A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

Non è un paese per giovani


Ci sarebbe di che parlare per ore, oggi, tante e pessime sono le notizie sulle prime pagine dei giornali. Potremmo cominciare con la solidarietà espressa dal ministro degli interni e da quello della giustizia a due funzionari  di polizia condannati in appello per falsa testimonianza in occasione del pestaggio alla scuola Diaz, oppure del magnifico regalo fatto alla mafia prima con la mancata concessione a Spatuzza della protezione concessa ai collaboratori di giustizia, poi con la deregulation sulla libertà d’impresa che il governo si accinge a varare. La mafia oggi non è più fatta di coppole storte e vecchi signori che parlano come i personaggi di Camilleri, no, se si vuole cercare la mafia oggi, bisogna cercarla nei centri commerciali, nelle imprese edili, nelle catene di negozi, nel cuore dell’economia e del commercio. Questa legge spiana la strada alla parte imprenditoriale della criminalità organizzata nel nostro paese, alla sua faccia pulita. Honni soit qui mal y pense.

Si potrebbe anche parlare del nuovo piano di trivellazione del suolo italiano, proprio mentre ci informano che l’oil peak, il livello di estrazione di più della metà del petrolio presente sul pianeta, è stato raggiunto. E’ come se pagassimo una cifra altissima per partecipare a una festa sontuosa terminata da tempo per mangiare le briciole. Oppure potremmo parlare delle prove Invalsi, prove che dovrebbero certificare i livelli standard di apprendimento delle scuole italiane e non certificano un accidente, perchè la scuola non è un mondo standardizzabile, perchè se a Milano ha un senso insegnare Dante, Petrarca e la grammatica, allo Zen di Palermo ha senso insegnare il rispetto delle regole e della dignità. Ogni scuola è un mondo a sè, un microcosmo che può essere valutato solo in relazione al contesto sociale in cui è situato, alla sua storia, al suo essere punto di riferimento per la popolazione di un quartiere.

Un solo termine unisce tutti gli input sopra elencati: vuoto. Vuoto di idee, vuoto etico, vuoto morale, vuoto di programmazione per il futuro, vuoto ideologico, vuoto. L’Italia, ma si può dire ormai l’Europa, non è sull’orlo di un baratro, è un baratro che non ha fondo, assolutamente vuoto. A farne le spese sono i giovani, a farne le spese è il futuro. Vorrei informare la Cgil e gli altri sindacati, che la maggior parte dei lavoratori italiani non ha di fatto, nè diritto di sciopero, nè diritto di ferie, ecc.ecc. Da anni. Perchè   l’80% dei giovani occupati sono precari, spesso assunti con contratti al limite dello schiavismo. Precari da decenni ignorati dalle politiche sindacali che hanno scelto, come sta accadendo a Pomigliano, di difendere l’indifendibile, di combattere una battaglia già persa invece di cominciarne una che, forse, si sarebbe potuta vincere. A fronte di una classe proletaria che, faticosamente, a prezzi altissimi, acquisisce diritti nei paesi in via di sviluppo, inevitabilmente la stessa classe li perde in quelli più avanzati. E’ questa la globalizzazione, è questo sistema che in modo colorito, disordinato, frammentario, si è contestato a Genova nel 2001. Dov’era la sinistra allora? Dov’erano i sindacati? Mentre la polizia picchiava selvaggiamente i ragazzi in mezza città, dov’eravate? “Un altro mondo è possibile” gridavano allora e forse era davvero possibile se aveste saputo guardare un pò più lontano, se aveste  provato a tutelare, oltre i diritti acquisiti, anche quelli che di diritti non ne hanno.

Questo è un paese che non ha mai pensato al suo futuro, è un paese per vecchi governato da vecchi, dove a dettarla da padrone è la regola del “tira a campare, possibilmente sulle spalle altrui”. In una simpatica nota tra le tante, la comunità europea ribadisce la necessità di far pesare sulle spalle dei lavoratori gli oneri della crisi economica. E’ proprio così. Andate a leggerla. Un solo dio governa l’Europa e il mondo, il dio Mercato. Il dio Mercato detta le politiche sociali ed economiche degli stati, si autoregola, giustifica i massacri di persone inermi nei territori di guerra, giustifica l’immigrazione e giustifica anche il razzismo, perchè il dio Mercato è bene e male, è tutte e due le facce della medaglia, come ogni dio che si rispetti. Perfino la Chiesa, tra Dio e Mammona, ultimamente pencola decisamente per la seconda, come possiamo leggere in un recente saggio sulla cementificazione del paese e sui grandi interessi del Vaticano in quest’affare.

I sacerdoti del dio Mercato sono i banchieri che da tempo hanno perso la funzione per cui sono nati: prestare denaro a chi ne ha bisogno. L’hanno sostituita con un’altra funzione: prendere denaro a più persone possibili, in tutti i modi possibili, per sacrificarlo al dio Mercato. L’Europa si sta giocando il futuro in questo modo dissennato, tornando alla filosofia della Thatcher e di Reagan, quella dei tagli alla spesa sociale per risanare il debito pubblico, cioè sacrificare milioni di persone sull’altare del dio Mercato, filosofia che è già fallita e ha già messo in ginocchio il continente nel recente passato.

Una filosofia politica di vecchi per i  vecchi. In Italia poi, l’errore diventa follia e la tragedia commedia dell’arte che poi finisce di nuovo in tragedia. Andare a trivellare il paese per cercare il petrolio invece di investire nelle fonti alternative di energia che in Italia sono presenti in massa, è un esercizio di alta demenza, una totale dimostrazione di idiozia, una prova trascendentale della sublime incompetenza di chi ci governa, per altro inevitabilmente afflitto da un naturale rincoglionimento senile.

Stiamo facendo a pezzi il paese e se continua così ai giovani non resterà che una terra desolata, dilaniate da guerre tra poveri e razzismi, dove il seme della violenza, che trova il suo terreno fertile nella stupidità del potere, tornerà a germogliare fecondo. Ohibò, divento retorico e cupo. Non starò invecchiando anch’io?

Consiglio di lettura:

Il partito del cemento, di Ferruccio Sansa ed altri, ed. A chiarelettere

Un quadro chiaro e documentato dello scempio e della corruzione che dilaganti nel nostro paese.

Categorie:Attualità, Cum grano salis

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