A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

Temi a tema


Parliamo dei temi di maturità che portano la firma del ministro dell’istruzione. Su quello che chiedeva di rispondere alla domanda a se siamo soli nell’universo, c’è poco da dire. Tanto valeva chiedere se nel 2012 finirà il mondo o se a Lochness c’è davvero un mostro nel lago.Veniamo a quello dove al candidato veniva richiesto di parlare delle foibe. Qui c’è molto da dire perchè siamo all’argomento che più di altri ha dato la stura al revisionismo storico da parte della destra, che più di altri ha mostrato la disonestà intellettuale di tuttologi e intellettuali da fiera paesana in quella che è stata una gara a chi gettava più fango sulla Resistenza. Dare un tema simile alla maturità è un atto di profonda disonestà etica e denota o una scarsa conoscenza della storia o una chiara malafede. Propendo per la seconda.

” Intanto va detto che le foibe, e così Primo Levi, non sono comprese nel programma scolastico. E’ tanto se si arriva a D’Annunzio. Dunque si pretende che il giovane frequenti altre letture, oltre a quelle scolastiche. Inoltre, la questione delle foibe è molto complessa. Necessita di studi approfonditi, e solo così può assumere significato. Purtroppo negli ultimi tempi, quelle vicende si sono affrontate unicamente per accusare il Partito Comunista di quegli anni o per altre, simili rivendicazioni.” Sono parole, rubate da un articolo di Repubblica, di Angelo del Boca, storico fieramente antirevisionista che con il suo “Italiani brava gente” ha smascherato il mito di una presuntà “umanità” degli italiani sui campi di guerra. Quella delle foibe è una questione molto complessa, che risale alle vessazioni compiute dagli italiani sulla popolazione slovena e che non è mai stata chiarita nè da parte nostra, nè dall’altra parte in causa. Mettere insieme le foibe e Primo Levi è un atto di arbitrarietà storica e, ancora una volta, o di scarsa conoscenza degli argomenti che dovrebbero essere trattati dagli studenti o di pura e semplice disonestà.

Veniamo al terzo tema. ”Il ruolo dei giovani nella storia e nella politica. Parlano i leader”. In allegato sono proposti brani dei discorsi di Benito Mussolini, Palmiro Togliatti, Aldo Moro e papa Giovanni Paolo II.  Già definire un leader Benito Mussolini e appaiarlo a leader politici e religiosi è probabilmente anche un tantino anticostituzionale. Per altro, accostare nomi di epoche diverse che hanno operato in ambiti diversi non può che generare confusione negli studenti che, notoriamente, non sono ferratissimi in storia contemporanea (cronaca nel caso di Moro e di Giovanni Paolo II).

La verità è un’altra, inutile nasconderla. Siamo giunti ormai all’apologia del fascismo ministeriale, al revisionismo come compito in classe, alla teoria e prassi dello squadrismo. Il tentativo di inquinamento culturale è talmente grossolano e mal fatto, talmente amatoriale nella sua concezione, da lasciare basiti. Veramente la scuola italiana è giunta a questo punto? Prossimamente dovremo aspettarci il fascismo come materia scolastica obbligatoria? Oppure un tema su “Piazza Venezia e Pontida: analogie e differenze” ? O magari:”Elenca e commenta i motivi della superiorità della razza padana su tutte le altre”. Scherzo ma non troppo, temi come questi non si erano mai letti. Alla cieca obbedenza ai dettami di Tremonti adesso il ministro ha aggiunto anche il frutto del suo apprendistato da giovane balilla. Naturalmente i paggi di stato della televisione hanno commentato che si tratta di temi che vanno verso una pacificazione delle grandi divisioni del Novecento. Sbagliano. Pacificazione significa Norimberga e ormai è troppo tardi per aprirne una in Italia.

Ma la Gelmini ci offre altre sorprese. Dal prossimo anno, nelle scuole superiori, almeno una materia dell’ultimo anno dovrà essere insegnata in inglese. L’idea è meno idiota di quanto sembri, ma torna ad essere idiota una volta analizzate le premesse. Potrebbe essere un’idea intelligente perchè, avere la possibità di seguire una materia in inglese potrebbe essere un’ottima opportunità per avere un contatto “vivo” con una lingua con cui gli studenti dovranno  per forza fare i conti. L’idea diventa idiota se si tiene conto che la Gelmini ha appena tagliato una marea di insegnanti d’inglese alle elementari in base al principio che qualunque maestra può insegnarela lingua. Quindi da un lato si toglie la possibilità di apprendere al momento giusto i rudimenti di una lingua e dall’altro la si introduce in modo massivo quando è tardi. Senza contare che forse il ministro non sa che esistono i dvd in lingua originale, che i satelli trasmettono miriadi di canali dove si parla inglese che, insomma, se uno studente vuole praticare la lingua può farlo autonomamente, senza mettere a repentaglio una materia che magari per lui sarebbe importante apprendere bene in italiano.Certo, deve fare questo evitando accuratamente i programmi Rai per cui la parola “cultura” ha lo stesso effetto dell’aglio per i vampiri.

Dunque da un lato il ministro sbandiera una supposta innovazione (inutile), dall’altro fa un salto nel passato più nero cercando di far riscrivere la storia agli studenti come desidererebbe il piccolo sovran. Una bella contraddizione, un segno della schizofrenia in cui versa la scuola italiana.  E questi sono quelli che dovrebbero introdurre la valutazione del merito. Mai come ora, è il caso di dire: Quis custodiet custodes? (Traduco per i funzionari del ministero, è latino: Chi farà la guardia ai guardiani? E’ una metafora, figura retorica che indica una frase con un senso diverso da quello proprio, in questo caso: Data la crassa ignoranza e la malafede delle alte sfere ministeriali, come potranno giudicare il merito dei docenti?).

Categorie:Attualità, La scuola

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