A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

Bugie o incompetenza?


E’ possibile che il ministero della pubblica istruzione non abbia a disposizione i dati da lui stesso emanati lo scorso anno? E’ possibile che tutto quello che riguarda la scuola debba ridursi a sceneggiata in questo paese? E’ possibile che né maggioranza né opposizione riescano a far funzionare il cervello in modo appena normale?

Veniamo ai fatti. Sulle pagine di tutti i giornali compare la notizie di un aumento delle bocciature e delle non ammissioni agli esami rispetto allo scorso anno. Sdegnata reazione del centro sinistra per cui, è noto, ogni minimo accenno di meritocrazia va accolto come un abominio. Peccato che la reazione sdegnata sia ingiustificata perché le cose scritte sui giornali sono balle. Si potrebbe  parlare invece di minore severità, perché l’anno scorso (dati provvisori) risultava promosso a giugno il 57,8%, mentre quest’anno la percentuale di promossi è salita di oltre 5 punti in percentuale (sempre dati parziali), attestandosi al 62,9%.

Non c’è quindi nessun aumento delle bocciature e neanche maggiore severità nei giudizi. Severità che, intendiamoci, sarebbe del tutto ingiustificata. Se infatti prima non si procede a una riforma scolastica seria che aggiorni i programmi alla realtà attuale, permetta di formare classi meno numerose così da avere la possibilità di recuperare veramente gli alunni in difficoltà, cambi radicalmente la demenziale e umiliante procedura per ottenere l’attestazione di disabilità, annulli la folle idea del maestro unico, solo per citare i provvedimenti più urgenti, è inutile parlare di meritocrazia, severità, ecc. Sono solo balle.

E’ questo governo che ha trasformato la scuola in un supermercato promettendo alle famiglie una scuola ridotta a centro commerciale, dove orari e materie erano optional da scegliere a proprio piacimento.  La riforma Moratti era abominevole ma conteneva alcune buone idee (ad esempio quella del tutor) ed è stato un errore respingerla in toto, adesso abbiamo un ministro  che non conosce assolutamente cosa è chiamata ad amministrare. In ogni caso, la pretesa è sempre quella di far le nozze con i fichi secchi. L’idea della scuola che ha in testa il ministro è mutuata probabilmente dai college films americani o dalle pubblicità del mulino bianco. Parliamoci chiaro: serviva un soldatino ubbidiente per fare strame della scuola pubblica, qualcuno che accettasse in silenzio i tagli di Tremonti  e, di tanto in tanto, affermasse pubblicamente che erano giustificati dai fatti perché le scuole, si sa, non hanno bisogno di carta igienica, carta per fotocopie, penne, matite, ecc. La cacca si fa a casa propria e invece di fotocopiare si fa scrivere (con le penne che non ci sono).

Il ministro non ha detto una parola contro i tagli alla scuola superiore e il secondo scaglione di tagli a medie ed elementari. Non ha detto una parola sul fatto che solo i dipendenti della scuola vedranno per tre anni bloccata la progressione giuridica ed economica, non ha detto una parola a tutela dei suoi insegnanti, salvo trovarsi d’accordo con una delle proposte più cretine mai avanzate da un parlamentare, quella di cominciare la scuola a ottobre per permettere il  rilancio del turismo. In piena crisi economica. Con migliaia di lavoratori licenziati. Tuttavia, anche questo folle episodio, è emblematico: la Gelmini, quando pensa alla scuola, non pensa alla scuola dei quartieri popolari, alla scuola dei ragazzi immigrati che convivono con i ragazzi italiani in quartieri dove il razzismo avanza come una marea, alla scuola dello Zen di Palermo o del Cep di Genova, no, questa gente ha in mente la scuola delle classi alte, quelle scuole asettiche, pulite, svizzere, quelle che Formigoni in Lombardia ha finanziato a pioggia. E’ possibile che il ministro approvi anche l’ultima idiozia proposta da una senatrice del suo partito cioè di non fare la settimana bianca ma far pulire i boschi ai ragazzi. Ora, io sono contrario alla settimana bianca per motivi che magari spiegherò diffusamente in un altro post, ma propongo che la senatrice e i suoi compagni vadano, nello stesso periodo della settimana bianca, a pulire i boschi a Cuneo. Così capiscono quale innominabile minchiata hanno detto. Possibile che la scuola debba essere ridotta a barzelletta? E’ possibile tanta incompetenza?

