A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

Lettera aperta ai sindacati della scuola


Cari dirigenti dei sindacati confederali della scuola

sono certo di interpretare i sentimenti della maggior parte dei miei colleghi scrivendo le cose che seguiranno. Forse voi non ve ne rendete conto ma la categoria che dovreste rappresentare si sente sempre più abbandonata a sè stessa, umiliata da assurdi provvedimenti governativi che ci stanno impedendo di svolgere al meglio il nostro lavoro, tartassata da famiglie che pensano che quello che facciamo noi è sempre sbagliato, si tratti del lavoro in classe o dei giudizi finali. Ci stanno togliendo quello spirito di servizio che ci differenzia da tante altre categorie, la coscienza di svolgere un lavoro per cui è necessario sacrificare molto di sè, che richiede un costante mettersi in gioco. Anche voi siete responsabili della progressiva delegittimazione del nostro ruolo e i fatti di questi giorni ne sono un’ulteriore prova.

Siamo sbalorditi e anche un pò disgustati dal vostro comportamento. Tremonti dice che  toglierà dalla finanziaria la norma che riguarda il blocco degli scatti di anzianità. E’ una vittoria sindacale, un pò di respiro dopo mesi in cui si sembrava di soffocare. Invece di partire da questo piccolo successo per ritrovarsi, uniti, a preparare nuove battaglie, voi cosa fate? Come bambini dispettosi litigate su chi ha il merito di questa vittoria. Sbaglio, o siete ancora confederali? Sbaglio, o confederale significa stare insieme, collaborare, mettere da parte divisioni politiche e ideologiche e trovare un terreno comune per combattere insieme le battaglie a favore dei lavoratori? Perchè mi sembra che questo lo abbiate dimenticate. Noi paghiamo la tessera per vedere tutelati i nostri diritti da voi, perchè ci indichiate quando mobilitarci o ci diciate chiaramente come vi state muovendo per evitare che la scuola italiana vada a bagno. Poichè io sono un dirigente sindacale di infimo livello ma che cerca di fare il possibile nell’interesse dei propri colleghi, colgo l’occasione per fare outing, non per dire che sono gay (nulla contro i gay ma ho una bellissima moglie che adoro) ma per fare un j’accuse contro di voi, per chiedervi conto di alcune situazioni che contrastano fortemente con quella parola, confederale, che ancora è scritta nei vostri statuti. Certo, quindici anni di governo Berlusconi ci  hanno dimostrato che le cose scritte, il codice penale, la costituzione, contano poco, ma siamo insegnanti, sappiamo di latinorum, ci hanno insegnato che scripta manent. Deformazione professionale, cosa volete farci?

Cominciamo con le elezioni RSU che dovrebbero definire chi rappresenterà sul campo i lavoratori. Si presume che vengano scelte le persone più capaci, più disponibili alla collaborazione, più rispettate nelle singole realtà. Invece si scatena la lotta al voto, con furbizie meschine, colpi bassi, candidature insensate. Qualcuno potrà dire che parlo così perchè alle ultime elezioni RSU non sono stato eletto, quindi faccio una piccola precisazione per amore di chiarezza. Quel qualcuno evidentemente non mi conosce e parla a sproposito mentendo.Nella mia scuola le elezioni sono state assolutamente corrette e leali e quelli eletti al mio posto hanno la più totale fiducia. In secondo luogo, al contrario delle segreterie sindacali, io ho il massimo rispetto dei colleghi e del loro giudizio. Se hanno scelto di non eleggermi avranno le loro buone ragioni. Mi riferisco invece a tante scuole dove RSU di ogni colore e provenienza, che sia chiaro altrimenti ci si prende solo in giro, si fanno i fatti propri, prendono decisioni arbitrarie che non gli competono, approfittano della loro carica per acquisire potere. Perchè queste persone restano rappresentanti sindacali? Perchè nessuno gli spiega che l’RSU è la figura sindacale che più di tutti deve essere al di sopra delle parti e fare gli interessi di tutti i lavoratori? Non esiste l’RSU Cgil o Cisl,  l’acronimo significa Rappresentante sindacale unitario e le parole significano qualcosa. Perchè le segreterie non richiamano ai propri doveri gli RSU che fanno i servi dei dirigenti? La risposta è fin troppo semplice: si candidano certi individui perchè portino voti. Avere più RSU per un sindacato significa avere più deleghe, più personale che può lavorare, più efficienza. Scopo nobile , ma se i mezzi per raggiungerlo sono machiavellici, la nobiltà dello scopo si perde e i sindacati diventano la fotocopia povera e sbiadita dei gruppi di potere, dei partiti politici, delle clientele.

