A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

Miserabili


Adro e Fossalta di Piave: segnatevi questi nomi, stampateli nella memoria. Rappresentano uno spartiacque, una linea di confine,  sono lo specchio di un paese governato da miserabili che, per fortuna, non sono riusciti ancora a contagiare col loro veleno tutta la popolazione. C’è bisogno di riassumere la storia, in un paese normale occuperebbe le prime pagine dei giornali ma nel nostro, queste sono occupate da articoli dove ci si chiede se salteranno fuori le foto penose e squallide di un vecchietto nudo, penoso e squallido, attorniato da una corte di puttane.

Questa è la piccola storia ignobile: una bambina di quattro anni viene privata della mensa alla scuola materna, per i soliti problemi di mancati pagamenti delle tasse, da un amministratore che in un paese normale sarebbe considerato indegno di ricoprire il suo incarico, con il plauso di una preside che ha confuso la fedeltà alle direttive del ministero con il servilismo più ottuso di fronte al potere. Le maestre della scuola materna si privano a turno del loro pasto per darlo alla bambina e vengono richiamati dall’ignobile preside perché procurerebbero un danno all’erario. Sono certo che l’ineffabile ministro della (d)istruzione interverrà immediatamente con vigore, premiando la prona funzionaria. Un pensionato decide di non far pagare più l’affitto al padre della bambina fino a quando non troverà lavoro e un altro ignoto benefattore offre un blocchetto di buoni pasto che le permetteranno di usufruire della mensa.  La bambina, non è neppure il caso di dirlo, è africana. Il finale alla Frank Capra, non toglie il senso di nausea che si prova di fronte a storie come questa.

Fare la maestra è un lavoro ingrato, duro, mal pagato e difficile. E’ impossibile, per una maestra, mantenere quel minimo di distanza dai suoi alunni per non lasciarsi troppo coinvolgere dai loro problemi, è difficile considerarlo solo un lavoro, è difficile vedere un bambina di quattro anni piangere perchè non può stare con le sue amiche, non può mangiare e non fare nulla. Quelle tre maestre non sono una rara avis, lo spirito di servizio nella categoria è altissimo, l’impegno profuso per cercare di insegnare ai bambini i valori di solidarietà, uguaglianza e rispetto è costante, la creatività e la capacità di sperimentare strade sempre nuove, altissime. Si vuole riconoscere il merito? bene, si cominci a dare uno stipendio decente alle maestre italiane, si ritiri la norma sul maestro unico, si reinserisca il tempo piano. Altrimenti, si abbia il buon gusto di tacere. 

La scuola italiana è un presidio civile, un forte assediato da più parti dove testardamente ci si ostina a voler dare una possibilità a chi verrà rifiutato, a far sentire uguale chi per tutta la vita si sentirà diverso, a dare una speranza a chi la speranza la perderà. Le maestre sono il primo, fondamentale tassello nel percorso formativo di un ragazzo, sono l’imprinting, creatrici di input fondamentali perché quel ragazzo diventi una persona onesta. I  bambini di quella scuola materna, forse, grazie alle loro maestre, saranno persone diverse dalla loro dirigente e dal loro sindaco.

E’ l’unico dato positivo di una vicenda squallida, miserabile, oscena nella sua spietata coerenza con quello che questo paese sta vivendo.  Siamo all’azzeramento delle regole della convivenza civile, alla totale cancellazione della parola “solidarietà” dal vocabolario politico del nostro paese. Non sono casi isolati, non illudiamoci: dove governa la Lega episodi di questo genere sono all’ordine del giorno. Certo, non colpiscono direttamente i bambini e non occupano le prime pagine dei giornali  ma i continui abusi comminati ai danni degli extracomunitari non sono meno gravi, non dovrebbero toccare meno la nostra coscienza. Non sono casi isolati e proseguono la linea di nefandezze che passa dalle risate sul terremoto dell’Aquila, allo scandalo della protezione civile , dalla spazzatura di Napoli alla cementificazione del paese, da un finto federalismo che servirà solo a farci pagare più tasse alle leggi  ad personam, in un crescendo rossiniano di nefandezze, corruzione, abusi. Chi si allea con i miserabili, non può che essere fatto della stessa pasta. Se i leghisti puliti sono questi, figuriamoci quando scopriremo quelli sporchi.

Il governo dei miserabili è anche lo specchio di una sinistra che, più che fare la bocca a cul di gallina davanti a certi episodi o far scrivere nobili, demagogici editoriali di sdegno dai suoi giornalisti, non sa fare. Come non esiste un piano per la scuola a sinistra, non esiste neppure un piano per l’immigrazione, una proposta di legge umana che possa prendere il posto di quell’abominio che è la Bossi- Fini. Non sentiamo neanche più parlare di diritto di voto per gli stranieri, semplice provvedimento che impedirebbe ai miserabili di vessare questi poveracci, nel timore di dover alzare il culo dalla sedia che occupano indegnamente.

Per fortuna c’è ancora la gente ma la gente deve capire che l’atto di pietà estemporaneo, seppure nobile, a nulla serve, se non a mettere in pace la coscienza del singolo. La solidarietà è un esercizio quotidiano, una pratica di abluzione della mente e dello spirito che deve diventare istintiva come l’abluzione del corpo. Altrimenti i mostri prenderanno il sopravvento e la ragione scivolerà in un inesorabile letargo.

Viviamo in un paese dove 315 servi senza dignità, tra cui i razzisti leghisti, quelli con le mani pulite, hanno firmato un documento in cui fanno passare per verità la menzogna, con un esercizio degno dei funzionari del governo orwelliano. Ma il male non è neppure questo: il male è il consenso che il capo di questa banda di miserabili continua a riscuotere tra la gente comune che tutto giustifica, tutto ritiene lecito. Non nascondiamocelo: molti plaudiranno all’atto di quel sindaco e quella preside che hanno messo la piccola africana al suo posto, molti più di quanto sia lecito pensare, molti più di quanto siano sufficienti a far correre un brivido sulla schiena di chi crede ancora  nei valori civili.

Spero che nessuno dica ancora che la democrazia in questo paese non è in pericolo: è profondamente malata, perché le sta venendo a mancare il suo nutrimento naturale, perché sta assistendo imponente alla devastazione morale di un paese che non ha più onore.

Ricordatevi di Adro e di Fossalto di Piave, ricordatevi dei miserabili e delle brave persone, ricordatevi di loro quando toccherà a voi essere umiliati e offesi.

Categorie:Cronaca

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...