A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

Ministri minestre


Ci vuole indubbiamente una buona dose di coraggio e sfrontatezza per partecipare a una trasmissione televisiva molto seguita come il programma di Fazio e sciorinare una impressionante sequela di scempiaggini e bugie. Eppure è quello che è accaduto ieri sera con il ministro della pubblica (d)istruzione. Sembra a volte di vivere in un quadro di De Chirico tanto appare surreale l’ostinazione con cui gli scherani di sua altezza il re nano si prodigano a difendere ogni sua sparata prodigandoci la solita minestra riscaldata, i soliti slogan pubblicitari, le solite bugie.

Berlusconi ha insultato gli insegnanti della scuola pubblica, ledendo la loro dignità e lanciando accuse gravissime come quella di inculcare ideologie eversive nella testa dei ragazzi. Nessun presidente del consiglio italiano si è mai permesso di offendere in modo così volgare dei servitori dello stato, qualunque premier straniero facesse altrettanto, verrebbe costretto alle dimissioni nel giro di pochi minuti. Non contento, il premier ha lanciato un attacco a tutta la scuola pubblica schierandosi nettamente a favore di una scuola privata che, nel nostro paese, diciamolo chiaramente una volta per tutte, non è, a parte rarissime eccezioni, né di qualità né di eccellenza e dove sì, si inculcano valori o, nella migliore delle ipotesi, si regalano promozioni in cambio di ricche prebende.

Il ministro cosa fa? Invece di difendere la categoria che dovrebbe rappresentare, afferma soavemente che, in sostanza, siamo tutti rincoglioniti, non abbiamo capito bene, il nano non voleva offendere ma solo ribadire che lo stato deve garantire anche l’accesso alla scuola privata. Un cosa fuori dal mondo, una affermazione da neurodeliri. La costituzione afferma che l’istruzione pubblica deve essere garantita per tutti e l’istruzione privata deve garantire gli stessi standard qualitativi e non essere fonte di oneri per lo stato. Punto. I casi sono due. o il ministro non conosce la costituzione, e allora farebbe bene a dimettersi, o il ministro va deliberatamente contro la costituzione e allora farebbe bene a dimettersi.

Ma il ministro va oltre, raccontando la solita minestrina degli stipendi degli insegnanti che costituirebbero  il 90% delle spese per la scuola e affermando addirittura che gli insegnanti sono troppi! La palla del 90% l’ho già confutata altre volte in queste pagine e non è ho più voglia, quanto all’alto numero di insegnanti questo dovrebbe già essere diminuito drasticamente con 230000 cattedre tagliate, l’orario di italiano ridotto di un’ora e le cattedre d’italiano ridotte a tre per due insegnanti, i tagli alle superiori, ecc.ecc. Che fine hanno fatto quei soldi? Dove sono stati reinvestiti? Certo non nei fondi di istituto né nel rinnovo tecnologico delle scuole, né nella messa a norma, né in qualsiasi ambito di vitale importanza. Ancora: il ministro dice di non aver licenziato nessuno. Vero. Si è limitata a non assumere centinaia di migliaia di precari che lavoravano da anni. E’ come se un pilota di bombardiere dicesse di non aver mai ammazzato nessuno: vero, ha solo sganciato le bombe.

Quanto ai bidelli che sarebbero più dei carabinieri: non c’è scuola che non abbia carenza di personale Ata e di personale di segreteria, eppure le scuole non sono sporche, come afferma il ministro insultando (tanto che c’è) anche il personale Ata e le segreterie continuano a fare il loro lavoro come svolgono il loro lavoro gli insegnanti italiani nelle loro classi con un numero di alunni tale da contravvenire a ogni norma sulla sicurezza, nelle loro scuole non a norma, con fondi d’istituto dimezzati, senza carta igienica e sapone, senza strumenti tecnologici degni di questo nome, senza carta da stampare. Sappiano, il ministro e il suo capo, che noi insegniamo a tutti loro cos’è lo spirito di servizio e il lavoro vero.

Perché il ministro non ha parlato del fallimento del maestro unico, rifiutato dalle famiglie o del fallimento di quella cervellotica sperimentazione sul merito che in realtà era un metodo di procacciamento per cortigiani? Perché il ministro non dice chiaramente che il suo esecutivo considera la scuola pubblica un vuoto a perdere e che ogni alunno iscritto in una scuola privata è un risparmio per lo stato e aiuta a mantenere buoni rapporti con il Vaticano. Perché il ministro non ha difeso la qualità della scuola pubblica contro i troppi diplomifici che si trovano nel privato? Perché non ha parlato delle spese fiscali assurde della scuola pubblica e degli esoneri fiscali scandalosi nelle scuole private? Perché non ha parlato dei continui tagli alle materie curricolari e dell’inutile aumento delle ore di religione alle elementari?

La risposta è semplice: il ministro era lì per fare propaganda, per amplificare il nano pensiero, per mentire spudoratamente al pubblico e a chi è delegato a rappresentare. E’ solo l’ennesima, vergognosa rappresentazione di una farsa che ormai va in scena da troppo tempo.

Io sono un docente, non inculco, formo ed educo e conosco il valore e la responsabilità che comporta  il mestiere che faccio. Lo stesso possono dire bidelli, maestre, professori che come me lavorano nella scuola pubblica italiana. In tutta coscienza lei, ministro, può fare lo stesso?

Categorie:Attualità, La scuola

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