Riprendiamo da dove ci siamo interrotti ieri. La macelleria sulla scuola pubblica non è casuale, non è dovuta alla situazione greca,che ha detto serafico ieri sera Tremonti, ma è probabilmente l’unica scelta programmatica a lungo termine che questo governo abbia mai fatto. In una società dove a comandare è il capitale, le menti libere non sono a ben accette a meno che non siano disposte a vendersi. Quel valore umano che si trova nella scuola di cui parlavamo ieri è assolutamente insignificante per un sistema in cui chi non ha basi culturali a sufficienza può essere sfruttato molto più facilmente e chi le ha può essere comprato altrettanto facilmente. E’ per questo che il ministro della pubblica istruzione non comprende, ad esempio, che il maestro unico, in questa società sempre più complessa e problematica, è un assurdo anacronismo: perchè al ministro e al governo in generale, dell’affetto, della cura, dell’attenzione che le maestre prodigano a ragazzi con cumuli di problemi sempre maggiori, non può importargliene nulla. Nella logica mercantilistica del sistema in cui viviamo, la scuola deve limitarsi a insegnare, insegnare nel senso di programmare perfetti futuri consumatori da inserire nell’ingranaggio. L’insegnante o la maestra che fanno la differenza non solo non sono incentivati, ma sono sgraditi. Facciamo un quiz: quando verrà inserito il merito nella valutazione degli insegnanti secondo voi chi verrà premiato? Quelli che si dannano l’anima per tirare un ragazzo fuori dai guai o quelli che hanno il registro a posto? Quelli che sperimentano nuovi modi di insegnare mettendosi in gioco e rischiando anche la propria credibilità, o gli imbrattacarte? le teste pensanti, (ci sono persone preparate perfino tra gli insegnanti, diceva Benedetto Croce,) oppure i servi? Conoscete già la risposta che non è scontata perchè siamo governati da una banda di cialtroni ma perchè viviamo in questo sistema. Cambiato l’ordine dei fattori, il risultato è il medesimo. Non a caso la distruzione della scuola pubblica è cominciata con un governo di centrosinistra. Non a caso si incentivano le scuole private, in particolare quelle cattoliche. La Chiesa cattolica è la più formidabile indottrinatrice che la storia abbia creato e diventa quindi un prezioso alleato per un governo che ha aumentato i finanziamenti alle scuole private e mantenuto i privilegi che prima Mussolini e poi Craxi avevano assicurato al vaticano. Un collega della scuola privata ha obiettato qualche tempo fa che il governo risparmia risorse incentivando il privato. Vero. Peccato che i colleghi delle scuole private vengano spesso indegnamente sfruttati e che la scuola pubblica sia un settore strategico dove lo Stato non è tenuto a risparmiare.

Lasciamo per il momento la scuola e continuiamo la nostra analisi della società.

