A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

Una escursione nella memoria


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Nella Pasqua del 1944 in valle Pesio, provincia di Cuneo, si combatté una furibonda battaglia tra i tedeschi e i partigiani. Questi ultimi si ritirarono attraverso le montagne e un gruppo di loro arrivò a Carnino da dove, tradito, dovette fuggire attraverso un’altra marcia forzata in alta montagna. Per ricordare questi fatti, il Gruppo partigiano Ignazio Vian ha organizzato un’escursione sui sentieri che videro, in mezzo alla neve, la ritirata dei partigiani.

Il percorso è impegnativo: otto ore di marcia, un dislivello di 1400 metri. Con mia moglie e due dei miei figli decidiamo di partecipare. Il loro passo è più veloce del mio e quindi praticamente ci incontriamo alle soste. Non me ne cruccio: la salita è dura e non lascia spazio ai discorsi, i paesaggi che si attraversano, tra i più vari dell’arco alpino italiano, sono talmente belli da mozzare il fiato. Di tanto in tanto gruppi di camosci fanno capolino tra le rocce. Dopo aver toccato i duemila metri del Rifugio Garelli, uno dei più belli, per la sua posizione, delle alpi, comincia la parte dura. Il massiccio del Marguareis, il più alto delle alpi liguri, incombe vicinissimo sulla comitiva di sessanta persone che arranca. Molti sono anziani e vanno più veloci di me. Attraversiamo una delle zone carsiche più importanti d’Europa, la guida ci dice che la regione vuole creare in quel luogo paradisiaco un inutile bacino idrico. Primo segnale della legge fortissimamente voluta dalla Lega che assegna la gestione dei parchi alle regioni. Il Col du Pas, 2342 metri, sembra irraggiungibile: una salita verticale che mi procura visioni mistiche.

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Dopo una interminabile discesa attraverso un canalone a strapiombo,  a Carnino ci accolgono i partigiani. Sono anziani, ci ringraziano di cuore. Per loro quello che abbiamo fatto conta molto, non è stata solo un’escursione: camminando sulle orme dei partigiani abbiamo ripercorso i sentieri della memoria, una memoria che ci porteremo dentro e tramanderemo ai figli e, io e mia moglie, ai nostri alunni. Raccontano i partigiani, rievocano quell’impresa, fanno commenti amari sul presente. Non hanno perso la voglia di lottare né la fiducia in quei valori che li guidarono allora. Sono l’unico motivo per cui possiamo dirci orgogliosi di essere italiani. Il partigiano racconta che nel suo gruppo c’era una squadra di siciliani, che non avevano mai valicato una montagna e sottolinea che in montagna non esistono divisioni.. E’ l’insegnamento più nobile della resistenza: da Cuneo a Palermo, uniti ad affrontare sforzi sovrumani e rischiare la pelle per un ideale comune. Come devono sentirsi queste persone, lo sguardo giovane nei volti antichi, nel vedere come si è ridotto questo paese? Cosa devono provare a vederlo in mano a camorristi, razzisti, fascisti, guidato da un affarista senza scrupoli e senza morale, a cui si contrappone una parte che non ha saputo raccogliere l’eredità della resistenza, che non ha avuto il coraggio di proclamare la propria diversità rispetto a chi la resistenza vorrebbe cancellarla?  Cosa devono provare ad ascoltare gli sciacalli del revisionismo, lerci individui senza etica e senza morale. schifosi bugiardi che pensano di cambiare la storia spargendo il letame della menzogna sopra l’erba perennemente verde di chi ci ha regalato la libertà?

Qui, in alta montagna, dove si respira aria pulita e l’acqua è fresca, sembra tutto molto lontano. Il pensiero di ritirarsi un giorno tra queste vette e isolarsi dal resto del mondo è venuto spesso a me e mia moglie. Ma andare via dallo schifo significa arrendersi ed è qualcosa che non piace né a me né a lei. Quella di questa splendida giornata di Luglio è stata una escursione nella memoria, un atto di perpetuazione della storia. Un piccolo, insignificante gesto di rispetto verso chi ci ha dato la libertà. Non dimenticheremo mai quello che i partigiani hanno fatto qui. Forse, anche questo è un modo per continuare a resistere.

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Un ringraziamento particolare va all’ente parco Valle Pesio che ha messo a disposizione le sue guide, gentili e disponibili a spiegare quello che ci circondava, all’associazione partigiana Ignazio Vian e ai suoi splendidi e coraggiosi testimoni. La valle Pesio è una delle più belle delle alpi marittime, per chi fosse interessato alle iniziative dell’ente parco e volesse essere inserito nella mailing list per avere informazioni su escursioni e trekking l’email è: parcopesio@rupapiemonte.it

L’anno prossimo l’iniziativa verrà ripetuta: credetemi, vale la pena parteciparvi.

Categorie:Cronaca

1 risposta

  1. Grazie di cuore

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