A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

Lettera aperta (e un pò astiosa) al ministro della Pubblica distruzione


Gentile ministro,

prendo atto che, ancora una volta, lungi dal dare spiegazioni di provvedimenti assai discutibili e controversi quali gli ultimi da Lei presi, ad esempio, riguardo l’Università, esterna pubblicamente per delegittimare le critiche di chi, usufruendo della scuola pubblica o lavorando nella stessa, si sente ogni giorno di più defraudato dei propri diritti.

La notizia del giorno è la class action indetta da alcune famiglie contro l’innalzamento del numero di alunni per classe. Lei ha replicato che tale protesta è priva di fondamento perchè le classi con più di trenta alunni raggiungerebbero solo lo 0,4%.

Sti cazzi! Mi viene spontaneo commentare da comunista maleducato quale sono. Le chiedo se lei ha la cognizione di cosa significhi insegnare oggi, se ha la minima idea dei problemi che i maestri e professori devono affrontare oggi. Se la sua risposta è affermativa, le chiedo se,  a suo parere, è possibile occuparsi di ragazzi deprivati, con basso livello di autostima, con problemi familiari ed economici spesso assai gravosi, boderline, in classi di venticinque, ventisei, ventisette, ventotto, ventinove alunni. Le chiedo se lei ritiene che, con questi numeri, sia possibile insegnare a bambini e ragazzi che hanno le loro basi culturali nei nauseanti programmi di quella cloaca massima che è la televisione del suo datore di lavoro, che hanno genitori stranieri che lavorano dodici ore al giorno, spesso in nero, grazie alle leggi dei suoi colleghi di governo, che spesso non possono neppure comprarsi i libri di testo perché il padre ha perso il lavoro a causa della crisi che l’esecutivo di cui fa parte continua a ignorare per occuparsi di tutt’altro.

Oltretutto, gentile ministro, Lei dimostra di non conoscere le leggi dello stato o, in caso contrario, di non avere a cuore la tutela della salute di alunni e docenti che lavorano nelle scuole. La informo che esiste una legge quadro sulla sicurezza in Italia, la 626, una legge che il suo padrone ha cercato più volte di far abolire, senza per fortuna riuscirci. Nel ponderoso capitolo che riguarda la scuola si dice che ogni alunno in una classe deve avere  a disposizione 1.80 metri quadri nelle scuole elementari e medie, 1.90 metri quadri nelle scuole superiori. Non solo, la parte riguardante la normativa anti incendio prescrive che in una classe non possano mai esserci più di venticinque persone, insegnanti compresi. Credo non esista una scuola in Italia in cui queste norme vengano rispettate. Non solo la class action è legittima, è assolutamente necessaria se si vogliono evitare tragedie a scuola. Perchè lei ha anche tagliato i finanziamenti per la messa a norma delle scuole. Se la legga, la legge 626, ministro, se non vuole per l’ennesima volta essere accusata di incompetenza, anche se ormai, immagino, ci ha fatto l’abitudine.

Perché vede, in altre occasioni lei ha dimostrato di avere scarsa dimestichezza con le leggi dello stato. Più volte si è vantata di avere introdotto il merito nella scuola italiana. Prima di tutto non è vero: so che per lei è una sorpresa, ma introdurre dei numeri al posto dei giudizi, inserire una norma come quella del cinque in condotta rendendola poi di fatto totalmente inapplicabile con la circolare attuativa , tagliare le ore di italiano nella scuola media e tagliare ore su ore di laboratorio nelle scuole superiori, non significa introdurre il merito, ma solo rendere infernale il lavoro degli insegnanti. In secondo luogo la Costituzione, non le dico l’articolo, la legga tutta, lei e i suoi compari ne avete bisogno, recita che bisogna assicurare a tutti pari opportunità, non premiare chi ha i soldi per pagarsi scuole migliori e destinare a diventare manodopera a basso costo tutti gli altri che è esattamente quello che Lei sta facendo.

Quanto alla pagliacciata del merito dei suoi insegnanti, gentile ministro, noi non siamo le amichette del suo padrone, non andiamo a mendicare in cambio di favori, non abbiamo bisogno di regalie, vogliamo solo che venga rispettata la nostra dignità.

Lo sa Lei che un insegnante non può, durante l’ora di lezione, fare un fotocopia o assentarsi per andare al cesso perché lei ha tagliato il personale Ata? Lo sa che in molte scuole non esiste vigilanza per lo stesso motivo? Lo sa che molte scuole sono in condizioni igieniche precarie per lo stesso motivo?  Lei ha tagliato in fondi alle scuole che sono costrette a chiedere ai genitori di portare a scuola carta igienica, sapone, ecc. Noi insegnanti ci vergogniamo di questo, perché il nostro lavoro non è fare la questua ma insegnare ai ragazzi come diventare cittadini onesti (capiamo benissimo che questo contrasta con gli indirizzi politici del suo governo).

Lei ha tagliato i fondi d’istituto che servono a finanziarie l’ampliamento dell’offerta formativa, che significa ossigeno, possibilità di effettuare corsi di recupero, possibilità di limitare il disagio, ecc. Lei ha reso impossibile tutto questo, limitando l’offerta formativa, impoverendola, svuotandola di valore.

Un’ultima cosa: non mi aspettavo che Lei, una madre, una donna, esprimesse parole di solidarietà nei riguardi di un uomo anziano che paga minorenni in cambio di favori sessuali. Mi chiedo se approverà giuliva l’abbassamento della minore età che il governo, si vocifera, vorrebbe approvare in queste ore. Fino adesso la consideravo solo inadatta al ruolo che ricopre, adesso la considero anche indegna. Si vergogni, ministro, per quello che ha fatto alla scuola italiana .

Categorie:Cronaca

1 risposta

  1. difficile che il ministro legga questa tua, ancor più difficile che la capisca
    ciao
    giovanni

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