A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

Di bacchettoni, sputi, picchiatori e dignità


Per un volta mi trovo in parziale disaccordo con l’ottimo Massimo Fini che sul Fatto quotidiano parla degli errori di mira della sinistra, che, sulla vicenda delle feste di Arcore, ha concentrato il fuoco sulla questione morale eludendo l’unico dato penalmente rilevante: la telefonata in questura per chiedere il rilascio di Ruby, la concussione esercitata dal presidente del consiglio.

Che la sinistra abbia sbagliato mira, non c’è dubbio: lo fa da anni. Che faccia ridere sentire disquisire di morale persone che in gioventù hanno predicato il libero amore, donne che marciavano al grido di “Il corpo è mio e lo gestisco io”, ecc. è un dato di fatto,  non perchè queste persone siano o siano state immora, ma perché  tanto si sno battute contro una certa morale. Perfino un essere  come Giuliano Ferrara, può beffeggiare, solo in apparenza, con qualche ragione i compagni che ha tradito.  Ma un punto dell’articolo mi trova in totale disaccordo: quando Fini dice che ci sono diciassettenni sessualmente attive che dimostrano molti anni in più e che non si chiede la carta d’identità prima di andare a letto con una ragazza. Sarebbe il caso, dice il giornalista, di rivedere le leggi riguardanti i reati sessuali con minorenni. No, egregio dott. Fini, per quanto la stimi e sia un suo assiduo lettore, questo proprio non va. Perché a diciassette anni una ragazza potrà anche apparire più grande, con un pò di trucco, potrà anche consumare rapporti sessuali, ma resta una ragazzina. I ragazzi oggi maturano fisicamente prima, sono più belli e più prestanti ma mentalmente, mostrano sempre la loro età. Sono dunque facilmente plagiabili, specie se, come Ruby, hanno storie travagliate alle spalle. Aggiunga alla naturale curiosità per il sesso della gioventù il miraggio del benessere economico, dell’automobile, di tutto quello che le sue coetanee possono sognare, e il plagio è bell’e consumato.  In ogni caso, la legge al momento è quella in vigore e l’ignoranza della legge non è una attenuante.

A mio avviso, ci sono altri fatti per cui il comportamento del premier va stigmatizzato. In primis, la ricattabilità, evidenziata dalle intercettazioni, provocata dal suo modo di agire, ricattabilità che mette in pericolo la sicurezza dello stato e la stessa credibilità della democrazia nel paese. In secondo luogo, l’assegnazione di cariche pubbliche come regalia in cambio di favori sessuali: questo è sicuramente un reato penale, anche se difficilmente dimostrabile in un’aula di tribunale, me ne rendo conto. In terzo luogo, e anche questo è, a mio parere, un reato, che se non esiste dovrebbe essere introdotto d’urgenza nel codice penale, c’è la sequela di menzogne, bugie, tentativi di rovesciare la verità, calunnie, che il re nano ha messo in moto per difendersi. Ricordo che il presidente Clinton non venne rieletto per una, una singola bugia.

Ma l’errore più grave della sinistra sta nel non sfruttare questo momento di debolezza dell’esecutivo per attaccarlo politicamente, per mostrare pubblicamente gli effetti di anni di malgoverno, per stigmatizzare l’inefficienza dei ministri più importanti, le promesse mancate, le bugie, le difese dell’indifendibile.

Faccio due esempi, tanto per chiarirci. A Milano, una macchina si ferma per la strada, l’autista abbassa il finestrino e sputa su due bambini rom che stanno andando a scuola. Insieme alle vergognose scritte comparse a Roma dopo la morte dei quattro bambini, questo episodio è certamente figlio di un clima di odio alimentato nel paese da una forza importante di governo come la Lega nord. Clima di odio e di razzismo che il presidente del consiglio non si è mai sognato di criticare, di mettere all’indice, di limitare. Anzi, il comportamento suo e dei suoi organi di stampa, ha collaborato a rendere lecita l’espressione dell’odio, l’umiliazione dell’avversario, la denigrazione sistematica di chi è diverso da te. Quegli sputi ai bambini e quelle scritte, moralmente, li hanno tirati e fatte il presidente del consiglio e il capo della della Lega. E, perdonatemi se per una volta eccedo, mi auguro che quegli sputi ricadano per cento volte sull’autore materiale, che da ora cominci per lui una spirale che lo conduca alla rovina: non esistono esseri più spregevoli di quelli che se la prendono con i bambini.

L’altro episodio accade Roma: tre ragazzi chiedono a un coetaneo a una fermata d’autobus se lui è antifascista e, alla sua risposta affermativa, lo pestano fino a mandarlo all’ospedale. E’ ancora il presidente del consiglio ad avere la responsabilità morale dello sdoganamento dell’estrema destra in Italia, sdoganamento che non rientra nel gioco democratico perché, giova ricordarlo ogni tanto, la ricostituzione del partito fascista e implicitamente della ideologia che lo sottende, è vietata dalla costituzione. Quel pestaggio, moralmente, è stato effettuato da lui e dal sindaco Alemanno, che sfoggia croci celtiche  e ha la stessa ritrosia alle dimissioni del suo capo.

Su questo clima di ottusa violenza la sinistra dovrebbe puntare i suoi strali e su tutte le altre malefatte del peggior governo che si ricordi dal 1946 a oggi. Invece andiamo avanti con foto di ragazze discinte, racconti boccacceschi e minacce di foto ancora più piccanti, richiamandoci a valori morali che non hanno più corso legale neppure per una Chiesa che è diventata una holding, una multinazionale che sceglie i suoi alleati in base alle convenienze economiche.

A farne le spese è la dignità delle persone oneste, di chi rispetta le leggi e le fa rispettare, di chi non cerca scorciatoie e va avanti a sacrifici per vedersi poi accomunato, nell’opinione comune dei commentatori stranieri, a una Italia che non gli appartiene. “Italiano” sta diventando sinonimo di “maiale” all’estero, si sta cominciando a pensare che, se la gente non scende in piazza e non protesta contro lo schifo, è perché approva lo stato delle cose. A essere sinceri, comincio a pensarlo anch’io.

Categorie:Cronaca

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