A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

La legge elastica e la coscienza del presidente


La presa di posizione del Quirinale sulla pagliacciata del ministero del federalismo lascia perplessi. Intanto non sta al quirinale fare pressioni sulla magistratura che deve decidere la validità della norma del legittimo impedimento invocata da Brancher: la legge è legge, non è che se le pressioni arrivano verso una direzione a noi gradita diventa lecito indirizzare il giudizio della magistratura che deve restare autonomo. In secondo luogo l’intervento sembra abbastanza fuori luogo da un punto di vista legale, ma su questo lascio ai giuristi l’entrare nel merito. La cosa che però stupisce di più è questa: il presidente era perfettamente consapevole che la nomina di Brancher e il ministero del federalismo erano una farsa, una ignobile recita truffaldina messa in atto da personaggi che da tempo hanno smarrito, se mai l’hanno mai avuto, il senso della misura e della dignità. Il senso dello stato, quello no, non l’hanno mai avuto. Mi chiedo dunque: se Napolitano sapeva che di farsa si trattava, perchè ha firmato la nomina?

Andando più a monte: il presidente sapeva benissimo le ragioni che avevano portato a votare una norma che è assolutamente anticostituzionale perchè sancisce che solo alcuni cittadini possono evitare di presentarsi in giudizio per impegni pressanti. Una assurdità giuridica, una infamia legalizzata. Se il presidente lo sapeva, perchè ha firmato la norma? L’impressione è, mi perdonerete un’espressione tipica della mia terra d’origine, che il quirinale voglia trattenere i buoi per le corna dopo aver aperto la stalla. Troppo ondivago e incerto è stato il procedere del presidente in questi mesi, troppe dichiarazioni irresponsabili, al limite della istigazione alla violenza sono state fatte passare sotto silenzio dal quirinale.

Resta un fatto. Un presidente del consiglio che crea un ministero per consegnarlo nelle mani di un ministro al solo scopo di non farlo processare. Siamo al nepotismo medioevale, all’arroganza senza limiti, all’ètat c’est moi di uno squallido epigono dei tanti presidenti fantocci messi dagli americani nei paesi dell’America latina, le repubbliche delle banane così chiamate dal geniale e spassoso film di Woody Allen. La cosa preoccupante è che il modello re nano sta facendo tendenza. E’ di oggi la notizia che in Francia Sarkozy, altro nanetto dai modi sprezzanti, simile anche fisicamente a un cartone animato, ha elargito regalie a parenti e amici e spinto la radio francese a mandare via un comico sgradito all’empereur.

Il fatto che all’opposizione la preoccupazione più grande sia come chiamarsi quando ci si saluta e che i sindacati, anche quando ottengono risultati importanti, non trovino di meglio che litigarsene il merito, è molto preoccupante. Questo paese vive un vuoto d’idee e di valori quale mai si ricorda dal 1946 a oggi. Se non abbiamo nulla di meglio che un nano affetto da satiriasi con delirio d’onnipotenza come leader, significa che forse l’Italia, l’Italia del Risorgimento e della Resistenza, ha fatto il suo tempo. Il rischio è di diventare terra di conquista per i Marchionne stranieri, sostituire i piccoli sciacalli nostrani con i grandi sciacalli delle multinazionali, mandare a casa il re nano e sostituirlo con un re travicello qualunque, come quelli in Iraq, in Afghanistan, ecc.ecc. Il rischio è la perdita dei diritti acquisiti con la lotta di resistenza, con le lotte operaie, con le battaglie politiche del secolo scorso per tornare ad essere un paese pittoresco, ricco di storia, abitato da miserabili considerati alla stregua di subumani. Non è poi passato troppo tempo da quando eravamo gli extracomunitari d’Europa, continuando di questo passo, non passerà troppo tempo prima di tornare ad esserlo.

Quando insegno educazione civica ai miei alunni, quando spiego la costituzione, le fondamenta su cui appoggia l’Italia repubblicana, provo vergogna. Mi vergogno per quello che in quindici anni è riuscita a fare la destra italiana, mi vergogno perchè molti, troppi miei compatrioti sono razzisti, xenofobi, ignoranti, mi vergogno perchè chi dovrebbe rappresentarmi è corrotto, falso, senza dignità, mi vergogno perchè chi dovrebbe canalizzare politicamente la mia rabbia e creare le basi per  un’alternativa, continua ad essere impegnata in masturbazioni mentali infinite sensa senso e senza costrutto. Ma soprattutto, mi vergogno per quella massa di coglioni che da quindici anni continua a votare una banda di lestofanti  e ci costringe a subire incommensurabili porcherie a ciclo continuo.

L’Italia del pallone, uscita vergognosamente e meritatamente dai mondiali, è lo specchio esatto del nostro paese: arrogante, presuntuosa, senza palle, senza dignità. Speriamo solo che non sia anche senza futuro.

 

Categorie:Attualità

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