A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

La dottrina dell’amore ai tempi del re nano


Si fa fatica a commentare le odierne affermazioni del capo del governo del paese, si fa fatica a credere che possa accadere in un paese europeo che un capo dello stato annunci, di fatto, un golpe bianco, e tutto passi nel silenzio più assoluto, nell’assoluta indifferenza da parte della gente. Cosa deve fare un capo di stato per essere almeno sfiduciato se non:
1) Violare palesemente la costituzione togliendo il diritto alle due camere di modificare una legge dopo canonica discussione.

2) Ricattare il servizio radiotelevisivo nazionale invitandolo a non rinnovare un contratto (dovuto) a giornalisti sgraditi alla corte, pena il mancato rinnovo del contratto di servizio.

3) Ricattare la magistratura invitando i funzionari della protezione civile a non recarsi all’Aquila fino a che non verranno archiviati i provvedimenti giudiziari che riguardano tale ente, strafottendosene allegramente delle migliaia di persone che ancora sono senza una casa e aspettano giustizia e di una città che era un gioiello d’arte ridotta a una città fantasma.

4) Attaccare con violenza due istituzioni fondamentali per l’equilibrio democratico del paese come la Consulta e la magistratura.

Cosa stiamo aspettando? I carri armati? Un nuovo Matteotti? Cosa sta aspettando questo paese a scendere in piazza contro un autocrate in palese delirio di grandezza? La tenuta democratica  non solo è in pericolo, è sul punto di spezzarsi. Con una popolazione dormiente, insensibile, influenzabile da santoni televisivi che se mendicassero per strada non raccoglierebbero una lira, la tentazione autoritaria, per un piccolo principe dall’ego spropositato, è forte. Specie in un momento di crisi in cui è stato costretto a far varare una finanziaria così iniqua che se non ci fosse da piangere ci sarebbe da ridere e la sua popolarità, quel consenso di cui blatera in ogni occasione, è al minimo storico. Cosa aspettano i sindacati a smetterla di beccarsi e a mandare a casa questa banda di irresponsabili, prima che il paese scivoli nell’incubo greco?

Vorrei soffermarmi su un particolare della finanziaria apparentemente meno importante ma che, a mio parere, è un segnale di pericolosità del momento che stiamo vivendo. Mi riferisco al concetto di “reato sessuale lieve”: fino a oggi, se un poliziotto vedeva un miserabile con le brache calate di fronte a un minorenne, scattava l’obbligo d’arresto. Obbligo d’arresto che non esisterà più, perché il poliziotto potrà decidere se si tratta, appunto, di un “reato sessuale lieve”. A parte l’assurda definizione su cui ci sarebbe molto da dire ma evito di farlo perché si commenta da sola, vorrei che rifletteste su questo: in un momento di grave crisi per la Chiesa, che vede molti sacerdoti invischiati in scandali sessuali, il governo, nella fattispecie i neo convertititi leghisti, vara una leggina che ha tutta l’aria di essere un ciambella di salvataggio per i sacerdoti in questione. Perché in questo momento il governo sente la necessità di aiutare il Vaticano? Forse perché c’è bisogno di tutto il consenso possibile per preparare una svolta autoritaria? Parliamoci chiaro: ormai il re nano ha manifestato chiaramente la volontà di voler ignorare i poteri del parlamento ed esautorare delle loro funzioni la magistratura e la corte costituzionale. Nemmeno il grande bastardo finito come meritava a piazzale Loreto ha osato tanto.

Irresponsabilità, megalomania, follia da Viagra, eccesso di escort? Qualunque siano i motivi di queste folli esternazioni è venuto il momento di dire democraticamente Basta! a questa dittatura da Bagaglino, a questo tirannello da operetta che tratta il paese come se fosse la sua servitù, che non conosce le regole elementari della democrazia e che altera la verità a suo piacimento pensando di riuscire a farla sempre franca. L’economia è appesa a un filo e questa banda di idioti lo sta tirando sempre più vicino al limite di rottura. Se continua così, il prossimo paese a fallire sarà il nostro. Se continua così, il fallimento del nostro paese sarà inevitabile. E quando la gente scenderà furiosa in piazza sarà troppo tardi. Questa costituzione è stata scritta col sangue di tanti giovani che hanno creduto in un futuro migliore e questa gente non ha il diritto di violentarla, di cambiarla, di farla a pezzi perché un nanetto folle ha deciso così. E’ tempo di svegliarsi, è tempo di riempire le piazze e mandare a casa, usando quella democrazia che loro disprezzano, la banda del buco. Bisogna farlo presto,tra qualche giorno cominciano i Mondiali, il vero oppio dei popoli. Se malauguratamente la nazionale dell’odiosissimo Lippi dovesse andare avanti, ci ritroveremo a festeggiare la coppa e, il giorno dopo, a cucire divise da balilla. Non sto esagerando. Vi ricordo che questi hanno convinto la maggioranza del paese che discriminare gli stranieri è giusto, che respingerli e mandarli a morire in Libia è legale, che il razzismo è un modo per aiutarli, che sono tutti religiosi e a favore della famiglia, anche i nani pluridivorziati e puttanieri, che la scuola funziona meglio se si congestionano le classi, si riducono le ore di studio e si manda a casa un mucchio di insegnanti, che è giusto non pagare le tasse soprattutto per chi guadagna cifre spropositate, che è giusto che la finanziaria pesi sulle spalle degli statali che guadagnano stipendi da fame e non su chi guadagna cifre spropositate, che il re nano è stato vittima di un attentato a Milano. Che problema volete sia per loro convincere la gente che è bello alzarsi il sabato mattina e andare in piazza a cantare “eia eia alalà”?

Consiglio per Bersani. Il cinese aspetta sulla riva del fiume che passi il nemico. A volte però, specie se il cinese dorme, il nemico gli arriva dietro le spalle, gli dà una bastonata in testa e lo accoppa.

Categorie:Cronaca

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