A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

Che bello che bello quel re travicello


Sarebbe da rivalutare, il buon Giuseppe Giusti, poeta considerato minore per rientrare in quella categoria di geniali outsider che sono gli scrittori che fanno della satira la loro arte. Non potendo essere ridotto a libro per l’infanzia, come è malauguratamente successo al velenosissimo Swift e all’anarchico Collodi, è stato semplicemente dimenticato. Peccato perchè oggi, nell’era del re nano e della sua corte, il buon Giusti dovrebbe essere ristampato e rivalutato. Naturalmente non lo ristamperebbe la servile Einaudi che ha perfino rifutato di stampare un Nobel come Saramago solo perchè diceva che il re è nudo e anche un pò stronzo. Ma veniamo al punto. Leggo con orrore di una fondazione all’interno del partito dell’amore di cui fanno parte anche la Gelmini e Bondi. Cosa mai potranno ideare insieme il ministro dell'(in)cultura e quello della (d)istruzione? Quali sublimi tagli, quali colpi di forbice degni di Figaro, quali insensati e inutili ridimensionamenti si apprestano a fare? Quali aulici proclami si apprestano a fare, quali scoppiettanti sorprese ci riserveranno? C’è anche il nanetto di corte nella fondazione, pronto a portare l’attacco finale al culturame? Leggo che c’è anche Frattini, quello che ha attaccato gli operatori di Emergency e che ha giudicato che l’assalto immotivato e sanguinoso da parte di Israele a una nave di pacifisti non meritasse una inchiesta internazionale. Insomma un vero brain storm, una tempesta di cervelli. E che cervelli! Poteva mancare l’intervento del re nano? Timoroso che una tale raccolta di intelletti sopraffini potesse nascondere una fronda, il tentativo odioso di avanzare critiche alla sua longaniome gestione del potere, ha telefonato e, come al solito, ha sparato a raffica una serie di sublimi stronzate.

Tralasciamo le solite percentuali false, che si inventa al momento e varia a seconda dell’umore e che naturalmente sono sempre orientate verso un oceanico consenso nei suoi riguardi, il meglio è venuto dopo. Secondo il calvo più capelluto del pianeta, infatti, siamo il paese più ricco d’Europa e bene ha fatto la commisisone europea a respingere, su suo suggerimento, il provvedimento di tassazione delle transazioni che è assurdo. Su questo bisogna dargli ragione: perchè tassare le transazioni se si può succhiare tranquillamente il sangue agli statali riducendoli alla fame? Che bisogno c’è? Poi dove troverebbe il consenso il re nano, se si comincia anche a tassare i ricchi o, orrore!, a fargli pagare le tasse? Ha ribadito la sua bontà d’animo, la stessa che lo ha spinto a creare un ministero inutile per evitare a uno dei suoi vassalli la noia di comparire in tribunale, ha ribadito la sua statura (ahaha!) di statista, pare, dagli ultimi sondaggi, molto superiore a Giulio Cesare, Carlo Magno e Alessandro il Grande, e ha invitato i suoi accoliti a non avanzare opinioni diverse dalla sua, perchè è inutile citare Mussolini se poi si dà spazio a chi la pensa diversamente. Contemporaneamente, nel paese più ricco d’Europa, Castelli e Bossi, altra accoppiata di straordinari intellettuali dall’eloquio irresistibile e dalle argomentazioni sottili e raffinate, battevano il pugno sul tavolo affermando, dinanzi alle loro scarsamente scolarizzate schiere, che o si fa il federalismo o sarà secessione. Secessione proprio materiale: è già pronta un’enorme sega, capolavoro del genio padano, per tagliare gli appennini e separare la Padania dall’odiato stivale, che diventerà così un mocassino.

Sempre contemporaneamente alle esternazioni del nano con l’opinione di sè più alta del mondo, un magistrato certamente comunista, inviava un avviso di garanzia a Lunardi e al cardinale Sepe per corruzione. Lunardi reagiva dicendo:”Che male c’è a ricevere e a fare favori?”. Ecco, spiegategli che quella si chiama corruzione, appunto.

In qualsiasi altro paese d’Europa e del mondo, a meno che il contagio non si diffonda, individui che si esprimono come quelli di cui sopra, verrebbero immediatamente sollevati dai loro incarichi e internati. Ricordo che Clinton venne costretto a dimettersi non perchè aveva mentito riguardo provvedimenti giudiziari a suo carico, non perchè aveva giurato sui suoi figli di non essere corrotto, non perchè aveva creato un ministero per salvare un suo collaboratore dalla galera ma perchè aveva negato di essersi sollazzato con una giovane stagista sovrappeso. Ricordo il ministro non vedente inglese che si dimise dopo che si venne a sapere che per un paio di mesi aveva pagato uno stipendio in nero alla sua badante. E potrei citare molti altri casi di paesi in cui non è che non esista la corruzione ma quantomeno c’è un diverso senso dello stato. Da noi lo stato è diventato il parco giochi di una banda bassotti che ha perso qualunque ritegno, il campo di gioco di una partita sporca che rischia di affondare il paese. Ci chiediamo davvero a questo punto, i motivi del consenso, che indubbiamente esiste, verso questa gente. Non si può spiegare con l’assoluta incapacità della sinistra di stare al passo con i tempi, con la mancanza di un leader all’altezza, con l’assoluta assenza di una proposta alternativa. Non si può spiegare neppure con la paura che la crisi sta generando: se ho paura di diventare povero, non vado a votare chi mi affama. Nè si può spiegare con la connivenza di una Chiesa che adesso si è messa anche a spargere fango sui morti, che sta perdendo ogni credibilità e che risulta fastidiosa e poco credibile quando tenta di difendersi. Il consenso a questa destra è il nodo della questione, la pietra dello scandalo, la chiave di volta su cui si gioca il destino del paese. Non bastano gli scandali rosa a demolirlo e non sarà certo la stucchevole demagogia di sinistra di questi giorni a cui non è rimasto immune neppure un grande giornalista come Eugenio Scalfari, a scalfirlo. E’ necessario un modello nuovo, che sia etico, prima che politico, che porti avanti le istanze delle sinistra e delle parti più avanzate del centro, che faccia piazza pulita di ogni ipocrisia, un modello che non contempli compromessi con la nauseabonda melma in cui navighiamo. E’ necessario che questo modello venga protato avanti e ideato da persone nuove, fuori dalle logiche del palazzo, gente che creda veramente in un rinnovamento della società e in una globalizzazione dei diritti e dei valori, oltre che dell’economia e delle logiche di sopraffazione. Altrimenti, tra un avviso di garanzia e una legge ad personam, tra ridicole esternazioni e brutte figure internazionali, prepariamoci a tornare ad essere quello che siamo stati in Europa per secoli: un’espressione geografica.

Categorie:Cronaca

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