Ed è possibile che chi dovrebbe rappresentare gli insegnanti al più alto livello, dovrebbe essere il loro punto di riferimento, non si curi di ascoltare minimamente le loro rimostranze, i loro suggerimenti, le loro critiche e anzi, tenti mettere a tacere le voci di dissenso?

Poiché tutti sono andati a scuola, tutti credono di conoscere il mestiere e propongono le loro ricette. Capita anche con le famiglie. E’ come se io, che viaggio spesso in treno, di tanto in tanto andassi dal macchinista a dirgli come deve guidare la locomotiva. Quello che circonda la scuola è un clima surreale. Ci sarebbe molto da ridere se non fosse in gioco il futuro dei ragazzi, ci sarebbe molto da ridere se sulla loro pelle non si giocasse un gioco sporco, un gioco che contempla continue falsità, arroganza, incompetenza, menefreghismo da parte di chi ha la responsabilità del baraccone.

Forse la riforma più urgente sarebbe quella di formare dirigenti e quadri della burocrazia scolastica in base alle competenze e non in base alla tessera di partito. Forse se il ministero della pubblica istruzione fosse assegnato per legge a persone che hanno insegnato a lungo nella scuola, che ne conoscono i meccanismi e le necessità, le cose comincerebbero ad andare un pò meglio. Andrebbero sicuramente molto meglio se i giornali, invece di scrivere stupidaggini, si documentassero adeguatamente. Sul quotidiano della mia città, ormai credo il maggior esperto mondiale in bugie sulla scuola, è comparsa ieri la notizia che il blocco degli scrutini dei Cobas causerà un ritardo nella consegna delle pagelle. I Cobas non possono bloccare li scrutini, perché è proibito dalla legge. Possono però, come hanno legittimamente fatto, scioperare durante il periodo in cui, di solito, si fanno gli scrutini per creare disagio alle scuole e, in qualche caso, anche ritardi.  Detto per inciso: su questo sciopero e su come molti colleghi, fregandosene di altri colleghi che portano avanti una battaglia per i diritti di tutti, abbiano accettato illeciti abusi da parte dei dirigenti scolastici per non lavorare di sabato, ci sarebbe molto da dire. Su tutto quello che ho detto sopra non ci piove, ma che la nostra categoria spesso meriti di essere trattata come viene trattata, è una verità difficilmente contestabile. Io non approvo il modo di fare sindacato dei Cobas ma, da rappresentante sindacale, considero la loro protesta più che legittima e non mi sognerei mai di bypassare il loro sciopero facendo finta che non ci sia.

Tornando al ministero della pubblica istruzione: è inutile che millanti efficienza e una scuola che migliora a vista d’occhio quando la realtà è un’altra. La scuola sta andando a pezzi perchè questo governo la sta facendo a pezzi.

E’ inutile proibire agli insegnanti di avanzare critiche o di esprimersi pubblicamente contro provvedimenti assurdi, tanto non lo faremo.

Prima di tutto, non siamo militari e non abbiamo firmato nessun  obbligo di riservatezza, in secondo luogo, trattandosi di scuola pubblica e provvedimenti pubblici, siamo liberi di esprimerci come tutti gli altri cittadini. Almeno finché la costituzione resta in vigore.

