A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

Perchè questa gente fa paura


Una piccola storia ignobile, un trafiletto sui giornali, una notizia apparentemente insignificante. Mi riferisco al fatto che l’Italia, per l’ennesima volta, ha respinto l’invito della comunità europea ad inserire nel codice penale il reato di tortura. Perché? Perché rifiutare un atto di elementare civiltà, l’inserimento di una norma che dovrebbe essere scontata in una democrazia. Perché?

Forse perché presto o tardi verrà fuori che non siamo meglio degli americani e che le nostre truppe impegnate in azioni di guerra usano gli stessi metodi che gli americani usavano ad Abu Grahib? O perché in questo caso la sentenza sui fatti avvenuti a Bolzaneto durante il G8 sarebbe ben più pesante, le accuse troppo infamanti per mantenere al loro posto funzionari e graduati che hanno calcato troppo la mano? In questo caso, perché questo favore ad alti funzionari delle forze dell’ordine? Potrei continuare con altri perché, sempre più inquietanti, sempre più pericolosi, ma non voglio scivolare nella teoria del complotto, non ce n’è bisogno. L’attacco alla democrazia, alle fondamenta istituzionali del nostro paese è talmente grossolano e palese che non c’è bisogno di complotti. Assistiamo ormai a una guerra fredda: da una parte i collusi, i corrotti, i servi, talmente assuefatti al potere da non poterne più fare a meno, probabilmente dalla stessa parte stanno anche poteri meno leciti, oscuri, che tramano nell’ombra, che hanno nomi inquietanti, dall’altra parte un’opposizione inesistente guidata da un leader senza carisma e senza polso, Di Pietro e la sua demagogia giustizialista, Grillo e la sua ira, e una società civile inebetita, impaurita e tartassata da vessazioni immotivate e inaudite. Nel mezzo la linea della democrazia che si va sempre più assottigliando, giorno dopo giorno. La fiducia sul provvedimento che mette il bavaglio alla stampa è l’ennesimo esempio di un provvedimento fascista (chiamiamo le cose con il loro nome), fortemente voluto da un leader che ha perso il senso della misura, ormai prigioniero di una stanza piena di specchi che riflettono la sua immagine ingrandita, in pieno delirio di onnipotenza, al limite dell’interdizione.

Non me la sento oggi di usare la mia consueta ironia, perché c’è da aver paura di questa gente. Questo governo ha travolto il paese con un’ondata di cattiveria. Possiamo legittimamente adoperare la parola “malvagità” per definire quello che gli amministratori leghisti stanno facendo alle famiglie extracomunitarie nei loro comuni, come malvagi sono stati i cittadini di Rosarno e i genitori di Agro. Il razzismo è malvagità, il fascismo è malvagità. La giustificazione de facto della tortura è malvagità.

Non sono convinto che questo paese abbia maturato gli anticorpi contro la dittatura, che un eventuale colpo di mano possa provocare una rivolta generalizzata, una nuova resistenza che allontani il pericolo in pochi giorni. Troppa paura, troppa ignoranza, troppa grossolanità, troppi ipnotici culi in televisione, troppo gretto, maledetto, schifoso spirito provincia, quello che è la benedizione e la maledizione di questo paese. La posizione ambigua del Vaticano non offre nessuna speranza, l’autoritarismo, una nuova diarchia è una tentazione troppo forte per Roma, come nessuna speranza dà un’Europa divisa come non accadeva dall’immediato dopo guerra (o poco prima della guerra, se vogliamo inquietarci un pò di più).

Nonostante i proclami del Peròn in miniatura siamo un paese insignificante, che ha sputtanato quel poco credito internazionale che era riuscito a guadagnarsi, che ha perso anche il prezioso ruolo di mediazione in medio oriente schierandosi con i falchi israeliani (fascismo chiama fascismo), che sta uccidendo l’agricoltura e la piccola impresa, i motori della sua economia, apprestandosi a diventare terra di conquista per le multinazionali, multinazionali che, come è noto, gradiscono molto i regimi autoritari.

Fa paura questo governo meschino che non riesce ad attuare un provvedimento uno che sia sensato, che vada a vantaggio della collettività, che possa definirsi democratico. Non fa sicuramente paura il ministro della pubblica istruzione, a cui bisogna anche insegnare che bocciare un alunno che ha un cinque è assurdo e stupido e farle rimangiare quello che ha proclamato fino a ieri. Poi gli spiegheremo con calma, per non traumatizzarla, cos’è il tempo pieno e perché sull’argomento le cose che dice sono   minchiate. Addirittura, se riesce a sopportare lo stress intellettivo, potremmo anche provare a spiegarle perché il maestro unico e anacronistico e insensato oggi, che l’attuale esecutivo è la prova più evidente che il maestro unico non ha fatto per niente bene a generazioni di italiani. Incompetenza, approssimazione, volgarità culturale, bugie: questa è l’Italia.

Fa paura soprattutto la mancanza di reazione, una demenziale divisione sindacale, i cobas che continuano imperterriti una anacronistica lotta che finisce per danneggiare tutti, che non hanno ancora capito che lo scontro frontale contro il sistema è destinato a fallire, che il sistema si combatte dall’interno. Quanti scioperi pensano  che possano sopportare i lavoratori italiani? Quando capiranno tutti che sono necessari nuovi strumenti, che questo è il mondo dell’immagine e della pubblicità e che non basta dire che il re è nudo, bisogna metterlo in prima pagina e farlo passare in televisione.

E’ l’Italia dei nientologi, dei Panebianco che passano per  intellettuali, dei Feltri che passano per giornalisti e degli intellettuali veri, come Sanguineti, che muoiono nel silenzio più totale. Siamo un paese senza orgoglio e senza dignità che ha trovato nel fascismo, di nuovo, un pretesto per non rialzare la testa, per non impegnarsi, per non decidere.

Non so voi, ma a me questo schifo oltre a disgustarmi, fa paura.

Categorie:Attualità, Cum grano salis

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