La propagazione dell’informazione tramite pubblicità di cui abbiamo parlato ieri, fa sì che i messaggi siano volatili, effimeri, evanescenti, che non ci sia una struttura di pensiero consolidata a cui fare riferimento. Gli stessi discorsi del nostro re nano sono capolavori di inconsistenza, elucubrazioni di un Cicerone in stato di alterazione mentale, grossolani deliri di un commesso viaggiatore. Questa situazione genera smarrimento nelle persone che hanno bisogno di riferimenti semplici, direi totemici, a cui fare capo. E’ a questo punto che entrano in campo i fondamentalismi. Il fondamentalismo, religioso o politico che sia, non è altro che l’ignoranza eletta a sistema, con la malafede come fondamento epistemologico. Il fondamentalismo parte da una presunzione di eccellenza che vediamo spesso espressa dalla nostra classe politica. Ricordate quando Berlusconi proclamò giulivo la superiorità dell’Italia sul mondo arabo? Non ricordate invece, perchè probabilmente le rimuovete come faccio io, le balordaggini di Bossi e co., abilissimo a usare il fondamentalismo come arma, assolutamente spregiudicato nel passare dalla fede nel dio Eridano a quella nella Chiesa senza soluzione di continuità e per puro calcolo politico. Finché il fondamentalismo è propagandato da una banda di idioti, il rischio è minimo ma se la banda di idioti fa parte di un partito di governo, i rischi si fanno grossi. Questa maggioranza, in nome di quell’ignoranza portata avanti con orgoglio, manifesta una costante irresponsabilità nel lanciare i suoi proclami, senza capire che basta un fiammifero ad accendere una miccia. Il fondamentalismo ormai è un fenomeno identitario, il totem di cui parlavamo poco fa. Le frustrazioni quotidiane, il senso di smarrimento, l’angoscia per il futuro vengono taumaturgicamente curate dal totem fondamentalista che apotropaicamente scaccia i mali e i nemici che lui stesso crea. La grande menzogna è sempre quella della superiorità etnica, razziale, culturale, religiosa. Il berlusconismo conosce bene le dinamiche di questo meccanismo e non a caso flirta con la parte più ottusa e reazionaria della gerarchia cattolica, citando spesso le frasi del papa più reazionario degli ultimi cinquant’anni, quel Karol Woytila che ha ignorato il vaticano secondo riportando la Chiesa all’epoca controriformistica, nel suo ambizioso sogno di ricreare una ecclesia universi. In qualche modo Giovanni Paolo II ha preparato (involontariamente) il berlusconismo. Il culto bizantino della personalità, il senso barocco dello spettacolo, il pugno di ferro contro chi non rientrava nei binari dell’ortodossia, sono caratteristiche che ritroviamo nello stile del re nano, involgarite e grossolanizzate. Non a caso, esegeti e e studiosi di parte, hanno trasformato un papato con molte luci e molte ombre, come quello di Woytila, in una parabola splendente. Ma il fondamentalismo non è un fenomeno solo cattolico, basta guardare ai neocon americani, il presidente Bush era uno di loro, che sono riusciti ad ottenere che in molte scuole venga introdotta la dottrina del creazionismo. Se credete che presto non avverrà anche da noi, siete proprio ingenui.

La riscoperta della religione come instrumentu regni è la novità del nuovo millennio. I talebani e la teocrazia iraniana sono partiti da un errore di calcolo: è molto più potente una fede spalleggiata dal potere che una fede che si sostituisce al potere, è molto meglio avere la politica come alleata che come nemica. E’ per questo che gli uni e l’altra sono destinati a soccombere mentre non soccomberà la religione, che presto verrà addomesticata ad usum regni dai nuovi satrapi. Cesare, che di arte del governo se ne intendeva, si guardava bene dal toccare le religioni dei popoli conquistati, mirava invece ad assicurarsi il favore delle classi sacerdotali.

Ma l’altro grande fondamentalismo del nostro tempo è l’ideologia liberale. Tradita nei suoi fondamenti, l’attuale applicazione del liberismo, mutuata sul pensiero della scuola di Chicago, è la prova provata che questo non è il miglior mondo possibile. Non si può definire democratico o giusto il darwinismo sociale basato sull’ homo homini lupus che caratterizza la società attuale, se non altro perchè a venire fuori dalla selezione naturale e dalla competizione non sono i migliori ma i peggiori, è la mancanza totale di scrupoli e di etica finalizzata all’accumulo insensato di denaro a definire la società odierna. Il liberismo è fallito come e più del comunismo, ha portato altrettante guerre, altrettanti massacri, altrettanta ingiustizia. Il trickle down, la redistribuzione a pioggia sui ceti più bassi della ricchezza, non è mai avvenuta, è rimasta un mito, una chimera esattamente come l’utopia comunista. Oggi infatti non si parla più di miglior mondo possibile ma di TINA (there is no alternative) dell’unica alternativa possibile. Vedremo prossimamente quali alternative ci siano al quadro desolante descritto fino ad ora.

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