomadi”,gli stranieri non delinquono …non stuprano,i musulmani non mettono bombe….e tutti vivomo in pace ………qualcuno la informi sul mondo reale!

Ho lasciato gli errori e la punteggiatura.

Sarà forse che da dieci anni mi batto con i miei colleghi nella mia scuola per l’integrazione (orribile parola) degli stranieri, mi batto soprattutto con le famiglie perchè i ragazzi no, non sono razzisti se non li fanno diventare tali, sarà che vedo il nostro paese peggiorare giorno dopo giorno e non riconosco più l’Italia di una volta, sarà che questo governo mi disgusta. Penso che da Don Valentino passano molti dei miei alunni. Figura di riferimento lui, figura di riferimento io, come la mettiamo? Dove sta la ragione e il torto? Come lo spieghi a un ragazzo di dodici anni che il discorso del sacerdote che gli fa dottrina, forse condiviso anche dalla sua famiglia, può essere interpretato come razzista anche se il sacerdote, certamente, non aveva quella intenzione? Come lo si spiega agli idioti che si sfogano sul giornale, scrivendo cose ripugnanti, polemizzando violentemente con chi cerca di riportare il discorso su toni più pagati che sono razzisti? Il Secolo XIX, come al suo solito, non prende posizione palesemente ma la prende, ipocritamente, di fatto. Basta vedere la rilevanza data alla notizia e il sondaggio allegato per capire qual è la linea del giornale. Cosa devo raccontare ai miei alunni se mi chiedono cosa ne penso degli zingari?

Forse potrei dirgli la verità. Ad esempio che la percentuale di zingari sulla popolazione italiana è dello 0,08%, che sembrano di più perchè le notizie che riguardano le etnie straniere  subiscono una amplificazione mediatica, amplificazione mediatica provocata in totale malafede. Oppure che in realtà gli zingari vivono ormai per il 90% in case normali, proprio come noi, che i nomadi vanno sempre più diminuendo di numero. Che dire zingari non ha nessun senso, è come dire europei. Che nei campi di concentramento di Hitler morirono anche gli zingari e viviamo la strana contraddizione di permettere, per un senso di colpa collettivo, agli ebrei di assalire navi piene di pacifisti, mentre agli zingari non perdoniamo neppure un furtarello. Ma servirebbe a qualcosa dire tutto questo?

Io passo per essere un professore “comunista”, tra le famiglie, aggettivo che non mi disturba ma che viene ormai associato a chiunque la pensa diversamente dal re nano, invece alcuni colleghi che non mi conoscono bene (e che non leggono il mio blog) pensano che sia di destra perchè sono rappresentante di un sindacato che viene considerato (quasi sempre a torto) connivente con il governo. In realtà cerco solo di fare bene il mio lavoro e reputo mio dovere di rappresentante dello stato insegnare ai ragazzi che il razzismo e l’intolleranza sono una porcheria e mi piacerebbe che altre istituzioni dello stato facessero altrettanto. Mi piacerebbe che lo facesse anche la Chiesa. Invece io e i miei colleghi professori e maestre, ci ritroviamo a lottare contro i mulini a vento. Ma tolleranza e antirazzismo non dovrebbero essere mulini a vento in una società civile, dovrebbero essere l’abc, il punto di partenza su cui costruire una unità nazionale!

Don Valentino e Il Secolo XIX fanno il loro lavoro. Uno ricerca l’attenzione mediatica per acquistare consensi all’interno della sua parrocchia, l’altro gli dà l’attenzione richiesta perchè un sacerdote che si schiera contro gli zingari fa notizia per un po’ di giorni. Ma nè il sacerdote, nè il giornale pensano alle ripercussioni che questo avrà sui ragazzi. Nè il sacerdote nè il giornale hanno riflettuto sul fatto che esacerbare le tensioni sociali in un quartiere come Cornigliano non è esattamente la cosa più prudente da fare, è come dare fuoco a una miccia.  L’indifferenza verso i giovani, l’irresponsabilità con cui si dà voce a certi pensieri senza considerare le conseguenze che possono avere su una mente che va formando le proprie categorie di giudizio, sono un segno dei tempi. Nessuno, tranne la scuola, ha più a cuore i ragazzi. Basta guadare la programmazione televisiva durante la giornata per capire che non stiamo più pensando ai nostri figli, che questo paese non pensa al futuro.

Mi rendo conto con tristezza  che certi valori li porta avanti solo la scuola. Forse per questo la stanno distruggendo, forse per questo vogliono l’assunzione diretta da parte dei presidi, il cambiamento di status giuridico degli insegnanti, ecc: vogliono mettere a tacere chi usa ed insegna ad usare il buon senso, chi ancora crede in una costituzione che è diventata una specie di scomodo soprammobile da mettere via appena possibile.

Mi augurerei che il cardinale Bagnasco esprimesse una opinioni chiara sui modi e sui contenuti dell’intervento di Don Valentino, mi augurerei che la Questura tirasse fuori i dati in suo possesso per spiegare che gli zingari non sono esattamente il problema primario di ordine pubblico a Genova, mi augurerei che perfino la politica intervenisse in modo sensato non per cavalcare la tigre ma per spegnere l’incendio prima che divampi.

Non accadrà nulla di tutto questo. Con la manovra economica e i problemi che ne conseguiranno, poter dare un pò addosso agli zingari è un’occasione troppo ghiotta per tutti. Storniamo l’attenzione dai problemi reali e spostiamola su una delle categorie vittimarie meno popolari. Renè Girard ha spiegato ossessivamente nei suoi libri il meccanismo del capro espiatorio. E’ una storia che si ripete da millenni e da millenni c’è chi sta a questo sporco gioco. Che questa volta a scatenare il meccanismo sia stato un sacerdote, forse involontariamente, rende tutto molto più deprimente.

Quanto alla lettrice che ha inviato quel commento all’articolo sul giornale vorrei dirle che nel mondo reale i nomadi sono effettivamente nomadi, gli stranieri non delinquono e non stuprano più degli italiani, a esser pignoli molto meno, e il 99% dei musulmani sono persone pacifiche. Per quanto riguarda i terroristi, cara signora, sono sicuramente meno dei camorristi, dei mafiosi, dei criminali comuni che ogni domenica vanno a sentire la Santa messa.

Purtroppo, il mondo di tante, troppe persone, è quello della lettrice, un mondo mutuato dai tiggì di Scodinzolini e da giornali vicini a un esecutivo che ha come partito trainante una compagine dichiaratamente razzista e xenofoba, il mondo del Grande Fratello , quello di Orwell, il mondo della borghesia benpensante che ha paura di perdere quello che ha guadagnato spesso rubando e che vorrebbe mettere alla gogna i ladri.

Il sonno della ragione genera mostri, i loro commenti li possiamo leggere sul giornale ogni giorno.

Categorie:Attualità

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