A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

La giustizia come optional


Scelgo oggi di commentare l’ottimo articolo di Giancarlo Caselli su Il Fatto Quotidiano riguardo i ripetuti attacchi del Presidente del consiglio  alla magistratura. In sostanza, dice Caselli,tali attacchi sono doppiamente irresponsabili perchè, da un lato minano la fiducia degli italiani in una delle istituzioni fondamentali dello Stato, dall’altra rischiano di dare il via a pericolose derive che rischiano di precipitare il paese in un incubo già vissuto.

Si può affermare che l’irresponsabilità è la cifra stilistica di questo esecutivo. Basta considerare le accuse di incostituzionalità alla legge finanziaria avanzate dalle regioni. Si presume che, prima di varare una finanziaria pesante, che grava sulle spalle di moltissimi cittadini, il governo si sia consultato con i governatori regionali. Evidentemente non è così, evidentemente c’è una “presunzione d’autorità” per cui qualsiasi provvedimento preso dal governo deve essere accettato senza fiatare dai suoi valvassori regionali. Non è andata esattamente così e immagino che Tremonti non stia passando un momento felice.

E’ irresponsabile la legge sulle intercettazioni che, per evitare pecorecci incidenti come quello della signorina D’Addario, rischia di inficiare inchieste ben più importanti e significative e di vanificare una specializzazione sul campo che gli investigatori italiani hanno acquisito in anni di lotta alla mafia. Ma sono davvero solo le intercettazioni di una escort chiamata a sollazzare il nanetto che si vogliono mettere a tacere?

E’ irresponsabile che il governo abbia abbandonato un doveroso ruolo di mediazione nella questione Fiat di Pomigliano e abbia invece scelto di schierarsi dalla parte degli imprenditori senza almeno provare a trovare un compromesso su un accordo che fa solo gli interessi dell’azienda a spese di lavoratori che, se l’accordo fallisse, si ritroverebbero senza alcuna prospettiva. Un’azienda che sta creando una guerra tra poveri, nella migliore tradizione Fiat.

E’ stato irresponsabile l’atteggiamento tenuto dopo l’inopinata aggressione israeliana alla nave turca: il nostro paese ha detto da subito di non essere favorevole a un’inchiesta, che era assolutamente necessaria per chiarire tutti gli aspetti di una vicenda ancora per certi versi poco chiara. Anche in questo caso, è stato abbandonato un ruolo di mediazione per scegliere di schierarsi con una parte invece che con un’altra in un conflitto dove, negli ultimi anni, risulta impossibile comprendere le ragioni degli uni e degli altri.

A questo esecutivo manca una filosofia politica e un governo senza politica sfocia inevitabilmente nella demagogia peronista. Adesso che il consenso sta calando, adesso che una parte del paese comincia ad avere chiaro che questo non è il governo degli italiani ma degli italiani ricchi, gli attacchi si fanno più virulenti, le isteriche prese di posizione del re nano più stizzose. Sono d’accordo con Caselli quando dice che gli attacchi alla magistratura servono a distogliere l’attenzione da altri problemi: la crisi economica, l’iniquità della manovra, i problemi del lavoro, la lentezza della giustizia che non è attribuibile solo ai magistrati, ecc. La tattica è stata usata altre volte e l’opposizione ha sempre abboccato all’amo.

