A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

La fiera dell’idiozia


Volevo parlare di altro oggi, ad esempio di Pomigliano e della posizione anacronistica e tardiva della sinistra che ha scoperto che la globalizzazione non è poi una bella cosa per i lavoratori, oppure di Sud Africa e vuvuzelas, di un paese dove la maggioranza bianca continua a detenere saldamente il potere economico incurante come sempre dello stato in cui versa la popolazione nera che, dal canto suo, ha deciso di scaricare la propria rabbia sugli “stranieri”, in un conflitto etnico che ricorda molto da vicino la tragedia del Rwuanda e che, come quella tragedia, viene ignorato dalla comunità internazionale. Argomenti pesanti, seri, su cui mi soffermerò nei prossimi giorni. Sono invece costretto, pena un travaso di bile, a parlare ancora di scuola. Stamattina sono casualmente sul sito del ministero della pubblica istruzione o come diavolo l’hanno chiamato adesso. Qualunque insegnante sa che, se lo conosci, lo eviti. Farraginoso, di difficile consultazione, pieno di irritantissimi spot che spiegano quali e quanti passi avanti siano stati fatti grazie a questo governo nella scuola, è un vero pianto greco, un monumento all’inutilità.  Già la prima pagina è nauseabonda. Bambini di varie etnie, ma niente neri e sudamericani, né zingari, in una scuola pulitissima, che sorridono. Probabilmente la foto è copiata da qualche scuola scandinava o tedesca, escludo si tratti di una scuola italiana. Da nessuna parte, nel nostro paese, esistono scuole con i muri così candidi, banchi così comodi e bambini così bramosi di bere alla fonte del sapere. Ma l’irritazione della foto è nulla al confronto dell’orticaria che mi è venuta leggendo le news. “ Esami di stato 2010: più rigore nelle ammissioni e valorizzazione del merito”: basterebbe questa, ma c’era anche dell’altro: “Aumentato il tempo pieno nella scuola elementare”. Siamo a Orwell, ma la manipolazione della realtà da parte del Grande Fratello era effettuata con subdola intelligenza, diabolica perizia e grande abilità. L’alterazione della realtà da parte del ministero è grossolana, effettuata senza neppure curarsi di mantenere livelli decenti di nequizia. Insomma se si deve mentire bisogna spararla grossa, il re nano non ha insegnato nulla alla sua corte. Parliamo del rigore nelle ammissioni degli esami. Dapprima è stato lanciato dai giornali, che in fatto di scuola riescono incredibilmente ad essere più incompetenti del ministero (ormai solo la trota potrebbe dire peggio), l’allarme del cinque. Con un cinque in pagella migliaia di studenti rischiavano di essere bocciati. In effetti, questo dice la legge. Vi rivelerò un tenebroso segreto: se i docenti italiani seguissero alla lettera ogni normativa del ministero, la scuola italiana non esisterebbe più da un pezzo perché verremmo linciati da orde barbariche di genitori giustamente inferociti. Fortunatamente, le norme si possono interpretare. In ogni caso il ministro, con un ineffabile cambio di direzione, ha candidamente riaffermato la sovranità dei consigli di classe sulla decisione dell’ammissione di un ragazzo alla classe successiva o all’esame di stato. Gattopardescamente, come sempre in questo ridente paese, si cambia tutto per non cambiare niente. Dunque il rigore ventilato minacciosamente dalla candida pagina del sito del ministero de facto e de iure è una simpatica panzana, abbiamo valutato come sempre. Come è logico, direi. Se mai il ministero metterà gli insegnanti italiani in condizione di fare il proprio lavoro, diminuendo il numero di alunni per classe, reintroducendo le compresenze, piantandola di cambiare orario ogni anno in modo assolutamente schizofrenico e insensato, se la finirà di dire ai genitori che la scuola è la loro e hanno il diritto di sindacare su qualunque decisione degli insegnanti, permettendo a chiunque di dare giudizi su un lavoro che richiede preparazione, professionalità e doti umane, forse, e dico forse, si tornerà a parlare di rigore nella scuola. Quanto al merito, avete presente quelle splendide maschere greche con una faccia che ride e una che piange? Ecco, avete già capito. Due categorie di studenti sono fortemente penalizzate dall’attuale assetto  scolastico nato dalle riforme di questo governo (parlo per le scuole medie ma credo il discorso sia valido anche per gli altri ordini): i ragazzi molto bravi e quelli che, in condizioni ambientali favorevoli (classi bilanciate con un numero di alunni che non superi i venti), riuscirebbero a superare le difficoltà che hanno e a raggiungere livelli accettabili. Ovviamente non è che gli alunni meno dotati o gli extracomunitari traggano giovamento dalla scuola attuale: non vengono semplicemente presi in considerazione dal ministero, non esistono. Il merito lo si valorizza con attività extracurricolari, corsi di potenziamento, ecc.ecc. Tutta roba che costa denaro che alle scuole viene regolarmente negato. Si spendono migliaia di euro per delle inutili LIM (l’amore della burocrazia per le sigle ha un che di patologico, vagamente inquietante) lavagne multimediali che verranno usate da pochissimi prima di rompersi e non essere riparate, consumando per altro un mare di energia e inquinando, e si tagliano i fondi d’istituto, che significa tagliare i corsi di potenziamento e di recupero, merito e rigore, appunto. Sul tempo pieno alle elementari non parlo, perché sul saccheggio ai danni della scuola elementare, sull’assurdità del maestro unico, sulla devastazione colpevole e reiterata di quello che era il fiore all’occhiello della scuola italiana, ho già parlato altre volte e poco c’è da aggiungere se non che, con quella frase che scorre sullo schermo, si aggiunge al danno lo scherno.

Ancora una considerazione sui muri bianchi della fotografia: l’anno prossimo ci saranno ulteriori tagli tra il personale ATA, leggi bidelli. Già quest’anno nella mia scuola ci siamo ritrovati spesso con due bidelli per quindici classi disposte su tre piani. Mi giungono notizie che alle elementari, dove i bidelli sono ancora più necessari che da noi, è già prevista una riduzione di due unità. Forse spendere un pò meno soldi per fare un sito inutile e menzognero e aumentare i finanziamenti per la sicurezza dei bambini e dei ragazzi nelle scuole sarebbe  doveroso.

Potrei chiosare ancora due esilaranti articoli del quotidiano più venduto a Genova sulla scuola: uno dove un giornalista, che immagino con la bocca a cul di gallina, commenta stupefatto la bocciatura di cinque alunni (più o meno la norma, in prima) in una scuola media del centro. L’altro dove un preside ha dato dieci in condotta agli alunni di una classe perche’ hanno aiutato un alunno handicappato: cioè hanno fatto quellao che dovrebbe essere la norma.

Ma mi sono dilungato fin troppo e credo, comunque, di aver reso l’idea  sulla fiera dell’idiozia che è diventata la scuola italiana.

Categorie:La scuola

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