A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

Liberi nella rete


Una soluzione possibile ai problemi enunciati nei due articoli precedenti, un possibile nuovo modo di intendere la politica è quello tracciato da Beppe Grillo. Io non approvo molte delle cose che dice tuttavia lo ritengo onesto e convinto delle sue ragioni. Lo spunto più importante del suo programma, quello che un politico moderno dovrebbe prendere come suggerimento operativo, è sicuramente l’importanza che attribuisce alla rete. Internet, che ci piaccia o no, è il futuro dell’informazione. La carta stampata è anti ecologica e poco pratica, oltre che costosa, l’informazione elettronica è a costo zero o quasi ed è accessibile immediatamente. Lo scontro è impari ed è perso in partenza.Le notizie dei giornali sono già vecchie,il giorno prima abbiamo già letto tutto on line. La politica, fino adesso, non ha compreso le potenzialità della rete anche se il successo dell’esperimento di Santoro, Rai per una notte, ha fatto aguzzare le orecchie a qualcuno. Già negli Stati Uniti è accaduto qualcosa di molto importante, Obama è riuscito a  presentarsi come candidato e a vincere grazie anche al tam tam elettronico, all’uso scientifico e intelligente di Internet.  Gioca a nostro sfavore  il fatto che l’Italia, non credo a caso, sia agli ultimi posti per quanto riguarda l’alfabetizzazione informatica; l’assurda tassa inserita recentemente che eleva il prezzo dei supporti informatici per compensare i danni della pirateria, non aiuterà certo a scalare posizioni. La squallida comparsata del re nano su Facebook dimostra però che qualcosa si sta muovendo, che il nemico ci ascolta e vuole introdursi nel nostro terreno. Il nostro paese è una gerontocrazia ma la massiccia immigrazione abbasserà  presto o tardi l’età media e con una popolazione più giovane chi vorrà ottenere il consenso dovrà inevitabilmente fare i conti con la rete. Il re nano, che presume di essere immortale, questo l’ha capito e ha cercato di fare un passo, maldestro, nel futuro.  Si sono già verificati episodi importanti, manifestazioni piuttosto numerose bandite via facebook, bombardamenti di e-mail contro provvedimenti legge iniqui, filmati che hanno smascherato  ignobili sceneggiate, ecc.ecc.

