Lo schifo vero di questa politica, la bassezza degli esponenti di questa maggioranza non si vede solo nel coro di servi del satrapo che in questi giorni, ossessivamente, testardamente, stanno cercando di convincere l’opinione pubblica che il sole sorge a occidente, la luna è una palla di formaggio e il premier non è un vecchio porco, né nella stupida , becera, idiota cecità degli elettori del centro destra che continuano a difendere il loro signore e padrone sulla base di non si sa quali fatti concreti e sul principio che in casa propria ognuno fa quel che vuole, anche comprare minorenni, se può e gli aggrada.

Lo schifo vero sono i commenti della “Padania”, il giornalaccio neonazista della Lega, alla notizia dei quattro bambini rom bruciati vivi a Roma, “a causa del sinistro buonismo”, il commento di Tiziana Maiolo, che una volta militava a sinistra e ora sta con i fascisti, che ha elegantemente affermato che “è più facile educare i cani che i rom”, le penose recriminazioni del sindaco Alemanno, che ha basato la propria compagna elettorale sul proposito di “ripulire” Roma dagli stranieri, ha chiesto e ottenuto ampi poteri e non ha fatto nulla.

Lo schifo è nel commento di una mia alunna, che quando ho parlato della notizia ha detto:”Quattro di meno”. Una cosa talmente orribile che non può venire dalla mente di una ragazzina di quattordici anni, ma da qualcuno della sua famiglia sì ed è inaccettabile che si dicano certe cose di fronte a una ragazzina, è inaccettabile che certe cose si pensino e che si cerchi di inculcarle nella testa dei ragazzi. 

La famiglia di quei bambini è stata “sgomberata” 40 volte in dieci anni. “Sgomberare” mi riporta alla mente Johannesburg, le ruspe della polizia sudafricana che abbattevano le baracche dei “cafri”, così chiamavano i neri, senza pietà, senza alcuna considerazione, senza rispetto.  C’è un vice sindaco a Milano, un losco figuro,  che si vanta di aver effettuato 400 sgomberi da quando è salito in carica, un record degno di Botha ( ex presidente razzista del Sud Africa, lo preciso per i leghisti che hanno difficoltà con la storia). Forse non tutti sanno che metà di queste persone che vengono sgomberate, sono minori, forse non tutti sanno che queste persone sono regolari, che il papà dei bambini di Roma è un muratore, non un ladro, non un malfattore, un lavoratore con regolare permesso di soggiorno. I minori in Italia, di qualunque etnia, hanno diritto alla scuola, alla sanità, a tutti i diritti di cui godono i nostri ragazzi. Come si  giustifica il rispetto di questi diritti con gli sgomberi? Ci sono ragazzini e ragazzine che cambiano scuola cinque, sei volte in un anno, come possiamo pensare solo di cominciare un processo di integrazione? Come si giustifica in uno stato di diritto la dichiarata ostilità di molti comuni anche di grandi città che si mostrano dichiaratamente ostili verso le onlus che prestano assistenza ai Rom? Come si giustificano in uno stato di diritto certi cartelli della Lega nord che sembrano ricalcati di pari passo dai cartelli nazisti contro gli ebrei?

Non dimenticate che un pò di tempo fa, la Lega aveva avuto la bella pensata di proporre una legge per schedare tutti i minori rom. Una presunzione di colpevolezza, insomma, in barba a tutte le leggi che riguardano i diritti civili.

Tutti sapevano a Roma che il campo nomadi era a rischio, nessuno ha fatto nulla, nessuno pagherà. Questa è la barbarie vera, lo scandalo vero di quindici anni di governo di destra, questa è la deriva morale di un paese, la pattumiera dove finisce la solidarietà, la morte dell’etica. Gli zingari non piacciono a nessuno, sono una categoria che viene bene da mettere all’indice in una campagna elettorale, un capro espiatorio perfetto. Non importa se sono la minoranza etnica più importante d’Europa e se anche loro sono, come gli ebrei, dei superstiti dell’Olocausto, non importa se il 90% di loro non sono nomadi, se non sono irregolari, se la grande maggioranza lavora onestamente, non importa se tutti i gli esperimenti di integrazione, soprattutto con i minori, hanno avuto risultati incoraggianti. Conta solo che sono vittime perfette da sacrificare alla meschinità, all’egoismo e al razzismo di un popolo ignorante, senza memoria, assuefatto agli slogan, a pessimi programmi televisivi e drogato di un calcio finto e truccato. E allora via, sgomberiamoli, sdradichiamo i bambini rom dal territorio, strappiamoli dalle loro maestre, dai loro compagni, facciamoli sentire senza terra sotto i piedi fin da piccoli, priviamoli di calore umano e poi giù a bastonarli se da grandi delinquono.

Nel  quartiere in cui lavoro, tempo fa, un prete tuonò contro gli zingari. Lo conoscevo, era stato mio collega, scrissi in questo spazio una articolo durissimo. Lo scrissi perché sapevo che i frutti di  quel dissennato intervento li avrei visti crescere a scuola e così è stato. Perché la frase di quella ragazzina esprime il pensiero di molti, lo dico senza ipocrisia, e senza paura di ricevere smentite violente, perché non si può smentire l’evidenza, anche se molti, in questi giorni, lo fanno. Molti, certo, anche nel quartiere, non la pensano così. Spero siano la maggioranza ma, onestamente, non lo so. Il sacerdote è stato allontanato ma i semi avvelenati che ha gettato nel quartiere, evidentemente, hanno attecchito. Piccolo esempio di come un potere grande o piccolo che sia, implica una responsabilità che è sempre grande, che deve essere sempre grande.

Cosa ho risposto alla mia alunna? Ho risposto che l’indifferenza, presto o tardi si paga, che se ne riceve quanta se ne dà, ho risposto che essere indifferenti non è umano, perché gli esseri umani possono sopravvivere solo in società, solo aiutandosi l’uno con l’altro, ho risposto che oggi toccava agli zingari, ma di stare molto attenti, perché domani poteva toccare a loro.

Certo se dopo tre anni una mia alunna concepisce un pensiero così mostruoso, sono stato un pessimo professore, e questo è un cruccio che mi porterò dentro per un bel pò.

Il problema è che non si può combattere i cattivi se chi dovrebbe supportarti nella lotta, dei cattivi fa parte, non si può educare i ragazzi alla legalità se il capo dell’esecutivo non riconosce le leggi dello stato, così è difficile educare i ragazzi contro il razzismo se perfino i sacerdoti fanno, in buona fede, affermazioni razziste. Non è una giustificazione ma solo la desolata accettazione di una realtà che sta diventando sempre più cupa, sempre più sinistra, sempre più carica di nuvole pesanti.

Quando al posto di giovani ragazze discinte e vecchi bavosi senza dignità sulle prime pagine dei giornali tornerà la politica, quella vera e nobile, quella che i problemi dovrebbe risolverli e le tragedie evitarle, forse potremo tornare a sorridere timidamente. Ma non sono per niente ottimista. Quantomeno, non oggi.

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