A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

Bunga bunga alla scuola pubblica, bunga bunga al futuro


Mentre gli scherani del satiriaco e tascabile sovrano si affannano a relativizzare le sue colpe, invitandoci a considerare un’orgia con minorenni un giusto relax per l’indefesso lavoro svolto dal nostro, il ministro Tremonti, che qualche idiota a sinistra (ahi! quanti ce ne sono, pullulano, pullulano…) si ostina a considerare una persona capace, con un trafiletto di poche righe ripristina i finanziamenti tagliati alla scuola privata mentre continua a mantenere i tagli per la scuola pubblica. Poichè anche la Gelmini dovrà firmare qualcosa, altrimenti si potrebbe pensare che sia un fantoccio messo lì per ripetere meccanicamente quello che gli viene ordinato da Tremonti e dall’altro moralista della coalizione di governo, Brunetta, detto anche trecentoabotta, ecco la sua firma sul decreto per i tagli alle borse di studio.

Ricordate i discorsi sulla scuola moderna, le pagelle elettroniche, l’offerta formativa ampia e disponibile, la meritocrazia di docenti e studenti? Palle, letame, cacca, fumo. Niente di niente.

L’orgiastica compagine di governo, tra una ragazzina e l’altra, aspirando fumi non ben definiti ma certamente euforizzanti, con sadica puntualità, pezzo dopo pezzo, sta distruggendo un sistema scolastico pubblico che, se non eccellente, era quanto meno dignitoso, prima di diventare una fonte di finanziamento dello stato. Con il plauso di varie componenti del tessuto sociale italiano, ovviamente tutti esterni alla scuola. Lo stesso Cacciari, che farnetica di una riforma fondamentale come l’abolizione del valore legale del titolo di studio e plaude alla riforma dell’università, o si è completamente bevuto il cervello a furia di pensare ad astrazioni metafisiche o ha deciso di scordare il passato e diventare il cantore di una borghesia progressista che nel nostro paese non è mai esistita e mai esisterà. In ogni caso, anche lui come tanti altri pontificatori, vive fuori dal mondo, certamente fuori dalle aule della scuola vera, non dell’università dove può pontificare liberamente per chi pende dalle sue labbra.

Si distrugge il futuro dei ragazzi minando alle fondamenta la scuola pubblica ma si distrugge anche il presente  dei ragazzi, propugnando una morale gretta e rivoltante, proponendo modelli e stili di vita corrotti e indecorosi, cancellando dal vocabolario la parola “dignità”. Questo schifoso relativismo morale per cui se uno va con una prostituta a Genova è un reprobo che va additato al pubblico ludibrio e se il presidente del consiglio fa la stessa cosa è un uomo stressato che si rilassa, sta producendo danni inenarrabili e, probabilmente, irrimediabili.

Pensate solo a quanto, in questi quindici anni di governo, la figura femminile sia stata umiliata, diminuita, ridotta a merce seriale di consumo, a oggetto di piacere sempre disponibile e sempre accessibile. Le donne del lider maximo devono essere belle in modo sfacciato, meglio se un pò volgari, affette da ipertrofia della glandola mammaria e ipotrofia cerebrale, bambole gonfiabili viventi, oggetti di consumo. Poi ci stupiamo se aumentano gli stupri, se un padre di famiglia strangola la nipote giovane e bella che non ha voluto cedergli, se lo stalking è un reato ormai diffusissimo. Aberrazioni, certo, ma aberrazioni figlie di un clima, di una temperie culturale soffocante, miasmatica, ferale.

L’altro messaggio che costantemente viene lanciato e ribattuto, è che tutto è lecito per arrivare al successo e che una volta arrivati al successo tutto diventa lecito perché il denaro rende intoccabili.

Le madri che aspirano a una carriera di modella per le figlie, che vorrebbero vederle al Grande fratello, che le sognano veline, sono sempre di più, specie nei quartieri sottoproletari, dove la televisione allontana con i suoi messaggi rassicuranti lo spettro della miseria. La spregiudicatezza, l’amoralità, la mancanza di un progetto di vita, sono delle costanti in molti giovani d’oggi, insieme all’irresponsabilità e all’apatia. Non è più spiegabile tutto con la crisi della famiglia perché le famiglie stanno diventando inermi di fronte al fetore che appesta l’aria, di fronte ai messaggi che passano dai mezzi d’informazione, di fronte allo stile di vita che viene proposto e imposto, pena essere tagliati fuori dalla realtà.

Un recente e magnifico libro di Gianrico Carofiglio ci illumina sulla manomissione delle parole da parte del potere autoritario e sull’impoverimento progressivo della nostra lingua che si sta riducendo a una serie di slogan pubblicitari e di messaggi contraddittori e subliminali. Siamo alla neolingua di Orwell, siamo al Grande Fratello quello vero, il protagonista di quell’atroce  e magnifico libro che è 1984. I nostri ragazzi questa neolingua la stanno imparando, assorbendo, respirando, e i risultati, purtroppo, sono sotto gli occhi di chi vuole vedere.

Un altro libro doloroso e splendido, di Victor Klemperer, un filologo vissuto all’epoca del nazismo, spiega come la manomissione progressiva delle parole, l’uso mirato della lingua da parte del potere, ha contribuito in modo determinante a tracciare la strada che conduce ai lager. Una riflessione illuminante e spaventosa sul potere della parola.

La società italiana è stata infettata da questa gente, contagiata in profondità, un’epidemia di ignoranza, pregiudizio, menzogne, razzismo, violenza e intolleranza, che non potrà che lasciare a lungo segni profondi nella vita quotidiana di tutti noi. La destrutturazione e cancellazione della scuola pubblica, la modificazione del linguaggio, il relativismo morale ormai assurto a norma, rientrano perfettamente nel proposito di creare non solo un popolo di sudditi, come afferma qualcuno, ma peggio, un  popolo di clientes, costretti a mendicare ciò che spetterebbe loro di diritto, costretti a vendersi in cambio di ciò che avevano e hanno perso. Molti di noi clientes non lo saranno mai, ma possiamo in tutta coscienza dire lo stesso dei nostri figli?

Non mi si tacci di moralismo, la mia non è l’invettiva di un bigotto ma piuttosto, si parva licet componere magnis, la sdegnata e livida ira di un Giovenale di fronte allo sfacelo che ormai investe tutto il nostro paese. Non è facile sedersi in cattedra ogni giorno e spiegare ai ragazzi che solo il lavoro duro e i sacrifici portano a ottenere risultati, è quasi impossibile fargli comprendere il primato dell’essere sull’avere. Vedere che si usa il vetusto ma sempre valido metodo di epater le bourgeois per mascherare le porcate vere, le coltellate alle spalle della povera gente, mi provoca a un tempo rabbia, avvilimento e stupore, stupore per un popolo assopito, narcotizzato, rimbambito da un re che non è mai stato così nudo. Ma forse non vogliono alzare lo sguardo per vedere chi hanno messo sul trono. A quelli che si rifiutano di vedere, di ascoltare, di pensare, voglio ricordare le parole di un poeta che tanto ci manca: anche se voi vi credete assolti, siete lo stesso coinvolti.

Consigli per la lettura

Gianrico Carofiglio,  La manomissione delle parole, ed. Rizzoli

Victor Klemperer

LTI, la lingua del terzo Reich. Taccuino di un filologo. ed. Giuntina

Talmente belli e indispensabili che qualsiasi commento non gli renderebbe giustizia.

Categorie:Cronaca

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