Veniamo al dilettantismo. Se voi chiede a un’operaio quante ore deve fare contratto e quante può farne di più, vi risponderà in due secondi. Se voi chiedete a una delle tre segreterie confederali qual è l’orario minimo obbligatorio che il collegio docenti può scegliere  all’inizio dell’anno scolastico, faranno la bocca a cul di gallina, vi chiederanno di attendere, e non vi risponderanno mai. Il risultato è che a Genova ci sono lavoratori di serie A, B, e C, lavoratori che lavorano il giusto, altri che lavorano meno del dovuto, molti altri che lavorano più del dovuto. Un situazione così assurda non si ritrova in nessun’altra categoria che abbia un contratto nazionale. Se non sappiamo dire ai lavoratori neppure quanto devono lavorare, se sappiamo controbattere adeguatamente contratto alla mano, a un/a preside che delibera senza consultare il collegio un calendario con molti più giorni di lavoro del dovuto, cosa ci stiamo a fare? Stiamo diventando contabili, e poco di più ed ovvio che, se le premesse sono sbagliate, anche i conti non tornano!. Nelle scuole si vivono situazioni assurde, spesso prevaricazioni intollerabili, e lasciamo che tutto corra, per calcolo, per indifferenza, per manifesta incapacità. In ogni caso, gli insegnanti sono obbligati a lavorare duecento giorni di scuola effettivi, non uno di più, non uno di meno ed è loro facolta definire il calendario in collgio docenti. Se poi vogliono esser così masochisti o così idioti da decidere di lavorare di più gratis, questo è un altro paio di maniche.

Parliamo di presidi: ma quale organizzazione sindacale difende in fabbrica sia gli operai sia i dirigenti? In quale altro ambiente di lavoro contrattualizzato esiste questa situazione? Non è possibile che le stesse persone si trovino ora a difendere il dirigente, ora l’insegnante. E’ necessaria una riforma per cui la difesa dei diritti sindacali dei dirigenti venga fatta da sezioni sindacali staccate da quelle dei docenti e da persone diverse, altrimenti si rischia, ed è più di un rischio, di non fare nulla per non voler scontentare nessuno.

Arriviamo alle segreterie nazionali. E’ una Waterloo, io non so se ve ne rendete conto. Negli ultimi dieci anni non siete riusciti a tutelare i salari, non avete fatto nulla per il precariato, avete permesso la destrutturazione delle scuole elementari e medie e ora quella delle scuole superiori, non risucite a tutelare i colleghi delle scuole private che hanno diritto anche loro ad avere una tessera, non avete fatto una proposta alternativa e chiara che sia una per controbattere gli spropositi dell’incapace ministro di turno, non siete riusciti a guadagnare nuovi diritti nè a tutelare quelli acquisiti. Una cosa sola siete riusciti a fare: litigare. Gli insegnanti sono poco sidnacalizzati, non abbiamo un forte potere di pressione, siamo impopolari, tutte cose vere, ma voi non ci rappresentate più. La base, che non ha colore politico ma esigenze è problemi comuni, è stufa ed esasperata da queste beghe da cortile, non ne può più di stucchevoli battibecchi, è stufa di veder litigare dirigenti di alto livello mentre tutto sta crollando. Siete come quei giapponesi che dopo la fine della guerra rimasero nella giungla e continuarono a combattere, con la differenza che voi vi sparate addosso l’uno con l’altro e avete perso di vista la vostra funzione, la responsabilità che avete nei nostri confronti, il contegno etico che dovete mantenere.

Io sono e resterò sempre confederale, almeno fino a quando non riuscirete a distruggere il sindacato. Solo insieme si può sperare di ottenere risultati nella lotta contro un potere sempre più spietato, grossolano, volgare, immorale. Ricordate che tutelando noi tutelate il futuro del paese, tutelate i ragazzi, tutelate la speranza che qualcosa possa cambiare. E’ tempo che la smettiate di fare i galli da cortile e di giocare a chi ce l’ha più lungo, è tempo che torniate ad ascoltare i lavoratori, è tempo di ridare dignità all’istituzione sindacale, la più nobile, la più disinteressata, la più importante delle istituzioni. Perchè se cadono i diritti dei lavoratori, e continuando così cadranno uno alla volta, allora sarà sopraffazione, arbitrio e caos e voi, insieme a tanti altri, sarete chiamati a rispondere delle vostre colpe.

 

Categorie:Attualità, La scuola

Tag:, , ,

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...