A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

La società dei magnaccioni


Immagino le ore passare dapprima lente poi sempre più rapide  via via che l’obiettivo si avvicinava e un’ansia febbrile pervadeva le tre menti eccelse impegnate in un furioso brainstorming, una tempesta di cervelli furiosa, eccitante, inesorabile che alla fine ha prodotto il miracolo, la soluzione agognata da migliaia di giovani che, ignari del consesso di geni che stavano lavorando per loro, protestavano in tutte le città d’Italia reclamando istruzione e lavoro. Posso solo immaginare i dialoghi intercorsi tre i tre grandi protagonisti dell’impresa e le difficoltà che a tratti sono parse insormontabili.

Perché solo un trafiletto sui giornali? Perché non un peana, uno squillo di buccine, almeno uno spot televisivo che annunciasse la lieta scoperta? Mentre il padrone è impegnato nelle sue feste e in quelle che vogliono fargli altri, mentre il paese si chiede, col fiato sospeso, se Bagnasco si riferiva nel suo intervento di ieri al nostro premier oppure, come sostiene la difesa con argomenti solidi, a tutti i premier che si accompagnano di solito con minorenni, tre geni, tre benemeriti della patria, nel centocinquantenario della sua fondazione risolvevano l’annoso problema dell’occupabilità giovanile.

Sì, avete letto bene: “Piano per l’occupabilità giovanile”, si chiama così. L’hanno presentato i tre ministri più inutili e dannosi di questo esecutivo, tre erinni, tre che se li avesse conosciuti Wagner non avrebbe più fatto la Cavalcata delle Valchirie. Occupabilità giovanile. Ho guardato mia moglie, poi l’articolo, poi di nuovo mia moglie e le ho chiesto: “Ma che cazzo vuol dire occupabilità? Mica sono appartamenti, mica si può entrare dentro un giovane…” Mia moglie, con un eloquente gesto del capo, ha risposto: “Si può, lui lo fa in continuazione. Entra dentro i giovani. Soprattutto dentro le giovani”.

In ogni caso, la geniale soluzione per l’occupabilità o l’occupazione giovanile, è questa: lavoro manuale e contributi pensionistici volontari. Genitori, invece di comprare un’ auto a vostro figlio, riscattategli l’università. Inutile spiegare al ministro in questione che il riscatto dell’università, con il nuovo sistema contributivo, è  inutile. Una spesa esosa in cambio di niente. Ma è tutto il piano a essere un delirio partorito dalla mente di persone che reggono male gli alcolici.

La verità è che , come su queste pagine ho modestamente anticipato nei mesi scorsi,  la devastazione della scuola pubblica aveva uno scopo, era frutto di un metodo, era uno dei nodi di una strategia tesa a fare sì che i figli degli operai tornassero a fare i figli degli operai. Adesso, questa verità è conclamata, è scritta, dichiarata, evidenziata.

Questo delirante piano smantella definitivamente la cultura umanistica, cioè la nostra cultura, le nostre radici, la nostra anima. Propone ai nostri giovani un futuro senza diritti, uno sfruttamento costante che cominci già dai banchi delle aule universitarie con la scusa del tirocinio professionale, una revisione dello statuto dei lavoratori che cancelli i diritti dei lavoratori. Inoltre è prevista una piattaforma informativa con lo scopo di dissuadere gli ignari dall’iscriversi all’università. Perché fare l’avvocato  se puoi fare l’infermiere? Chiede col sorriso sulla bocca uno dei tre dementi. Sarei curioso di sapere se pone la stessa domanda anche ai suoi figli.

La disoccupazione, in Italia, non è dovuta alla totale assenza di politiche del lavoro da parte del governo, alla criminalità organizzata che funge da deterrente per gli investimenti al sud, ad una imprenditoria miope, arretrata rispetto all’Europa, incapace di investire sul futuro,  incapace di guardare alle nuove tecnologie se non in termini di latrocinio, a carriere universitarie chiuse e predestinate, a una ricerca strangolata e ridotta in fin di vita dai tagli, no, la disoccupazione, cari ragazzi e ragazze, è colpa della vostra inattitudine all’umiltà.

Dopo aver devastato gli istituti tecnici e professionali, le tre menti eccelse hanno partorito 58 scuole speciali di alta tecnologia che avranno il compito, presumibilmente lavorando a stretto contatto con le aziende, di formare i nuovi schiavi.

Manca solo l’abolizione del valore legale del titolo di studio, ma vedrete che arriverà presto.  “Occorre una rivoluzione culturale che ci tiri fuori dal ‘68, , abbattere i privilegi acquisiti, adeguare la società al mercato del lavoro che cambia”. Leggete attentamente queste parole, memorizzatele, perché siamo all’anno zero, siamo alla normalizzazione, siamo al nastro di partenza per trasformare l’Italia in un paese di servi ubbidienti.

Molto è già stato fatto in questo senso ma questo piano per l’occupabilità rappresenta un piccolo passo nell’agenda del governo, un grande passo verso la sodomia globale del paese.

Ci vuole proprio la faccia come la parte di Ruby che il re nano sembra prediligere per presentare una cosa del genere, bisogna essere nati senza vergogna per dire quello che hanno detto oggi. Eppure, sono certo che i notiziari non ne hanno parlato, che pochi hanno letto la notizia, che non ci saranno proteste sdegnate o levate di scudi nemmeno da parte di chi dovrebbe saltare in piedi dopo la prima riga.

Perché ormai questo paese è diventato un bordello non solo per colpa di lenoni e donne di trivio, loro sono quello sono, ma soprattutto per colpa di chi , come le tre scimmie, non sente, non vede, non parla.

Categorie:Cronaca

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