A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

L’insostenibile peso dell’ignoranza


Mi soffermo oggi su due casi di ignoranza e razzismo, mali ormai radicati nella nostra società e difficilissimi da estirpare, in quanto la prima è diventata un vanto, quasi una patente di modernità, un vademecum per orientarsi in un mondo dove l’unico valore è il denaro, il secondo è invece un ottimo strumento politico per guidare l’ignoranza e veicolarla dove più giova a chi comanda.

Parliamo del ragazzo down della scuola di Catanzaro a volevano impedire di partecipare ad una uscita con la sua classe e del bellissimo gesto dei suoi compagni di scuola che hanno deciso di rinunciare all’uscita se il loro compagno non ci fosse stato. Parlo chiaramente, come è mia consuetudine, e chi vuole offendersi, si offenda: il fatto è avvenuto a Catanzaro, ho dei dubbi che, se la destra continuerà ad essere maggioranza n el paese, se capitasse   ad Adro o in qualche altra ridente località padana la solidarietà dei ragazzi scatterebbe ancora.  La sconfitta dell’Italia, la perdita dei valori che sono alla base della sua costruzione come stato democratico, la vergogna di questa classe politica sta proprio in questo dubbio, sta nell’essere quasi certi che, in determinate zone del nostro paese, la solidarietà è emigrata, per lasciare il posto all’odio e al disprezzo verso i più deboli, che si sta educando una generazione di ragazzi a sentirsi migliori di chi è meno fortunato e più debole. Rocrdo che il dittatore vietnamita Pol pot utilizzava i bambini come aguzzini nei suoi campi di concentramento e che la gioventù nazista tradiva i coetanei ebrei e li mandava nei campi di concentramento. Non siamo ancora, per fortuna, all’adesione di massa generalizzata a certi valori, però stiamo in guardia. Quanto al preside che aveva posto il suo veto alla partecipazione dell’alunno, purtroppo chi lavora nella scuola conosce la categoria: burocrati, spesso pavidi, che vivono con la sola preoccupazione di pararsi le terga, sempre pronti a chinare il capo a qualsiasi cosa porti il timbro del Ministero. Non sono tutti così, è ovvio, fortunatamente perfino tra i dirigenti scolastici ci sono persone responsabili, che esercitano il proprio ruolo con coscienza e spirito di servizio ma purtroppo, sono una minoranza. Finché non si deciderà ti toccare la casta dei dirigenti, di valutarli non in base a quanti soldi fanno risparmiare all’erario ma in base a come dirigono una scuola, non solo come manager ma come esseri umani capaci di interagire con insegnanti e famiglie, in grado non di comandare ma di coordinare i docenti e non subissarli con la continua richiesta di imbrattare fogli inutili, la scuola italiana continuerà ad affondare. Il preside di Catanzaro è una persona ignorante e, come tale, inevitabilmente incline al razzismo e alla discriminazione. Fortunatamente, spesso i ragazzi sono meglio di noi.

Passiamo al decreto mille proroghe, ennesimo capitolo di quel “fascismo bianco” che è lo stile tipico di questo governo. Oramai i decreti legge sono diventati un do ut des tra il re nano e la Lega, uno scambio senza regole e senza scrupoli, dove una parte concede qualsiasi cosa purché l’altra faccia la stesso. Partiamo dal Ministro Gelmini, che firma una norma che impedisce la richiesta di supplenze extraregionali, norma fortemente voluta dalla Lega che non gradisce insegnanti meridionali nelle proprie regioni. Mi chiedo come sia possibile che un ministro della repubblica firmi una simile porcata, per prima cosa: quale morale, quale etica della scuola, quale spirito di servizio pubblico c’è dietro la firma del ministro? Quante volte si può mettere all’ammasso la propria dignità per conservare una poltrona? In secondo luogo, come può un ministro della repubblica essere talmente ignorante da non sapere che una tale norma viola tutte le leggi sulla libera circolazione del lavoro in Europa e che al primo ricorso il governo verrà battuto e beffeggiato? Perché la sinistra accetta senza battere ciglio questa vomitevole prova di incompetenza? Cosa deve fare ancora il ministro Gelmini perché venga chiesta la sfiducia in parlamento? Quante prove di incompetenza dovremo ancora vedere?

Pongo ancora qualche questione: quale senso ha un governo che si basa sul ricatto reciproco delle parti che lo compongono? Come possono i leghisti affermare di avere le mani pulite quando fanno decreti come quello appena descritto, in cambio della garanzia d’impunità per il premier? Perché le forze di opposizione, a parte tante belle parole, non fanno nulla, nemmeno una manifestazione bipartisan contro questo schifo che umilia il nostro paese?

Ultimo punto. Quello che sta succedendo nel Maghreb dovrebbe indurre sia Bossi, si il re nano a essere prudenti, molto prudenti nelle loro esternazioni. Perché il problema non è solo quello dei profughi che la Lega vuole rimandare a morire in Africa, fulgido esempio di pietas padana, ma quello degli assetti che prenderanno quei governi. Se si trasformeranno in repubbliche islamiche, il primo obbiettivo degli integralisti saremo noi. Ma forse proprio a questo vuole arrivare la Lega: ha fatto conto che per prima cosa colpiranno la Sicilia e così prenderebbe due piccioni con una fava: avrebbe il tempo di reagire e, nel frattempo, ci sarebbero un bel po’ di terroni in meno da mantenere a spese dello stato.

Oggi ho partecipato al funerale di un vecchio comunista, una brava persona, onesta, pulita, che ha sempre creduto in certi valori e non li ha mai abbandonati fino alla fine. Se n’è andato prima del tempo e gli avrebbe fatto piacere riuscire a vedere il crollo di questo governo di corrotti, accomiatarsi col pensiero che c’era ancora speranza in un futuro migliore. Umberto Eco, qualche settimana fa, ha espresso il desiderio di non morire sotto Berlusconi. Io non credo che a portare avanti  certi valori siano solo gli anziani nel nostro paese, sarebbe la fine, resterebbe solo la polvere, se così fosse. Credo invece che di persone come il signor Carlo, oneste, pulite, sincere, fiduciose che il mondo possa ancora cambiare, ce ne siano tante e anche se in questo momento si sentono umiliate e offese da una realtà che li vede come alieni, sono ancora convinto che un mondo migliore è possibile e che un’Italia diversa è necessaria e provo un piacere maligno al pensiero che il vento di libertà, nel paese della Lega, sta salendo dall’Africa. Come una nemesi, come una poetica punizione, come se al mondo, alla fine, la giustizia trionfasse sempre. Oggi mi piace crederci..

Categorie:Cronaca

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