Quanto a Bersani: non vogliamo da lei e dall’opposizione frasi roboanti su presunti eroi o turpiloqui, noi vorremmo che la sinistra avanzasse proposte concrete di riforma della scuola. Prodi le aveva fatte a suo tempo, poi si è limitato a continuare il lavoro cominciato dalla Moratti. Dubitiamo che possiate continuare il non lavoro non cominciato dalla Gelmini, di meno e di peggio non credo si possa onestamente fare, penso che neanche voi, che siete esperti,possiate. Vorremmo però essere certi che, quando il re nano deciderà di liberarci della sua presenza, non si passi dalla padella alla brace.

Perchè francamente, onorevole Bersani, ministro Gelmini, adesso siamo noi che ci siamo rotti i coglioni.

Categorie:Attualità, La scuola

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1 risposta

  1. Chi l’avrebbe mai detto, mi tocca intervenire a favore dei presidi!
    Devo rilevare infatti che nella maggioranza dei casi gli illeciti abusi non sono da parte dei dirigenti scolastici, hanno semmai origine dal disinteresse della nostra stessa categoria verso la normativa.
    Sono quasi vent’anni che lavoro nella scuola e anche i presidi cosiddetti “terribili” nonostante io mi ponessi spesso in aperto conflitto, hanno sempre rispettato (ovviamente non sempre condiviso) le mie opinioni e anche una certa mia libertà d’espressione.
    Quello che sorprende semmai è l’insegnante che tutto l’anno si lamenta per i disagi e per i tagli e non solo non fa sciopero, ma fa in modo che lo sciopero dei colleghi sia un fallimento (naturalmente sono gli stessi che dicono che ci vorrebbe uno sciopero ad oltranza) Tutti capaci a lamentarsi del sindacato ma cosa propongono? Tutti abili a criticare ogni iniziativa, ma cosa suggeriscono? E così succede anche nei confronti dei presidi, oggettivamente i presidi talvolta non trovano collaboratori perché i più equilibrati hanno poca voglia di misurarsi con i pettegolezzi da corridoio e con il mugugno costante che mai si esprime chiaramente e pubblicamente nelle sedi idonee. Si limitano ad eseguire gli ordini, non si domandano nemmeno se gli ordini sono corretti è più semplice eseguire senza fiatare: non vedo – non sento – non parlo.
    Tra loro alcuni hanno cavillato sui regolamenti per anni e, se il vento cambia, li saltano a piè pari, alcuni passano il tempo a denigrare qualche alunna particolarmente carina perché ( orrore!) mostra due dita di pancia scoperta e vorrebbero imporle lo scafandro mentre loro che hanno 50 anni per gamba indossano i vestiti della Barbie. (sarà invidia?)
    In tanti anni di scuola ricordo che il clima migliore si era instaurato quando il preside trascorreva ogni ora del giorno in barca, ci faceva la gentile concessione di rispondere dalla barca quando si trovava in una zona raggiunta dal segnale e non si vedeva mai. Ebbene anno meraviglioso! Gli insegnanti si organizzavano, si parlavano senza mezzi termini, strano a dirsi si aiutavano … e i ragazzi ne traevano giovamento.
    Siamo strani, bisogna riconoscerlo: da quando ci hanno “imposto” di bocciare con una sola insufficienza noi ci siamo inventati gli asterischi e, per fortuna, evitiamo le carneficine, però mi viene il dubbio, se ci imponessero di promuovere cosa faremmo? Forse delle selezioni spietate?
    Non sarà che il tanto vituperato ’68 aveva visto lontano? Vai col 6 politico e chi vuole studiare lo fa per suo interesse e non per ottenere un riconoscimento.
    Per carità questa sarebbe anarchia, che brutta parola al giorno d’oggi, non è più possibile considerarla una meravigliosa utopia. La società è sempre stata uno schifo, ma adesso sappiamo anche negarci la libertà di sognare un mondo migliore, al limite, se vogliamo comportarci bene, facciamo … la raccolta differenziata dei rifiuti.

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