La natura stessa dell’informazione contemporanea fa di internet il suo vettore privilegiato, uno strumento potente e sofisticato, un’arma mediatica di informazione di massa per chi ha sufficiente cervello e spirito d’iniziativa. Esistono studi autorevoli che prevedono che nell’immediato futuro Internet sarà il principale vettore d’informazioni. Con i nuovi media nascono però anche nuovi problemi. Questo blog è una modesta testimonianza di quella che gli anglosassoni chiamano personal information, cioè un commento, un elzeviro, un fondo fatto da un singolo, non legato a nessuna struttura di potere se non per convinzione personale. Il rischio è che, invece di cercare la verità, in rete ognuno possa trovare la verità che vuole, confezionata a proprio uso e consumo da chi la pensa come lui. Qui dovrebbe subentrare la scuola e in particolare lo sviluppo e l’educazione dello spirito critico, fondamentale per discernere il grano dal loglio nel mare magnum della rete. Ricordate le famose tre i della Moratti? Scomparse, tagliate dalla scure del ministro del tesoro. La dotazione informatica della scuola italiana è penosa: computer obsoleti, connessioni che spesso non funzionano o per cui non si rinnova l’abbonamento, dotazioni totalmente insufficienti rispetto al numero di alunni. Per non parlare di molti docenti che considerano internet uno strumento del demonio. Invece lo Stato continua a organizzare mangiatoie straordinarie, come quella delle lavagne multimediali o Lim, strumento straordinario sulla carta, in realtà inutilizzabile in modo massiccio, costosissimo, inquinante, fragile e di difficile manutenzione. Allo stesso costo, se non a costo minore, si sarebbero potute dotare intere classi di computer portatili o di ebook reader che sostituissero i libri di testo, invece di dotare poche scuole privilegiate di uno strumento in pratica inutile . L’unione letale tra una classe politica corrotta e incompetente e un classe docenti pigra e poco stimolata ad aggiornarsi, porta allo sfacelo attuale della scuola italiana. Io penso che se vogliamo capire i ragazzi che abbiamo davanti, se vogliamo entrare in empatia con loro, dobbiamo capire il loro mondo, le loro passioni, quello che li attira e internet è imprescindibile a questo scopo. Ovvio che il sistema non permetterà mai l’ampia diffusione di un mezzo che potrebbe incrinarne la struttura dall’interno. Pensate a un consiglio comunale trasmesso in tempo reale su web, pensate se davvero tutti potessero usufruire contemporaneamente del diritto di assistere a consigli comunali, regionali, ecc., pensate alla democrazia in tempo reale, costituirebbe una vera e propria rivoluzione, in pochi mesi potremmo passare da elettori inconsapevoli a elettori consapevolissimi. La rivoluzione corre sul filo, dunque? Forse non la rivoluzione ma la democrazia sicuramente sì. I blogger stanno facendo molto per la tenuta democratica di questo paese, denunciando, informando, analizzando le notizie, scoprendo spesso il muro di gesso dietro cui si nascondono i veri nodi delle questione. Prendete in questi giorni l’esame della legge finanziaria: mentre sui quotidiani ufficiali si parla della necessità ineluttabile di questi provvedimenti, sul web corre la protesta della scuola, si svelano i retroscena della legge, i veri costi sociali, si propongono soluzioni alternative migliori e meno inique (ad esempio l’eliminazione del parco di auto blu più grande del mondo), in parole povere si informa correttamente. In modo artigianale, autarchico, discutibile ma sicuramente più sincero, più vero, più immediato della paludate agenzie di stampa ufficiali. Tam tam tramite internet, convocazione di persone dapprima  per manifestazioni su problemi pratici, risolvibili, sensibilizzazione sui problemi più grandi, ad esempio quella della privatizzazione dell’acqua, organizzazione di una protesta capillare, costante, nuova. Non c’è bisogno di uno sciopero per bloccare la scuola, basta parlare per una settimana di diritti civili in classe,raccontando del g8 e dei respingimenti ad esempio, basta sputtanare giorno dopo giorno ministri, sottosegretari, burocrati, e così via, elencando ogni stupidaggine, ogni provvedimento idiota o semplicemente leggendo le circolari. Forme di protesta nuove per un mondo nuovo. I primi a doversi aggiornare dovrebbero essere i sindacati ma hanno lo stesso problema del loro antagonista: strutture vecchie gestite da vecchi. Eppure la strada è tracciata. Grillo ha in mente, forse senza saperlo, il modello della polis e internet non è altro che  un aggiornamento di quel modello. Cos’è la democrazia reale se non uno spazio di libera discussione, dove opinioni e soluzioni possono essere discusse e trovate collettivamente? Ovviamente non è tutto rose e fiori: l’alto consumo di pornografia, le mode come facebook e twitter che limitano le comunicazioni allo scambio di buffi pupazzetti animati, l’inconsistenza delle chat, sono sintomi di incomunicabilità nell’era della comunicazione, segnali della paura di esporsi, di profonde insicurezze. Torniamo sempre alla scuola, perchè la cultura di un paese, la vitalità di una nazione è data dalla sua scuola. O si torna a restituire alla scuola la dignità educativa e l’importanza che riveste, a considerarla assolutamente strategica per lo sviluppo e per il futuro della nazione, oppure tutti questi discorsi sono inutili. La scuola può e deve prendersi l’onere di guadare avanti e di educare i ragazzi al futuro. Solo in questo caso domani o dopo, internet potrà davvero diventare un potentissimo strumento di democrazia, uno strumento autenticamente rivoluzionario. Cercheranno di ingabbiarla, cercheranno di imbavagliarla, ma è come cercare di ingabbiare il mare. Solo un potere stupido e ottuso può credere di riuscirci. Appunto.

Categorie:Attualità, Cum grano salis, La scuola

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