A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

La vergogna e l’incuria


Trovo vergognosa la scelta del sindaco di  Prato ( non so e non mi interessa a quale partito faccia capo) che nega il lutto cittadini alle tre lavoratrici cinesi morte in un sottopasso, annegate per un improvviso allagamento. L’integrazione passa anche attraverso atti di pietà civica assolutamente dovuti. Forse è un segno che il leghismo sta attecchendo, che l’intolleranza è diventata una buona merce di scambio elettorale. Trovo si tratti di un segnale inquietante e mi auguro che, se il sindaco è di area Pd, il partito stigmatizzi ufficialmente il gesto. Se la regionalizzazione, tanto richiesta da alcuni autorevoli esponenti del centrosinistra, è questa, allora è meglio rispondere: no, grazie. Se si pensa di combattere la Lega imitandola nei comportamenti più abietti, allora siamo davvero alla frutta.

Le piogge di questi giorni e i disastri che hanno provocato soprattutto in Liguria, testimoniano la totale mancanza di una politica di protezione ambientale da parte dei comuni. A Genova c’è stata una pioggia fittissima, durata tre ore, ma che non giustifica in nessun modo i danni provocati. I veri responsabili del disastro sono la mancata pulizia annoso problema che torna d’attualità ad ogni alluvione,  il cattivo stato di tombini, caditoie e strade, l’aumento indiscriminato e selvaggio della cementificazione che dissesta il fondo stradale trasformando ruscelli in bombe d’acqua.. Come sempre, nessuno pagherà, auguriamoci solo che l’operaio disperso venga ritrovato sano e salvo anche se le speranze sono poche. La trionfante eliminazione dell’Ici, unico vanto dell’attuale coalizione di governo, ha portato a questo: l’ammanco nei fondi dei comuni si è mutato in tagli ai servizi sociali per le fasce più deboli, tagli alle operazioni di manutenzione stradale, con disservizi e danni che ricadono su tutti noi. Va anche sottolineata, per inciso, l’assoluto immobilismo della protezione civile che mentre una parte di Genova andava a bagno, continuava a segnalare uno stato di allerta 2.  Rumentaso oggi sarà in città. Osserverà, pontificherà e scaricherà le responsabilità sugli altri, come è sua abitudine.

Veniamo alla sporca faccenda dei rifiuti. 

«Se teniamo al 40 per cento la soglia da raggiungere per la differenziata, la termovalorizzazione non la faremo mai… Quindi se è vostra intenzione, maggioranza e opposizione, dovete abbassare la quota della differenziata».

Sono frammenti di una conversazione tra Rodolfo Di Zio, il gestore dei rifiuti in Abruzzo, e l’assessore all’ambiente della regione. Sono fortunatamente entrambi in galera, insieme a molti altri. IL frammento è istruttivo perché testimonia quello che gli ambientalisti seri affermano da tempo: con una seria politica dir accolta differenziata i termovalorizzatori (leggi inceneritori) sono assolutamente inutili. In Campania i rifiuti sono di nuovo per strada perché la raccolta differenziata non è mai partita e il termovalorizzatore  inaugurato da Rumentaso e e re nano in pompa magna è una fabbrica di veleni che non ha mai funzionato e non funzionerà mai. In Sicilia, dove la situazione è altrettanto disastrosa, un sindaco Pd è stato costretto a dimettersi perché i suoi cittadini hanno votato contro la raccolta differenziata che lui aveva ampiamente caldeggiato in campagna elettorale.IL colosso dei rifiuti della regione ha mobilitato i vertici Pd locali perché boicottassero il loro sindaco. Il ministro Maroni, a detta di molti un raro esempio di leghista capace, ha addirittura multato un sindaco perché faceva troppa differenziata!

In realtà la differenziata funziona dove le aziende preposte allo smaltimento dei rifiuti sono gestite in parte dai comuni, dove invece, come in Sicilia, a Napoli, in molti altri comuni, entrano in gioco i colossi dello smaltimento, tramite prebende, donazioni e favori riescono a boicottare la raccolta differenziata, costruendo inceneritori e avvelenando i cittadini. L’ironia sta nel fatto che la raccolta differenziata dovrebbe raggiungere il livello del 40% ed entro il 2012 del 65%, una legge dello stato che i funzionari dello stato che l’hanno emanata boicottano allegramente.

Se invece di discutere di appartamenti, escort, falsi attentati e massimi sistemi la politica tornasse a sporcarsi le mani con la spazzatura, il territorio, l’ambiente, se invece di promettere mari e monti i vertici dell’opposizione si limitassero a promettere obiettivi raggiungibili: scuole sicure, strade che non diventano laghi dopo un’ora di pioggia, torrenti puliti, riciclo dei rifiuti, se lo facessero spiegando alla gente quanto sarebbe fondamentale, quanto migliorerebbe il tenore di vita di tutti se solo si riuscisse a centrare questi obiettivi, avremmo forse una politica diversa. Il chiacchiericcio stucchevole di questi giorni suona tanto più irritante di fronte a quello che sta succedendo nel paese. Va anche sottolineato un altro pericolo: che il federalismo tanto decantato si trasformi in un liberi tutti anche in materia di ambiente è rifiuti. E’ già successo in alcuni comuni leghisti. Che questo governo possa porvi un freno, è utopia. Che possa porvelo il governo che verrà è una tenue speranza. Nel frattempo, speriamo in un autunno mite.

Categorie:Cronaca

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