A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

Aspettando l’iceberg…


Il re nano ha ottenuto la fiducia, risicata, traballante, ma l’ha ottenuta. Non c’erano dubbi. La quantità di escort presenti in parlamento, di mercenari pronti a cambiare bandiera in cambio di un congruo compenso, di peripatetici della politica interessati solo al portafoglio, non lasciava spazio a futili speranze. Lo stesso Fini  si è dimostrato un abile opportunista, un tendicorda  che, non dubitiamo, farà tesoro del peso decisivo dei suoi voti quando verrà il momento di chiedere. Il discorso del re nano testimonia che l’uomo vive ormai in un’altra dimensione, in un mondo parallelo dove lui è onnipotente: convince Obama a salvare gli Stati Uniti, fa terminare la guerra tra Russia e Georgia, racconta barzellette antisemite e poi si dichiara israeliano, insulta, en passant, i giudici.

Nel frattempo, a sinistra si chiedono le dimissioni di Bossi non perché più volte ha minacciato una presa delle armi da parte del suo popolo, non perché capo di un partito xenofobo che sta quotidianamente violando, nei paesi che amministra, i diritti civili di cittadini che lavorano e producono per l’Italia, non perché ogni occasione è buona per alzare il dito medio e ironizzare sulla bandiera, costituzione e patria, no, la sinistra ha chiesto le dimissioni di Bossi perché, citando Asterix, ha detto: “Sono porci questi romani”.

A questo punto, speriamo che la Gelmini faccia un rutto in televisione, che la Carfagna faccia una linguaccia a un giornalista e forse la sinistra chiederà le dimissioni anche di questi due esempi di rara incompetenza.

Il Titanic Italia, in questo sfacelo, si avvia lentamente, ma inesorabilmente, verso l’iceberg che lo farà sprofondare. Aumento della disoccupazione, aumento dell’inflazione, riduzione dei consumi, riduzione dei risparmi, dovuta al fatto che i genitori devono mantenere i figli, licenziamenti a catena, chiusura o delocalizzazione di importanti aziende, criminalità organizzata sempre più organizzata, manageriale, efficiente, corruzione alle stelle in qualunque settore pubblico, evasione fiscale ai massimi storici.

Dal prossimo anno a decidere le politiche finanziarie degli stati membri sarà l’Ue. Se davvero, come si ventila, si profila una manovra da 130 miliardi di euro per ridurre il deficit dello stato, saremo davvero sull’orlo del baratro. Il re nano sarà costretto a toccare le pensioni e lo stato sociale, e si sa che chi tocca il welfare in Italia, immancabilmente, ci lascia le penne. La tensione sociale, già alta in misura allarmante, salirebbe alle stelle con conseguenze imprevedibili e con un governo, chiunque lo guidi, incapace di reagire. Ho osservato con rabbia e disgusto, i poliziotti picchiare i manifestanti di Acerra, gente che stava facendo un sit in per protestare contro la grande truffa dei rifiuti, orchestrata da Rumentaso, gente che chiedeva di vivere senza essere avvelenata. Quelle immagini si sono sovrapposta a quelle del G8, che sono rimaste indelebili nella memoria di chi crede di vivere in una democrazia. Quelle immagini potrebbero rappresentare una anticipazione  del futuro prossimo. Non è catastrofismo: l’aumento delle tensioni sociali è stato ampiamente previsto dagli esperti di settore come conseguenza della crisi economica e del progressivo aumento del costo energetico. Non c’è nulla di nuovo sotto il sole.

Il nuovo potrebbe essere un politico che metta al primo posto del suo programma l’ambiente, dall’aumento della qualità di vita nelle città al riciclaggio intelligente dei rifiuti, dalla cancellazione del nucleare allo sviluppo dell’energia solare ed eolica; una politica industriale con sgravi fiscali per chi investa sulla ricerca e sulle nuove tecnologie, una politica scolastica basata sul merito ma soprattutto sul recupero di chi parte svantaggiato, una scuola con attrezzature adeguate, sistemi di sicurezza rigorosissimi, personale sufficiente, per essere davvero in grado di sviluppare le competenze di ogni ragazzo/a, una lotta spietata contro l’evasione fiscale e la corruzione, con inasprimento delle pene e cancellazione perpetua dai pubblici uffici, una giustizia rapida, efficiente, dotata di mezzi efficienti e moderni per svolgere al meglio il proprio compito, una rete di protezione sociale adeguata (a partire dal salario minimo garantito per chi perde il posto di lavoro) che riduca l’emarginazione, una politica di accoglienza e integrazione seria, organizzata, severa quanto basta, una informazione pubblica davvero al servizio della gente e non più asservita al politico di turno. Questo tanto per cominciare. Ma già sento qualcuno di voi mormorare:” Mi piaccion le fiabe, raccontane altre…”

Categorie:Cronaca

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