Ma non c’è solo questo. C’è qualcosa di molto più inquietante che aleggia nell’aria. Oggi la commissione del Viminale ha negato la protezione a Spatuzza, il pentito che ha chiamato in causa Berlusconi e Forza Italia. Il pentimento sarebbe “tardivo e poco credibile”. E’ inevitabile e gravissimo che molti credano che si tratti di una decisione pilotata ad arte, di un invito a Cosa Nostra a regolare i suoi conti mettendo a tacere una “gola profonda” molto pericolosa, o un invito allo stesso Spatuzza a ritrattare quanto ha affermato, se non vuole finire con un sasso in bocca. E’ gravissimo che qualcuno pensi questo ed è ancora più grave che altri lo diano per scontato. Chi rappresenta i cittadini dovrebbe essere al riparo da sospetti così infamanti in uno stato normale, in un normale assetto di convivenza civile e democratica, non dovrebbe neanche passare per la mente il sospetto che un politico possa essere amico dei mafiosi( a parte baciarli: i sentimenti sono una cosa privata). E’ inquietante anche il fatto che l’atteggiamento e i provvedimenti nei confronti della stampa ricalchino quasi alla lettera il famoso piano di Licio Gelli per il controllo del paese. In realtà Gelli non ha inventato nulla e non è una mente diabolica: ha semplicemente copiato i dettami della scuola di Chicago. In Cile, in Polonia, in Indonesia, in mezzo mondo le stesse strategie sono state applicate per tacitare le opposizioni (molto spesso eliminandole fisicamente) e mettere il paese nelle mani delle lobbies economiche. Non c’è nulla di nuovo sotto il sole se non che il tentativo, questa volta, viene attuato nella meno consolidata delle grandi democrazie europee, la più fragile, la più giovane, quella che non ha fatto i conti col passato. Se la Germania ha avuto la sua Norimberga e oggi è una grande democrazia compiuta, in Italia non c’è stato nulla di simile: dopo la liberazione, il trasformismo è tornata a farla da padrone e i buoni e i cattivi si sono spesso trovati a coabitare nelle stesse formazioni politiche. E’ questo il male originario da cui derivano tutti i mali del nostro paese: instabilità politica, un fascismo camaleontico che non ha mai lasciato il parlamento, il fascino peronista che ha larga presa su una popolazione incolta che non ha alcuna voglia di acculturarsi e che i mass media involgariscono ancora di più, il saccheggio clientelare della televisione di stato, il nepotismo e la bustarella come strumenti di consolidamento del potere. Il risultato è una classe politica spregiudicata, compromessa e irresponsabile, priva di modelli etici e culturali, votata solo a costruire una ragnatela di potere basata sul favore, sulla corruzione, sulla regalia e mirata all’aumento di potere, in un diabolico cerchio chiuso dove i cittadini restano imprigionati nel mezzo. La perdita d’identità della sinistra, il ripudio dei valori che per quarant’anni l’hanno caratterizzata, la fine dell’innocenza con la triste consapevolezza di non essere migliori degli altri, la faticosissima ricerca di una nuova identità che si differenzi a sufficienza da quella del governo ma non troppo, per poter catturare la mitica classe media, sono l’altra faccia della medaglia. In mezzo sta la magistratura, che è quella di Falcone, Borsellino, Caselli, Colombo ma anche quella di Carnevale e dei giudici comprati per il Lodo Mondadori. La magistratura rappresenta la giustizia e della giustizia un paese civile non può fare a meno, non è un optional, qualcosa che puoi mettere in un’offerta tre per due. Il sospetto che gli attacchi ai giudici e le recenti proposte di legge rappresentino un tentativo grossolano di limitare l’azione giudiziaria, di bloccare certe inchieste, di mettere a tacere certi sospetti, è, purtroppo, più che fondato. Il problema è che è possibile che quelle inchieste, quei sospetti, quelle voci, non siano quelle che pensiamo. Il re nano è probabilmente un pò sfasato, l’età avanza anche per lui, ma non è mai stato scemo. Quando dice certe cose, lancia messaggi chiari a chi li sa ascoltare, scegliendo la via dell’esagerazione surreale, della boutade, dell’iperbole apparentemente assurda. Il re nano non straparla, usa un linguaggio settoriale per un pubblico limitato.

E’ un clima inquietante quello che si respira in questi giorni nel paese, non certo per il patetico tentativo del presidente della camera di frenare una legge che sa benissimo che verrà approvata, non certo per le sparate del re nano ma per quello a cui potrebbero preludere. Tante volte le ha sparate grosse per poi dire che era stato frainteso. Speriamo accada anche questa volta.

Categorie:Attualità

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1 risposta

  1. Giustamente in un post precedente tu avevi parlato di una malvagità di molti di coloro che sono al potere in questo momento. Credo che sia la categoria migliore per definire l’insieme delle azioni combinate che hai appena descritto. D’altra parte il potere è questo, dietro la scena c’è sempre il suo lato osceno. E’ per questo naturalmente che non si vuole far emergere nulla di questa realtà nascosta e reale, cosa che le intercettazioni pur nella loro spudoratezza ci hanno permesso di scorgere. Però c’è un piano che si interseca con questo ed è quello di un potere che oggi può fare cose che precedentemente non erano possibili, in quanto ora non hanno più corso regole e diritti che prima valevano. Cioè mai come adesso è possibile legittimare nella società italiana cose che prima si dovevano dissimulare. Un gioco pericoloso e anche interessante da guardare, se solo noi non fossimo la carne da cannone.

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