A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

La repubblica del re nano


Alcuni esponenti politici della banda bassotti che governa (?) un certo paese, hanno una concezione della democrazia quantomeno singolare. Ad esempio, un autorevole esponente del governo è solito telefonare, lanciare epiteti offensivi contro chi non la pensa come lui o ha osato mettere in dubbio il consenso di cui gode nel paese, e poi buttare giù senza attendere risposta. Il contraddittorio non è il suo forte, l’argomentazione ragionata non fa per lui. Il suo terreno è lo spot, l’asta televisiva, il venghino venghino siore e siori, l’urlo del bancarelliere da mercato condito da un buona dose di volgarità intellettuale e verbale che i suoi sudditi chiamano schiettezza  e da un assoluta assenza di responsabilità, senso dello stato, interesse per il bene comuni, insomma di tutte quelle doti che, tradizionalmente, un politico dovrebbe avere. Ma qui non siamo nel solco della tradizione, siamo in una dimensione totalmente innovativa: è la politica fai da te, l’uso spregiudicato e costante dei mezzi pubblici per scopi privati, le scorciatoie legali e penali come mezzo per giustificare il fine, Machiavelli ridotto a consigliere di un re travicello che saltella felice e contento mai sazio di potere e di viagra. I collaboratori del re nano non sono da meno. Come l’individuo vagamente lombrosiano, dall’espressione truce e incarognita che dovrebbe assicurare la tranquillità dei cittadini, che dovrebbe essere il garante della  libertà e della punizione per i reprobi. Il tizio ha fatto una legge  per la quale mafia, camorra e ‘ndrangheta  hanno allestito una settimana di festeggiamenti con ricchi premi e cotillons, i fuochi d’artificio, quelli no, perché date le persone convenute ai festeggiamenti, qualcuno potrebbe equivocare con esiti tragici. Una legge che ha l’unico scopo di impedire che vizi privati consumati in ambito pubblico vengano pubblicati. Perché il re nano ama il silenzio e la quiete e non sopporta la cagnara dei giornali e dei reality show, quelle offensive accuse nei suoi confronti, non tollera che gli ricordino quello che ha detto un mese prima, perché il passato è passato e tutto scorre come fiume, come diceva Gigetto il troione, quello che gli procurava compagnia per allentare la morsa angosciante della solitudine.

C’è poi, in questo paese, un importante funzionario pubblico che, dopo aver sistemato illegalmente mogli, cognati, amici degli amici, ha annunciato le sue dimissioni perché il suo compito è finito. C’è perfino un fortunatissimo uomo politico a cui regalano case a sua insaputa, perché il re nano, è noto, porta fortuna. I re francesi guarivano dalla scrofola, il re nano guarisce dall’onestà.

In questo paese c’è poi un autorevole partito di governo che diserta i festeggiamenti per l’unità del paese, il cui leader è stato condannato per vilipendio alla bandiera, che sistematicamente lancia proclami razzisti e i cui amministratori locali credono di essere podestà. In un paese dove il 30% dei giovani è disoccupato, il figlio del leader di questo partito ha un incarico, per meriti sconosciuti, che gli garantisce uno stipendio sufficiente a mantenere due o tre famiglie.

Ma se leggete i giornali di questo paese, soprattutto i commenti dei lettori, scoprirete che i problemi reali non sono l’incapacità di un governo che pensa solo a tutelare gli interessi del leader, la corruzione dilagante che non conosce pietà e rispetto per niente e per nessuno, l’incapacità assoluta di molti ministri e ministre che sono seduti sulle loro poltrone per meriti che esulano dalle loro capacità professionali o dalla competenze nei settori che dovrebbero gestire, la criminalità organizzata, no, i problemi reali del pase sono: gli zingari, gli immigrati, gli omosessuali, i comunisti.

E il massimo ente religioso in questo paese cosa fa? Richiama alla morale e ai principi del proprio credo i governanti? Stigmatizza con durezza il razzismo e l’intolleranza? Cerca di abbassare il livello di tensione sociale mediando tra le parti e cercando di dare sostegno a chi sta male? Assolutamente no, abbiamo visto che questi sono falsi problemi. Il massimo ente religioso del paese permette ad alcuni suoi rappresentanti di parlare contro gli zingari, gli omosessuali e i comunisti.

Meno male che noi stiamo in Italia, dove abbiamo un governo efficiente, un premier responsabile e moralmente ineccepibile, una giustizia che funziona come un orologio, una Chiesa che si schiera senza timore dalla parte dei più deboli e un partito di governo che fustiga gli zingari, gli extracomunitari, gli omosessuali e i comunisti, i veri pericoli per il paese.

Viva il due giugno, via l’Italia unita!

Categorie:Attualità, Storie di ordinaria follia

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