A buon diritto, questa può essere definita una calda estate shakespeariana. Il bardo di Stratford on Avon sarebbe certo stato ispirato dalle piccole e grandi miserie che infestano la penisola in questo Luglio dove la canicola si è fatta soffocante. Dagli appalti truccati delle ferrovie dello stato alle case (celesti) di Propaganda fide, dalla legge bavaglio ai tentativi  di riproporre la legalizzazione dell’impunità per il premier, dalle lap dancer brasiliane alle cameriere compiacenti, è un pullulare di materia bituminosa e maleodorante, una palude stigea, una catena infinita di cricche, una lista inesauribile di bassezze e miserie da due soldi  di una classe politica giunta a un tale squallore da far rimpiangere la DC verminosa di Forlani. Poichè al danno si aggiunge la beffa, ecco un centrosinistra talmente idiota da richiedere elezioni anticipate, così da consegnare il paese nelle mani del gatto e la volpe, il re nano e padre trota, la coppia più devastante che abbia mai calcato i   campi. Non contento di questo, prova a far passare un lodo per il presidente della repubblica così da offrire un’altra possiblità al re nano di vedere allontanarsi definitivamente lo spettro dei processi. In questo sfacelo totale non mancano momenti di puro spasso, spesso offerti da quell’autentica show girl che è il ministro della pubblica istruzione. Prima dà dati falsi sulle bocciature, millantando una "scuola del merito" che non esiste e non esisterà mai finchè si continueranno a mandare a casa gli insegnanti e a non pagarli, poi nasconde i dati sugli esami di maturità, con l’evidente  intento di rileggerli e renderli noti in seguito, debitamente corretti ad usum delphini.

C’è anche l’impagabile Bondi, ormai completamente schiavo di una passione d’amore disperata per il suo piccolo padrone che difende a spada tratta, addirittura rilanciando il pericolo rosso. E’ commovente che tra la devastazione degli enti lirici, la distruzione del cinema e l’ostinata pertinacia con cui combatte ostinatamente tutto ciò che possa anche alla lontana chiamarsi cultura, trovi il tempo di lanciare strali contro quei comunisti di cui lui, in un’altra vita, in un altro luogo, è stato rappresentante.

Che dire delle dignitose dimissioni di Brancher, del suo patteggiamento, di quest’uomo salito alle stelle e disceso nelle stalle nel volgere di pochi giorni, di questo fedele sudditto che ha pagato sulla sua pelle il fatto che no, il piccolo re non è onnipotente, capriccioso, bizzoso, priapico, bugiardo ma onnipotente, no. Grazie a Dio.

Che dire di quell’onorevole che a lungo ha militato nel fronte della gioventù, fascista di provata fede, difensore della moralità e della famiglia che ha improvvisato un comizio elettorale da un balcone, in mutande, vicino a due trans? " Non è come credete"  ha detto, come la moglie seduta sul fallo dell’amante che risponde: "Sono scivolata".

Se poi scendiamo al sud (non accusatemi di razzismo, sono originario proprio della provincia di cui andrò a parlare) troviamo a Messina un’università dove si approva una norma per proteggere un rettore già accusato di aver truccato numerosi concorsi. Ormai siamo alla legge bricolage, il fai da te della giurisprudenza.

Non paghi della esaltante esperienza fatta con i pieni poteri dati a Rumentaso e co., con i pirotecnici risultati che conosciamo, adesso il governo si appresta a dare pieni poteri al sindaco Moratti per l’Expo di Milano. La grande mangiatoia ha bisogno di un vigile che regoli il traffico, Rumentaso è fuori gioco, dubito che la Moratti possa essere colta dal desiderio di farsi massaggiare da un masseur in abiti succinti in piena notte e quindi offre maggiori garanzie. Garanzie di che? Ma di salvare l’apparenza, naturalmente. Solo ed esclusivamente l’apparenza. E’ notizia di questi giorni che le cosche hanno allungato le mani sull’Expo di Milano. E’ la mafia del secondo millennio, la mafia che paga in contanti e che ha il volto della rispettabilità. L’apparenza, appunto.

Ci sono poi le notizie che nessuno commenta, che devi andare a cercarti tra le righe o in editoriali minuscoli a fondo pagina, quelli che nessuno legge. Ad esempio l’attacco che la finanziaria porta all’ambiente: i condoni edilizi previsti aggraveranno ulteriormente il già previsto dissesto idrogeologico del paese e il rischio che tragedie come la frana di Messina si ripetano si trasforma in  mero calcolo delle probabilità. Il ritiro dei certificati verdi sancirà la chiusura di aziende che hanno scommesso sul futuro e sull’energia pulita, avrà un costo in termini di perdita di energia pultia e ci attirerà l’ira di Bruxelles. Senza portare un centesimo nelle casse dello Stato. La logica dei tagli, la stessa che ha distrutto la scuola e adesso attacca l’ambiente. Il taglio ai fondi dei parchi nazionali non solo provocherà danni ambientali ma assesterà un colpo fatale all’indotto che ruota attorno ai parchi, facendo precipitare l’economia di interi comuni. Tagli fatti senza alcuna logica che non sia quella del macellaio.

E’ evidente che la teoria di Friedman, secondo cui il benessere economico dovrebbe scendere a piogggia dall’alto verso il basso e toccare anche le classi più basse, alla luce della storia recente, è una somma stronzata, tuttavia qualcosa di vero c’è: a scendere dall’alto verso il basso, però,  non sono i soldi ma i vizi, i trucchi da fiera, le furberie, le meschinità che in questo paese infestano tutte le classe sociali, senza distinzioni. E’ un’infezione irreversibile un malcostume ormai generalizzato: dal panettiere che non ti fa lo scontrino al lavoro nero, dalle manovre oscure dei provveditorati ai primari che operano in cambio di denaro, dai servi che nella scuola, negli uffici, ovunque, ascoltano e appoggiano pedissequamente la voce del padrone, grande o piccolo che sia, in cambio di meschine regalie, a ministri saliti alla loro carica per meriti professionali, ma di una professione diversa da quella ufficiale. E’ tutto un prostituirsi, un vendersi neppure al miglior offerente, vendersi e basta, una supina e ottusa accettazione dell’iniquità. L’Italia del secondo millennio è un verminaio a cielo aperto, una cloaca maxima dove ogni giorno giungono nuovi liquami che hanno tutti lo stesso odore fetido della disonestà.

Leggevo qualche giorno fa uno dei blog dell’Unità, dove l’autore affermava che non esiste un’alternativa valida in  uesto paese, che i due poli sono solo apparentemente contrapposti ma in realtà sovrapponibili per mancanza di idee, incapacità di cercare strade nuove, vuoto ideale. E’ la verità. Il re nano potrebbe crollare e potrebbe cambiare tutto per non cambiare niente. Come sempre. Salvando l’apparenza.

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